Künstlerhaus, Halle für Kunst & Medien - Graz
06 / 05 / 2017 - 11 / 06 / 2017

Nelle opere d’arte site-specific che l’artista Heribert Friedl (1969 Feldbach, vive a Vienna) ha creato per la sua personale alla Künstlerhaus – Halle für Kunst & Medien c’è poco da vedere, perché Friedl ritiene che il fascino visivo sia cruciale per vedere quanto l’arte sia ormai logora. Per la Künstlerhaus, l’artista ha quindi sviluppato un’installazione sonora il cui punto di partenza è la sua ubicazione nel centro del Citypark di Graz. Soprattutto con l’arrivo della primavera (e della stagione degli amori), l’area brulica di uccelli nativi che iniziano ad attirare l’attenzione su sé stessi con i loro singolari canti all’alba.

Le composizioni registrate di Friedl, suonate con strumenti fatti a mano, sono sottilmente integrate nel concerto degli uccelli e risultano essere suoni aggiuntivi che occasionalmente forniscono momenti sorprendenti. Per i profani è difficile distinguere i suoni strumentali dal canto naturale degli uccelli. Eppure, poiché un concerto di uccelli segue con precisione il tempo dell’orologio (degli uccelli), le composizioni di Friedl sovvertono l’ordine naturale.

Dal 1996 Friedl utilizza il termine oggettinonvisivi per identificare i risultati della sua pratica artistica non materiale. Lui e l’artista Raphael Moser hanno anche gestito un’etichetta conosciuta come nvo | nonvisualobjects dal 2005, che rilascia interpretazioni di musica minimalista. Friedl, però, è noto principalmente per le sue opere “aromatiche”, che si basano su un dato scientifico, ossia il fatto che ricordiamo le esperienze visive meglio quando sono combinate con alcuni profumi. In un nuovo lavoro creato soprattutto per la scala all’interno della Künstlerhaus, Friedl unisce un evento storico a un’esperienza olfattiva.

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L’artista ha utilizzato sostanze aromatiche per scrivere la data 1952, anno in cui la Künstlerhaus aprì, lungo la scalinata. Gli aromi correlati ad ogni cifra sono stati scelti in modo associativo, ossia sono speculari e grazie a questo connessi allo spazio espositivo. Sebbene l’artista non voglia identificare gli odori, questi fungono comunque da collegamento tra il luogo e i visitatori, e dal momento che le note aromatiche non si sprigionano completamente fino a che la superficie in questione non viene strofinata, questa esperienza olfattiva viene completata da quella tattile, insieme a un cenno alla critica istituzionale.

Il titolo dell’esposizione Als ich den Finger aus dem gefiederten Po zog, hat es wahnsinnig angenehm nach frischem Lehm gerochen (“Quando ho tolto il dito dal retro piumato aveva un odore follemente buono, come di argilla fresca”) unisce l’impianto sonoro al canto degli uccelli all’aria aperta e li mette in connessione con l’opera d’arte aromatica ospitata dalla Künstlerhaus. Quello che hanno in comune è che entrambi evocano immagini nella mente. In questo modo Heribert Friedl sintetizza il suo lavoro in una forma d’arte radicale: l’immagine immaginaria.

Heribert Friedl (*1969, Feldbach) ha ottenuto la laurea con lode all’Università di Arti Applicate nel 1998. Ha ricevuto premi come il Förderungspreis für bildende Kunst in der Steiermark (1999) alla sua trentunesima edizione, ha vinto l’Österreichischer Graphikwettbewerb (2009), lo Universalmuseum Joanneum Preis (2010) e la trentatreesima edizione del premio Österreichischer Graphikwettbewerb (2013).


http://www.km-k.at/en/

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