A cura di Alfredo Ciannameo

La costruzione mediatica della Realtà è qualcosa che non è facilmente comprensibile, nonostante la percezione tecnologica di ciò che ormai si percepisce, si misura e si conosce. La verità di un modello, l’efficienza di un sistema, il nostro vivere insieme includono alcuni aspetti nascosti che, per definizione, stanno creando un’ombra oscura che sta sottilmente influenzando e influendo sul nostro mondo visibile. L’open call “Dark Society” si pone domande sui processi di costruzione di opere mediali che favoriscono le relazioni tra questi “lati nascosti”, guardando ai loro effetti e alle possibili estreme conseguenze .

Nonostante i sofisticati strumenti della Fisica non siano ancora in grado di osservare direttamente fenomeni quali materia oscura o energia oscura, siamo ancora indirettamente in grado di pensare e di fare approfondimenti sulla natura di quelle forze nascoste dell’universo misurando, per esempio, le costanti variazioni dello spettro visibile sui corpi celesti.

Nell’immaginario tecnologico, queste dimensioni oscure si vedono espresse tramite impatti estremi come la riconfigurazione biologica umana, proposta dalla teoria della Singolarità, e/o il collasso ecologico del nostro pianeta, come previsto dal fenomeno dell’Antropocene, creando consapevolezza principalmente sulla poetica dell’apocalisse tecnologica. La tecnofobia (ovvero la tendenza generale verso un voluto futuro distopico) sta angosciando l’immaginario pubblico quando vengono realizzati esperimenti come il Large Handron Collider, il quale rischia di produrre un buco nero che segnerebbe la fine del genere umano come lo conosciamo.

Gli aspetti oscuri stanno aumentando a più livelli e sta diventando proporzionalmente più percepibile uno stato di anomia all’interno delle complesse possibilità tecnologiche e scientifiche aperte alla società contemporanea, e tradotte in nuovi loop d’interazione uomo-macchina.

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Seguendo questo concetto fondante, saranno organizzate quattro mostre, analizzando aspetti complementari di una possibile proposta artistica sul tema dell’oscurità nella Scienza, nell’Identità/Corpo, nella Tecnologia e nell’Ambiente, tematiche ben conosciute come fondanti della nostra Società.

DARK SCIENCE: scadenza 1 gennaio 2017 – Mostra per Transmedial Vorspiel (26 al 29 gennaio 2017)

DARK IDENTITIES DARK BODIES: scadenza 20 febbraio 2017 – Mostra (dal 17 al 19 marzo 2017)

DARK TECHNOLOGIES DARK WEB: scadenza 1 aprile 2017 – Mostra (dal 21 al 23 aprile 2017)

DARK HABITATS DARK ECOLOGY: scadenza 1 maggio 2017 – Mostra (dal 26 al 28 maggio 2017)

“Dark Society” è alla ricerca di lavori artistici che si pongono domande sugli aspetti più nascosti dell’intersezione tra Scienza, Tecnologia e Società che, portati alle estreme conseguenze, possono creare un’esperienza tangibile dei loro effetti sulla nostra vita di tutti i giorni in termini di memoria, informazioni, ambiente, politica/attivismo, corpo e habitat, sessualità e/o sul nostro generale e specifico modo di percepire la realtà. La call mira a raccogliere progetti che approcciano tutti media e le tipologie di tecnologie (come installazioni, performance, proiezioni, incontri). Oltre agli invitati tutte le proposte inerenti saranno incluse nella open call per il catalogo on line..

È possibile partecipare inviando le vostre proposte, allegando una descrizione del lavoro e una documentazione audiovisiva a info@spektrumberlin.de menzionando l’argomento Proposta: Dark Society.

DARK SCIENCE

La mostra “Dark Science” presenterà lavori che si approcciano a specifici fenomeni concentrandosi sulla loro fisicità attraverso i mezzi del paradosso sottostanti alla nostra relazione umana con loro in termini di stati di assenza, immaterialità, evanescenza e vuoto. Questa punto focale spinge i confini della nostra immaginazione e riflette un costante bisogno di sentire e capire livelli del mondo fisico in maniera osservabile e misurabile. Tracce e ombre di queste presenze transitorie diventano territorio di esplorazione per artisti con approcci differenti nel presentare un’esperienza diretta del fenomeno, nonché l’impatto che questi elementi producono indirettamente nella nostra cultura e società.

Jean-Marc Chomaz: VOID SPACES – Installazione e performance di conferenza

È l’espansione dello spazio, o la luce che alla fine ricorda che l’universo ha un età o che non ne ha più una? Ma l’ombra che i nostri corpi proiettano sulle galassie distanti passa inevitabilmente al rosso, lasciando sui nostri profili una pallida iridescenza di blu. Come si può invertire il tempo e la luce dell’Universo? Come ripercorrere la doppia stella dei tuoi occhi? Vuoto contratto dal pianto dell’assenza. I cenci pellucidi della notta si mescolano alla vita. Grandi navi nere che il vento solare innalza, trasformano il presente in un arco di Vuoto spazio.

Micharl Kugler & Sebastian Wolf: BRUME – Installazione

In Brume, il duo artistico Michael Kugler e Sebastian Wolf ricercano l’immaterialità delle blandizie della nebbia in una forma semi geometrica, auto-organizzata. Lo spettatore diventa un catalizzatore per distubo, generando turbolenze che non solo illustrano il potere di trasporto dell’aria, ma sconvolgono un equilibrio percepito e rivelano la volatilità spaziale e temporale di un tale fenomeno. “Brume” agisce ai margini tra l’ubiquità e il finito, la simmetria e l’amorfo, la transitorietà e la permanenza e gesticolando al paradosso dell’immaterialità.


http://spektrumberlin.de/

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