Copenhagen Contemporary - Copenhagen
23 / 09 / 2017 – 26 / 11 / 2017

Negli ultimi anni la Virtual Reality è diventata una delle mode più entusiasmanti nel mondo dell’arte. Con la mostra CC LAB, il Copenhagen Contemporary porta la realtà virtuale in laboratorio esplorando i confini di questa nuova dimensione apparentemente sconfinata. Essa condurrà il pubblico in luoghi esotici, bizzarri e in mondi surreali, pur rimanendo all’interno delle sale della mostra.

Se questa nuova tecnologia è oggetto di ispirazione per molti ideatori di videogiochi ormai da anni, gli artisti e gli scrittori hanno appena iniziato ad esplorare le possibilità che la realtà virtuale può offrire. CC presenta una selezione di artisti danesi e internazionali che si cimentano con la realtà virtuale al fine di superare i limiti e aprire nuovi spazi di esplorazione per l’arte.

CC LAB occupa due delle sale più ampie del Copenhagen Contemporary. Nella Sala 1 lo studio danese Makropol presenta l’installazione Anthropia (2017): un’opera in realtà virtuale in cui i visitatori vengono proiettati in un viaggio attraverso i mondi virtuali creati da cinque artisti diversi. Nella Sala 2 vengono esposte le opere di celebri artisti internazionali contemporanei, ognuna delle quali rappresenta la loro interpretazione individuale su come la realtà virtuale possa essere sfruttata nell’arte.

Gli artisti solitamente lavorano con un’ampia varietà di mezzi: pittura, scultura, installazioni e video. Nelle nuove opere in realtà virtuale realizzate da Khora Contemporary sono integrati anche questi mezzi tradizionali e i visitatori hanno l’opportunità di esplorare gli universi virtuali creati da Christian Lemmerz (GE/DK), Paul McCarthy (US), Tony Oursler (US) e Erik Parker (GE/US). Inoltre, nella Sala 2 è possibile cimentarsi con il programma di disegno in realtà virtuale Tilt Brush.

Sala 1

Negli ultimi anni lo studio danese Makropol ha conquistato fama nel mondo della realtà virtuale, presentando opere sia all’estero che nel proprio Paese. In questo momento occupa la Sala 1 del CC con un’installazione di 400mq di realtà virtuale chiamata Anthropia, un’opera cinematografica in realtà virtuale, in cui performance art, installazioni artistiche e realtà virtuale si incontrano in un evento di 60 minuti.

Nella sala più grande del CC, i visitatori, indossando i visori per realtà virtuale, potranno passeggiare liberamente per tutta l’installazione che corrisponde in scala reale allo spazio espositivo. La narrazione è divisa in cinque capitoli e si svolge in un campo da golf in miniatura.

La strada per Anthropia inizia al Fairway 1, ma ad ogni passo nella realtà sintetica, tutto ciò che è familiare pian piano si dissolve e prende forma una nuova realtà. Anthropia finora è l’ultima nonché la più ambiziosa realizzazione di Makropol, e fa parte del progetto Traverse, un incontro tra artisti di discipline diverse in un unico progetto. Gli artisti coinvolti sono Therese Willstedt (SE), Rikke Benborg (DK), Ali Abbasi (IR), Julian Juhlin (DK) e Johan Knattrup Jensen (DK).

Sala 2

In questa sala il CC presenta una selezione di artisti e il loro personale punto di vista su come l’arte e la tecnologia possano unirsi nelle opere in realtà virtuale realizzate dalla società di produzione danese di realtà virtuale Khora Contemporary.

L’artista americano Paul McCarthy è conosciuto per la sua volontà di provocare e di superare i limiti con sculture e installazioni, sfidando le convenzioni e l’autorità occidentali. Nell’opera C.S.S.C. Coach Stage Stage Coach VR experiment Mary and Eve (2017), McCarthy ha oltrepassato i limiti dell’assurdo e, per la prima volta, si è avvicinato al mondo virtuale.

Il visitatore è invitato ad entrare in un universo psichedelico in cui viene catturato da due donne, Mary e Eve, e dai loro molteplici alter ego, e proiettato in un’intensa lotta per il potere. Quello che prima sembrava un mondo onirico in stile Disney, più avanti si trasforma un viaggio psicosessuale. Tutte le convenzioni sociali spariscono e vengono sostituite dalla provocazione, lasciando lo spettatore in una realtà distorta.

Nell’opera di Christian Lemmerz, La Apparizione (2017), lo spettatore si imbatte in una delle figure più antiche e maggiormente rappresentate della storia: il Cristo in croce. Fluttuante nell’oscurità, la figura crocifissa appare come un lucente corpo d’oro con le braccia aperte. Non appeso alla croce, su un basamento, o sui muri di uno spazio espositivo, ma liberamente fluttuante nella realtà virtuale.

Lemmerz riproduce e rivede il motivo classico della cristianità in un modo nuovo, incarnato e riportato in vita nell’estrema visibilità della realtà virtuale. Per diverso tempo, l’artista multimediale Tony Oursler ha usato la tecnologia moderna nelle sue opere, e il mondo virtuale sembra essere una logica conseguenza nei suoi lavori.

L’opera virtuale, Spacemen R My Friended (2016) invita lo spettatore nel mondo del protagonista principale, George Adamski, che è stato uno dei primi a dichiarare pubblicamente di essersi imbattuto negli alieni, di aver visitato altri pianeti, di aver visto gli UFO e persino di averli fotografati. L’universo magico e insolito di Oursler offre ai visitatori un incontro ravvicinato con le scoperte di George Adamski sulla Terra e nello spazio.

Il pittore Erik Parker è conosciuto per la sua tavolozza piena di colori e per i suoi disegni surreali che traggono ispirazione da qualsiasi aspetto della cultura underground americana, da hip hop e fumetti ad opere di artisti storici come Pablo Picasso, Francis Bacon e Roy Lichtenstein. L’opera in realtà virtuale, Switchstance Bay (2016) è emersa dai dipinti tropicali di Parker del 2014.

Non esiste più solo una superficie bidimensionale, ma un mondo virtuale a 360 gradi. Lo spettatore penetra in un paesaggio colorato e rigoglioso – un paradiso artificiale. Ma non ci vuole molto prima che inizi a sospettare che quel paesaggio così pieno di colori possa essere il risultato del cambiamento climatico e dei problemi ambientali. L’acqua viola, gli alberi psichedelici e le ombre surreali lasciano lo spettatore in un mondo a metà tra l’utopia e la distopia.

VR Drawning Workspace

Nello spazio di lavoro gratuito per bambini e per adulti è possibile provare il software innovativo di disegno in realtà virtuale Tilt Brush e sfogare la propria creatività: vedere le proprie pennellate trasformarsi in un’immagine 3D, lanciare stelle colorate ovunque o scrivere il proprio nome con lettere fiammeggianti. La stanza la tela, e le possibilità sono infinite.

Anthropia è sostenuto da The Bikuben Foundation, The Danish Arts Foundation, e The Nordic Film Foundation. CC LAB è sostenuto da The Knud Højgaard Foundation e The Committee for Visual Art.


http://cphco.org

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