LAA GALLERY - BEIRUT
20 - 30 JUNE 2008

L’Associatione degli Artisti Libanesi presenta la mostra di new media art Lebanon Now. L’esposizione, sponsorizzata dall’USAID, raccoglie opere che fanno uso di tecnologie avanzate e si interrogano sul Libano di oggi. Gli artisti si dedicano ad esperienze nelle quali il codice binario occupa un posto di primo piano, per cercare uno sguardo diverso sulle nuove tecnologie di informazione e comunicazione. Senza dubbio le implicazioni più frequenti sono quelle di ordine socioculturale e sociopolitico. Gli artisti raccontano il “loro” Libano attraverso gli elementi del mondo digitale, come immagini, suoni e parole.

L’evento trasporta l’osservatore (trasformato in utente) all’interno di una nuova esperienza estetica; si tratta di un’occasione attesa a lungo sia dagli artisti che dal pubblico che ama l’arte (e la tecnologia), per sperimentare insieme una forma d’arte contemporanea nella quale sono coinvolti non solamente gli spettatori, ma anche un’importante equipe di scienziati ed ingegneri informatici senza i quali la new media art sarebbe semplicemente irrealizzabile.

Artisti partecipanti:

Jean-Louis Eddé e Hayla Saab Demelero
Message not delivered – 2008

Dispositivo di telepresenza

Attraverso il loro Message not delivered i due artisti costruiscono una rappresentazione di sé stessi nella società, nella quale sono messi in scena gli elementi delle loro rispettive vite, che rivestono un senso particolare in rapporto al loro vissuto. Attraverso un sistema di telepresenza, affrontano la questione dell’immigrazione e quella della relazione di coppia a distanza.

Charbel Haber e Yara Raffoul
6 O’clock – 2003

Esperimeno multimediale online
Il lavoro di questi due artisti si definisce come un viaggio che può essere interpretato in due modi. Da una parte, è un viaggio grafico e visivo accompagnato da musica, rumori, strati sonori. Questo stesso percorso può anche essere visto in senso inverso: è un segno grafico che visualizza, rappresenta la musica. Questo viaggio resta un viaggio libero dalla narrazione tradizionale, dalle proporzioni, dalla tipografia e dalla leggibilità.

Mansour El-Habre
How he lost his right hand finger – 2008

Sito web sperimentale

Haber presenta un sito web nel quale l’utente è invitato a navigare per trovare una risposta alla domanda “Che cosa ha fatto per perdere il dito medio della mano destra come un bambino?”. La risposta a questa domanda si costruisce attraverso la scappatoia di una navigazione labirintica, che mette l’utente davanti a possibilità multiple di riflessione sulla realtà della guerra civile libanese del 1975.

Rabih Khalil
Lebanon everywhere – 2008

Motore di ricerca

L’artista presenta un motore di ricerca che ha battezzato Lebanon everywhere. E’ un connettore di lettere, per così dire, che cerca escusivamente le lettere che compongono la parola Libano. In qualsiasi testo in rete scelto dall’utente, le lettere che costituiscono la parola Libano, sono selezionate automaticamente, raggruppate e pubblicate.

Ricardo Mbarkho
Digital visuals from Lebanon – 2008

Immagini digitali

Ricardo Mbarkho presenta una serie di immagini digitali stampate su carta fotografica di grande formato. Esse sono tratte da immagini di accordi multipli conclusi dallo stato del Libano dall’indipendenza ai nostri giorni.

Nadia Oufrid
Dialogue – 2008

Teatro in rete

Nadia Oufrid propone una pièce di teatro on line intitolata Dialogue. Collegandosi al sito web del progetto vengono visualizzati due attori virtuali che recitano su un palco virtuale. Essi recitano dei testi estratti da due indirizzi URL scelti casualmente dal sistema. Il navigatore può modificare a suo piacere gli indirizzi e intervenire quindi sul dialogo degli attori attingendo dai diversi siti, per esempio, siti libanesi relativi alla mostra (politici, artistici o di altro tipo).
Le diverse emozioni contenute nelle battute sono rese attraverso il tono della voce, gli effetti sonori e la musica.

Shawki Youssef
Construct Lebanon

Game interattivo online

Il progetto di Youssef è un gioco interattivo online sulle possibilità di una possibile “costruzione” del Libano, basata sugli attuali discorsi politici. Sullo schermo, sono mostrati i pezzi di un puzzle che ricostruiscono la carta del Libano. Il giocatore deve assemblare manualmente i diversi pezzi, ma il successo delle manovre dipende dalla scelta delle parole dei leader politici libanesi pubblicate dai quotidiani. Alcune parole possono portare il giocatore alla vittoria e segnare la fine della partita, altre decretare il passaggio ad un livello di difficoltà superiore, prolungando così la durata del gioco.

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