Terra0 è un progetto che è stato recentemente discusso al festival Transmediale di Berlino durante il simposio Becoming Earth: Engineering Symbiotic FuturesIl progetto è stato inizialmente sviluppato nella Digitale Klasse dell’Università delle Arti di Berlino da Paul Seidler e Paul Kolling, a cui si è poi unito Max Hampshire durante l’estate del 2016.

Il progetto, nelle sue prime fasi di sviluppo, mira alla creazione di una foresta aumentata ed indipendente – vale a dire proprietaria di se stessa – attraverso la tecnologia blockchain e gli smart contract. Uno smart contract sulla Ethereal Blockchain regolerà gli input e gli output di una foresta in Germania. Il suolo sarà inizialmente acquistato dagli iniziatori del progetto, che trasferiranno poi la proprietà alla foresta stessa: ciò renderà la foresta indebitata con gli iniziatori.

Droni e satelliti monitoreranno la crescita della foresta, fornendo documentazione utile a determinare periodicamente quanto legno può essere prodotto, e di conseguenza venduto. Una foresta ha una forza produttiva calcolabile con esattezza; il valore di mercato del prodotto della foresta può essere calcolato in maniera precisa”. Con gli introiti generati la foresta sarà in grado di estinguere il proprio debito e diventare l’unico “azionista” del proprio capitale.

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La foresta diventerà così una unità economica autonoma, non gestita da esseri umani.

Come Paul Seidler mi ha spiegato, l’idea del progetto è emersa dalla domanda se agenti non umani – sia entità naturali che intelligenze artificiali – possano essere proprietari di beni, e se questo è il caso, quali caratteristiche comportamentali emergono da questo scenario. Il progetto nasce anche dalla necessità di Paul di mettersi in salvo quando infine Skynet arriverà”.

Questo progetto solleva molte questioni in relazione alla nozione dello stato di persona, alla proprietà, alle implicazioni dell’amministrazione di capitale da parte di agenti non-umani, e le conseguenze per la manodopera umana. Rispetto a quest’ultimo punto Paul Seidler ha dichiarato: creerebbe una situazione in cui le attività economiche sono svolte totalmente fuori dalla sfera dell’interazione umana. Una realizzazione su piccola scala non avrebbe effetti necessariamente sulla manodopera umana, ma creerebbe nuove sfere di attività in cui – dopo la manodopera umana inizialmente utilizzata per assemblare la struttura dell’implementazione di terra0 – le future attività economiche si distaccherebbero dalla manodopera umana che le ha create. Una realizzazione su larga scala invece (ad esempio con iterazioni multiple della struttura da noi proposta, andando a coprire aree più grandi di foresta) potrebbero potenzialmente aiutare gli sforzi di conservazione della foresta stessa, dove la manodopera umana non è finanziata abbastanza. E’ importante sottolineare che il progetto è solo una bozza. Realizzazioni future o di grandi dimensioni del progetto – in base anche agli specifici scenari in cui comparirà – avranno effetti differenti rispetto al (ri)posizionamento della manodopera umana”.

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Terra0 è stato immaginato dagli iniziatori come un progetto che può potenzialmente svilupparsi in diversi livelli di complessità. Il più basso, secondo cui:

1. L’agente guadagna abbastanza da mantenersi senza intervento umano (l’agente paga per il proprio spazio su server)

2. L’agente ha un sistema feedback adattivo.

3. Nell’interagire con umani l’agente si comporta come un pari, non come uno strumento.

Un livello intermedio, in cui:

1. L’agente si comporta come un organismo biologico.

2. L’agente può reagire ed adattarsi al suo ambiente (ed inoltre, raccogliere e processare

informazione rispetto allo stesso).

O infine un alto livello di complessità, che significa che:

1. L’agente si può riprodurre.

2. L’agente si evolve attraverso algoritmi evolutivi e può scoprire nuove strategie di sopravvivenza

terra0_image-003-001Un agente non umano diverrebbe così un’entità legale, con diritti di amministrare capitare e quindi anche capace di rivendicare diritti di proprietà per la prima volta. Si distaccherebbe dall’intervento degli esseri umani, riproducendosi ed espandendosi autonomamente, come fanno – o ci si aspetta che facciano – le unità economiche. La capacità di agire guadagnata dalla foresta è permessa da una zona grigia creata dalla tecnologie contemporanee attorno alla definizione di “persona”, come alcune iniziative recenti suggeriscono, ad esempio la proposta del Parlamento Europeo di concedere diritti personali ai lavoratori robot.

I lavoratori robotici, prodotto della cultura – della tecnologia -, non devono essere intesi differentemente da una foresta. Infatti, il team di terra0 crede che la natura non debba essere separata dalla cultura. “Se per cultura si intende una controparte della natura, qualcosa attraverso cui si riconosce l’alterità della natura stessa, allora la natura deve essere concettualizzata  non come spazialmente separata dagli umani, come la persona di fronte a noi, ma come immanente rispetto alla cultura”.

Il fatto spesso che riconosciamo un valore di utilizzo nella foresta la rende un prodotto culturale. Quali attività economiche si svilupperanno dalla presenza di una foresta funzionante come unità economica? Che tipo di relazioni intratterrà questa con un ambiente antropogenico? Come interagirà con lo spazio occupato da una, come l’ha definita Paul, manodopera umana non sufficientemente finanziata? Che conseguenze può avere l’espansione di una unità economica autonoma?

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Rispetto alle prossime fasi di terra0, Paul Seidler dice: “Abbiamo una foresta che possiamo usare, così il progetto può essere realizzato presto, dopo che alcuni elementi finali sono stati completati. Stiamo per sviluppare un contratto in un testnet, e dobbiamo costruire una stazione drone. Stiamo anche scrivendo una versione revisionata dello scritto che abbiamo pubblicato lo scorso anno. Per la fine di marzo dovremmo avere una versione alfa/prototipo funzionante con la foresta.”


http://terra0.org/

https://voicerepublic.com/talks/becoming-earth-engineering-symbiotic-futures

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