Electropark Exchanges si rinnova in città proponendo un trittico di concerti degno della miglior tradizione rinascimentale. Protagonisti saranno tre rinomati artisti canadesi in tre differenti ambienti del complesso architettonico del teatro Franco Parenti.

Martedì 23 Maggio – ore 21, Sala Grande
TIM HECKER [Vancouver – CAN] “L’Arcobaleno della Gravità”

Torna finalmente in Italia il pluripremiato compositore e sound artist canadese, dopo il successo raccolto dal suo ultimo e recente lavoro ‘Love Streams’ uscito per la storica etichetta 4AD, che ha mietuto consensi unanimi di pubblico e critica. Evento unico e imperdibile, il primo della rassegna Exchange di quest’anno, all’interno della Sala Grande del Teatro Franco Parenti che accoglierà le impalpabili superfici sonore dell’artista in una sospensione onirica e stratificata di luci ed ombre, vuoto e volume.

Negli anni quaranta e cinquanta mentre il mondo era lacerato dalla seconda guerra mondiale, scienzati da tutto il mondo studiavano strategiche soluzioni alternative di energia e carburanti. Arrivarono a progettare in via del tutto sperimentale speciali superfici convesse e paraboliche in grado di convogliare in un punto focale altissime frequenze sonore umanamente inudibili, riuscendo a far letteralmente lievitare piccole fibre di sughero e di legno, tramite il solo ausilio del suono.

Siamo sicuri che l’intensità di cui è capace il maestro canadese ci farà innavvertitamente dimenticare la gravità terrestre a cui siamo inevitabilmente abituati e certi, proiettandoci nel suo mondo sonoro fatto di astrazioni organiche, corrosive e dissonanti, in grado di staccarci da terra e dai sedili del teatro.

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Martedì 13 Giugno – ore 21, Bagni Misteriosi
EGYPTRIXX [Toronto – CAN] “Giochi nell’acqua”

Dietro il faraonico moniker di Egyptrixx si nasconde il produttore elettronico David Psutka, proveniente da Toronto. Il suo percorso musicale è molto incline a fascinazioni e trasfigurazioni tanto è vero che sono diversi i progetti su cui lavora contemporaneamente, da solista come Egyptrixx e più recentemente Ceramic TL e in duo come Hiawatha e Anamai.

Fresco di pubblicazione con il suo nuovo e secondo album ‘Pure, Beyond Reproch’, uscito per l’etichetta Halocline Trance, di cui è propietario e promotore, l’artista esplora e rielabora in atmosfere cangianti personali suggestioni che spaziano dalla house all’ambient, dal metal al noise. Tale costante ricerca di stili differenti da esplorare attesta una poliedricità propria di una complessa forma geometrica solida, fatta di elementi fragili, superfici riflettenti ed ipnotiche.

Sul finire degli anni ottanta l’ormai affermato cineasta Peter Greenaway, alle prese con una ostica sceneggiatura per un thriller tragicomico, ebbe un’idea folgorante osservando quei quaderni per bambini in cui si colora un disegno riempiendo le caselle numerate con diversi colori. Inscenò così una semplice trama in un enigma ad incastri, composto da una grande quantità di elementi simbolici ed estetici cari all’artista, dove nell’opera appaiono in maniera più o meno evidente o celata, tutta una serie di numeri in ordine crescente come se vi fosse in atto una sorta di conteggio, introdotto all’inizio del film da una bambina che, mentre salta la corda, conta e nomina le stelle, fermandosi a cento.

Nella sontuosa sede dei Bagni Misteriosi l’artista canadese creerà una caleidoscopica scansione temporale incorniciata dal ritmo tranquillo delle onde della piscina, tramite collisioni percussive e sonorità granulari ci catturerà in un incantesimo geometrico e plastico capace di farci vagare attoniti ed in equilibrio attorno al perimetro della vasca.

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Martedì 4 Luglio – Ore 21, Sala Testori
MARIE DAVIDSON [Montreal – CAN] “Specie di Spazi”

L’ospite del terzo e ultimo appuntamento di Electropark Exchanges sarà Marie Davidson, rivelazione dell’elettropop contemporaneo emersa dal prolifico epicentro culturale di Montreal, già attiva come membro di lunga data degli Essaie Pas (DFA Records) e DKMD.

Da giovane promessa della vivace comunità sperimentale canadese in poco tempo ha affinato i suoi molti talenti, stupendo tutti con le sue prime composizioni a suo nome, pubblicando ‘Perte d’identité’ nel 2014 seguito da ‘Un Autre Voyage’ e dal recente ‘Adieux Au Dancefloor’, uscito l’anno scorso per Cititrax e menzionato da molti come disco dell’anno, rivelandosi artista matura e completa in possesso della giusta combinazione di confidenza come presenza dal vivo, vulnerabilità nella scrittura di testi e indubbie capacità vocali.

Georges Perec, geniale scrittore parigino, amava osservare dalla finestra il laborioso brulicare di forme, movimenti ed energie proprie di una metropoli. Diede così alle stampe una sorta di bestiario di spazi, cercando di mappare e mostrare diverse specie, come di norma viene fatto con le differenti specie del mondo degli animali o delle piante. Prendendo spunto dalla tassonomia, disciplina della classificazione, iniziò così ad analizzare i più vari ed eventuali dati spaziali, una stanza, una città, l’europa, il mondo nella sua totalità. Un po’ per gioco ed un po’ come pretesto per parlare del suo rapporto con la letteratura, si accorse ben presto che doveva partire dal descrivere lo spazio proprio del foglio bianco che aveva davanti, con i limiti fisici imposti dal bordo ed il materiale con cui esso da circa un millennio viene fabbricato, cioè la carta. Quanti ettari di foresta occorreranno per permettergli di scrivere quello che ha in mente?

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Marie Davidson tramite ritmi ipnotici, sintetizzatori minimali ed un lento declamare dei suoi testi riesce a descrivere e a dare forma a complessi stati d’animo, facendo immergere gli ascoltatori in ossessionanti immagini emotive e attraenti. La sua speciale lente d’ingrandimento mette a fuoco anche i particolari più insignificanti e reconditi, riuscendo a padroneggiare e trasformare una indagine del quotidiano su più livelli, nelle pieghe più nascoste e nei suoi anfratti generalmente trascurati o rimossi. La scrittura della giovane artista canadese darà origine ad uno spazio sonoro ed emozionale che, sfuggendo alle pareti grezze della Sala Testori, potrà espandersi a sua volta in un altro spazio, quello vivente dell’esperienza e nel ricordo degli spettatori.

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