Martin Erwig è docente di Computer Science alla School of Electrical Engineering and Computer Science presso l’Oregon State University. Nel suo ultimo testo “Once Upon an Algorithm”, pubblicato da MIT Press, l’autore propone un approccio innovativo e originale per introdurre al grande pubblico concetti di pensiero computazionale, andando oltre il rigido ambito tecnico.

Ricorrendo a “racconti” e leggende popolari per illustrare concetti astratti, Erwig cerca di spiegare ad un pubblico più ampio cosa sia l’informatica partendo dalla nozione etica su cui è fondata: l’algoritmo, che si rivela essere anche alla base della programmazione e del calcolo.

Pertanto, ogni storia chiarisce un concetto, come una sorta di simbolo narrativo. Ad esempio, Hansel e Gretel mostra come il calcolo e gli algoritmi stessi siano importanti nella ricerca della strada di casa, mentre Sherlock Holmes incarna la rappresentazione e la struttura dei dati nella risoluzione di un crimine o, Indiana Jones, nelle sue complesse ricerche, viene assimilato con il modello di problem solving, eccetera.

Questo testo brillante non solo rende più accessibile il pensiero computazionale e informatico, ma dimostra anche l’innegabile importanza di questi elementi nella vita quotidiana, partendo dall’inconfutabile evidenza che il calcolo (e le nozioni ad esso correlate) gioca un ruolo di primo piano nella nostra società, all’interno degli ambiti più disparati.

Da questo punto di vista, sembra chiaro che l’informatica sia un campo che va oltre l’idea dello schermo di un computer, una tastiera o un’applicazione, ma coinvolge processi cognitivi, schemi mentali e in particolar modo il problem solving. Il loro fulcro è ancora una volta l’algoritmo.

L’opera si presenta divisa in due parti principali: gli algoritmi e le lingue, per indicare puntualmente i due poli principali del calcolo. Coerentemente con l’idea di fornire un libro divulgativo sull’informatica, il testo contiene anche un utile glossario ben strutturato e un apparato di note completo.

“Once Upon an Algorithm” mostra come tra diventare un informatico e godere passivamente dei benefici della tecnologia ci sia anche una terza possibilità: comprendere le basi del calcolo, che non si basa soltanto su hardware o dispositivi, ma agisce anche al di fuori del suo ambito, ovvero anche nei processi cognitivi (linguaggio, problem solving, pensiero astratto, ecc.) e nella vita quotidiana.


https://mitpress.mit.edu/books/once-upon-algorithm

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