Witte de With Center for Contemporary Art – Rotterdam
29 / 01 / 2016 – 01 / 05 / 2016

GesammttkkunnsttMeshuggahhLaandtttt, una mostra personale dell’artista Charlemagne Palestine, presenta una selezione di lavori che comprendono i primi filmati, sculture, pitture, installazioni e colonne sonore. I lavori di Palestine formano un universo estremamente personale di rituali, ebbrezza e sciamanesimo.

Negli ultimi quarant’anni l’artista ha realizzato un’ampia produzione di composizioni musicali sperimentali, performance corporee e negli ultimi anni lavori d’arte visuale con la presenza di peluche. Per Palestine gli orsacchiotti appaiono come dei totem sciamanici, che lui affettuosamente chiama “Divinità”.

Elementi fondamentali della mostra sono un grande piano, il cuore sonante dell’esposizione, e una versione su larga scala del cosiddetto God-Bear Museum Model, una proposta per una nuova tipologia di museo in cui la musica e la performance si amalgamano come potrebbe succedere in un quadro. Un’ulteriore parte della mostra sono inoltre le straordinarie annotazioni musicali e sonore di Palestine, una collezione di lavori su carta che mirano a trasformare il suono in immagine.

New Exhibition 2Attraversando sei spazi del Witte de With, Relational Stalinism – The Musical è invece un insieme ambizioso di nuove performance realizzate dall’artista Michael Portnoy messe in scena e ideate con una compagnia di ballerini, attori, cantanti e improvvisatori.

Nell’istituto saranno presenti allo stesso tempo molti registri di performance differenti, mettendo insieme sceneggiature imperscrutabili di giochi di ruolo, commedie sketch sperimentali, partecipazione iperattiva degli spettatori, interludi lirici melodrammatici, micro dance prog-rock e soliloqui teorici lacrimevoli. Combinando la futurologia con la satira, la mostra affronta il tema delle performance visive come forma di critica generativa.

Il duo Calla Henkell e Max Pitegoff, di base a Berlino, si focalizza sulla narrativa condivisa e sull’astrazione della comunità all’interno delle startup imprenditoriali e nei modelli di laboratorio creativo. Un estratto di un romanzo in progress della scrittrice newyorkese Emily Segal (cofondatrice del gruppo di trend forecasting e art collective K-HOLE ed ex direttore creativo di Genius) sarà reso pubblico e installato in tre parti durante la mostra, circondato da una configurazione di panchine e tavoli colorati presi dagli spazi gestiti da Henkel e Pitegoff negli ultimi cinque anni a Berlino.

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Questi tavoli mostrano il racconto di Henkel e Pitegoff “Photography and Eating”, che esplora le relazioni creative delle classi con il rischio, il profitto, la fantasia e l’inutilità, prese dalle loro interviste e visite alle startup a Berlino. Le installazioni dai colori vivaci richiamano sia l’estetica degli uffici delle starup che hanno visitato, sia quelli delle pratiche di arte relazionali dei primi anni 2000, offrendo uno spazio di non-lavoro alla galleria di Witte de With posta al piano terra.


www.wdw.nl

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