Relational Design è un Master di primo livello promosso dall’Accademia Abadir (www.abadir.net) per acquisire le competenze e le pratiche del design contemporaneo. L’obiettivo principale del master è quello di fornire ai suoi partecipanti le competenze che innervano le pratiche più interessanti e significative del design. Un set di competenze che si sovrappone ad una serie di pratiche e di attitudini. Tre livelli da cui nascono e si sviluppano progetti in grado di relazionarsi al meglio con la contemporaneità, avvalendosi dell’esperienza fornita dalla tradizione.

Il Master intende definire una nuova figura professionale, in grado di intercettare e intersecare i bisogni e desideri di un mercato e di una società in costante mutazione. Si lavora alla formazione di un progettista capace di comprendere ed esercitare le pratiche tradizionali, attivando su di esse le nuove frontiere del digitale. Un soggetto in grado di generare connessioni tra i diversi attori e stakeholders che caratterizzano la professione contemporanea.

Google Hangout

Master di Primo livello Relational Design

Talk a cura di: Marco Mancuso


Marco Mancuso è stato chiamato da Stefano Mirti e Aurora Rapalino di Abadir – Accademia di Design e arti Visive, per condurre la prima talk del ciclo di incontro con docenti e professionisti nell’ambito del programma del primo Master in Relational Design. Ogni mese il Master prevede infatti una serie di talk online tramite Google Hangout, in cui professionisti, operanti in diversi campi disciplinari, sono invitati a raccontare le proprie esperienze lavorative e a condividere la loro expertise con gli studenti.

Il tema trattato da Marco Mancuso nella sua conferenza riguarda l’analisi dell’inarrestabile sviluppo tecnologico e scientifico, della crescente compenetrazione disciplinare nonché lo sviluppo delle reti, delle strutture open e p2p e delle dinamiche di networking, come fenomeni della nostra contemporaneità che stanno determinando radicali trasformazioni nei rapporti tra arte, scienza, design e società. Se da un lato infatti, la progressiva de-istituzionalizzazione delle forme di produzione, gestione e consumo di beni materiali e immateriali sta ridisegnando il nostro modo di concepire la produzione di “valore culturale”, confondendo i confini tra discipline, metodologie, linguaggi, professionalità e competenze diverse, dall’altro la nascita di una serie di piattaforme online facilitano nuove modalità di relazione tra creativi, produttori, investitori e mercato.

Lecture
Arte e cultura nelle strutture relazionali

Quali sono le nuove dinamiche produttive ed espressive nell’ambito della media art e del design computazionale? Quali le relazioni tra professionisti diversi, quali le dinamiche di condivisione? Come i nuovi sistemi relazionali producono crescenti tassonomie nel rapporto tra creativi, istituzioni, industrie e accademie? Come sta cambiando, in sostanza, lo scenario culturale ed espressivo che ci circonda?

Temi trattati

– L’ambito di ricerca: l’impatto delle tecnologie e delle scienze su arte, design, creatività, società

– Il progetto Digicult: l”impatto delle Reti e delle strutture p2p sulla cultura mediale

– Il valore condiviso: Il networking, la condivisione, la de-istituzionalizzazione, le nuove forme di produzione di valore culturale

– Le nuovi classi creative: figure ibride, inter-disciplinarietà, condivisione di saperi, accesso alle tecnologie

– Nuove estetiche e linguaggi: i free software, l’open hardware, la co-produzione, le piattaforme aperte in Rete

– Territori di confine tra arte e scienza: i nuovi laboratori e le sinergie tra ricerca artistica e laboratoriale

– Nuove economie condivise: piattaforme, il progetto Fracty, servizi, editoria, crowdfunding per l’arte e la cultura

– Arte e professionismo: l’evoluzione della figura dell’artista-professionista, mercati ibridi, i codici espressivi di riferimento, le conferenze e i festival

– Le nuove Art Industries: l’attenzione crescente dell’azienda verso l’arte (comunicazione, ricerca, impatto sociale), il paradigma Google su Internet

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