Auditorium San Fedele - Milano
02 / 05 / 2016

San Fedele Musica e S/V/N/ presentano il quinto e ultimo appuntamento della rassegna INNER_SPACES 2016 che vede in programma le esibizioni di quattro protagonisti della sperimentazione elettronica contemporanea.

In apertura un raro concerto del duo R/S composto da Peter Rehberg (a.k.a. Pita), fondatore della celebre etichetta viennese Editions Mego, e Marcus Schmickler, produttore e compositore elettronico tedesco. I complessi impianti teorici dei due collaboratori di lunga data si liberano attraverso il trattamento estremo della materia sonora e sfociano in improvvisazioni abrasive e potenti, senza confini di genere.

A seguire la prima collaborazione dal vivo di due figure chiave del minimalismo contemporaneo: il chitarrista e improvvisatore australiano Oren Ambarchi, autore di numerossimi lavori che sfruttano i svariati linguaggi dell’elettronica e dei suoi sottogeneri, e Thomas Brinkmann, che da anni conduce una personale e trascinante esplorazione delle strutture ritmiche tradizionali della techno.

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R/S è il progetto di Peter Rehberg e Marcus Schmickler, due delle figure più importanti e influenti della sperimentazione elettronica contemporanea. Nel 2011 hanno pubblicato USA(PAN), il loro secondo album dopo One (Snow Mud Rain), uscito per Erstwhile nel 2007.

Tra i pionieri della computer music, Peter Rehberg continua la sua appassionata ricerca nei territori dell’elettronica sperimentale: un processo di sintesi viscerale che esplora le profondità ambientali della techno, ricavandone un suono che combina beat astratti, scorie glitch e distorsioni elettriche. Ha firmato la maggior parte dei suoi lavori sotto lo pseudonimo di Pita, nome con il quale, il prossimo 14 maggio, pubblicherà per Editions Mego Get In, la sua prima uscita dall’album Get Out del 2004.

Compositore accademico e allievo di Johannes Fritsch, uno dei principali collaboratori di Karlheinz Stockhausen, Marcus Schmickler ha lavorato in numerosi ambiti della sperimentazione elettronica utilizzando diversi pseudonimi, tra cui Wabi Sabi, Sator Rotas, Param e Pluramon. In parallelo ha avviato una serie di collaborazioni stabili con artisti vari tra cui Thomas Lehn, Keith Rowe e John Tilbury. Il suo ultimo album per Editions Mego, Palace Of Marvels (Queered Pitch)esplora i rapporti tra suono, fenomenologia e scienze cognitive ed è considerato uno dei lavori essenziali della computer music contemporanea.

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La prima collaborazione discografica tra Thomas Brinkmann e Oren Ambarchi è The Mortimer Trap (2012), un’epica variazione di 77 minuti del brano For Bunita Marcus di Morton Feldman. I due sono tornati a collaborare due anni dopo per l’album di Ambarchi Quixotism, inserito da The Wire nella top 50 degli album del 2014.

Le esitanti e dilatate composizioni di Oren Ambarchi spaziano tra varie “scuole” stilistiche: l’elettronica contemporanea, l’improvvisazione, il minimalismo, l’ingannevole semplicità dei lavori di Morton Feldman e Alvin Lucier, la fisicità di un rock rallentato e scarnificato. Dalle astrazioni per chitarra dei primi anni Novanta, una crescente varietà di tecniche lo ha portato a sviluppare un linguaggio sonoro personale ed unico. Ambarchi si è esibito e ha collaborato con numerosi artisti, tra cui: Fennesz, Charlemagne Palestine, Sunn 0)), Keiji Haino, Alvin Lucier, Jim O’Rourke.

Artista geniale ed innovativo, Thomas Brinkmann conduce da anni un’appassionante ricerca sulla composizione e sulla fruizione del suono. Dalle iniziali sperimentazioni sui minimalismi techno-house, il musicista tedesco ha sempre dimostrato una forza comunicativa e una capacità di coinvolgimento fuori dal comune. La musica di Brinkmann è un’elettronica profondamente emotiva, semplice e diretta, un’esplorazione delle strutture ritmiche tradizionali della techno su cui costruisce trame sonore che oscillano tra elettronica deep-minimal ed improvvise incursioni nell’ambient più astratto. Brinkmann si è esibito in musei, gallerie e club in tutto il mondo. Ha pubblicato più di cinquanta album, fra cui l’acclamato What You Hear (Is What You Hear) per Editions Mego nel 2015.

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L’Auditorium San Fedele è l’unica sala in Italia dotata di acusmonium, un’orchestra di 50 altoparlanti che consente la spazializzazione del suono. Progettato da Eraldo Bocca, il sistema SATOR è costituito da diverse tipologie di diffusori distribuiti lungo tre corone concentriche e una sezione di effetti che, attivata da due mixer, consente la diffusione di musica acusmatica, elettroacustica e mista. L’acusmonium rende la sala uno spazio acustico tridimensionale nel quale il suono costruisce effetti di profondità e lontananza inimmaginabili con un semplice impianto provvisto di surround, offrendo dunque allo spettatore un’esperienza acustica unica e coinvolgente

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