Roland Wittje è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Indian Institute of Technology di Madras in India. Nel suo libro “The age of Electroacustics. Transforming Science and Sound”, pubblicato da MIT Press, Wittje ripercorre la storia dell’acustica nel periodo tra le due guerre (soprattutto in Germania, ma anche in Gran Bretagna e nell’America settentrionale), conducendo uno studio teorico fondato sulla fisica e la sua trasformazione nella cosiddetta “acustica tecnica” o elettroacustica, concepita come disciplina indipendente e scientificamente fondata e non come semplice scienza del suono musicale.

Lo stesso Wittje afferma: “L’acustica è cambiata da materia scientifica basata sulla comprensione e l’esecuzione della musica classica, in una fondata sull’ingegneria elettrica e le tecnologie dei media: l’elettroacustica”.

I primi decenni del ventesimo secolo hanno assistito anche alla nascita dell’ingegneria elettrica che ha contribuito ampiamente e profondamente allo sviluppo di un nuovo approccio alla comprensione della musica classica, soprattutto attraverso l’incorporazione di suoni elettrici nella pratica della composizione tradizionale. In quel periodo anche altre discipline accademiche hanno avuto nuovi sviluppi: fisica, fisiologia, psicologia, fonetica e ingegneria elettrica. L’analisi dell’autore prende in considerazione questo contesto multidisciplinare, ma il suo obiettivo è certamente la fisica acustica in un contesto accademico e scientifico più ampio.

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L’approccio metodologico utilizzato da Wittje unisce storia e fisica (quest’ultima concepita non come una mera indagine matematica sulle strutture atomiche, ma come uno studio unitario sulla natura dei fenomeni fisici, in particolare quello dei “suoni”). Questa doppia prospettiva, unita a un punto di vista ingegneristico, rende il libro ancora più ricco e offre un quadro generale esaustivo sulla vera essenza del suono (rumore, oscillazione, elettrificazione del suono, teoria elettrodinamica, progettazione dei circuiti, ecc.), senza mai dimenticare il contesto storico e lo sviluppo industriale che hanno davvero influenzato ogni teoria scientifica.

Inoltre, Wittje non tralascia mai di storicizzare concetti e nozioni (come rumore, suono, ecc.) mentre esamina tecnologie specifiche come la registrazione audio, la propagazione e l’amplificazione del suono, concetti che hanno davvero “modificato in senso fisico la relazione tra suono, spazio e tempo”.

L’autore sostiene che “questa trasformazione dell’acustica in elettroacustica ha superato notevolmente la tecnologia elettrica e ha condotto a una ridefinizione concettuale del suono”, che è in fin dei conti, il soggetto di questo interessantissimo studio. In questo senso, “The age of Electroacoustics” rappresenta un tentativo originale e ben riuscito di porre le basi della scienza del suono nella sua intersezione con la storia, la scienza e l’ingegneria, senza ridurne in alcun modo la complessità.


https://mitpress.mit.edu/books/age-electroacoustics

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