In mezzo alla solita sfilza di progetti che molti artisti, teorici e designer hanno presentato al Resonate festival di Belgrado quest’anno, si è finalmente visto un filone di opere che mostrano idee attinenti all’impegno culturale e al panorama politico contemporaneo. Nora O’Murcha, al timone del programma delle arti, ha contribuito al festival, con grande piacere da parte nostra, con la sua visione dell’arte e del design, dopo aver curato nel 2015 la mostra “The New Black”.

Pur essendo un festival che è in parte un’introduzione alle possibilità del lavoro digitale per molti studenti, professionisti emergenti e per un nutrito gruppo di accademici, Resonate ha spesso mancato di un filo rosso ideologico che unisse le opere scelte per l’esposizione e i gruppi di discussione.

Un problema che O’Murcha ha cercato di risolvere. Eppure, a giudicare dalla frenesia che si è scatenata sui social del festival all’annuncio degli ospiti musicali, rispetto a quella all’annuncio dei gruppi di discussione e delle presentazioni, un visitatore comune non può fare a meno di chiedersi quanta importanza sia attribuita all’aspetto artistico dagli organizzatori del festival. E’ sostanzialmente impossibile tornare con un report dettagliato di un festival così grande come il Resonate, quindi preferisco fortemente concentrarmi su alcuni momenti chiave che siano coerenti con il mio discorso.

Pablo Valbuena sembrava aver colpito nel segno con la sua presentazione, quando ha parlato del virtuale e della sua relazione con il reale. Ha iniziato ricordando al pubblico che la fisica quantistica ha spiegato che non esiste nessuno stato fisico, conoscibile del mondo. L’esistenza è un campo fluttuante di quanti: quando iniziamo a parlare di realtà virtuale, in verità si tratta solo di un ulteriore fragile strato che usiamo per aiutare i nostri sensi a comprendere. Il problema della nostra idea del virtuale è che ancora oggi lo strutturiamo e ne parliamo come nel Neuromante di William Gibson: diventa l’Altro in cui entrare e in cui fuggire dalla realtà.

Questo quadro concettuale trova le sue origini nel sogno psichedelico e spaziale della generazione del baby boom, che sognava di fuggire dal mondo materiale in un altro. Questa idea presenta un problema dal momento che la realtà virtuale crolla a causa della tecnologia necessaria per interagire con quello spazio. Fondamentalmente, comunque la si concettualizzi, la realtà virtuale è solo una televisione legata al corpo umano. Queste vecchie nozioni di virtuale hanno avuto scarso successo nell’utilizzare la forma corporea arrivando fino al cuore della terra e abbracciando la tecnologia fino ad arrivare a noi.

Da qui è stato un semplice passo di Pablo Valbuena che tramite la sua opera ha mappato virtualmente l’ambiente nel mondo reale. La sua opera Time Tiling e le sue sculture aumentate sono bei lavori che, nonostante l’apparente semplicità e la forma minimalista, ci dicono così tanto sul modo in cui ci approcciamo alla realtà aumentata e virtuale, e come possiamo trovare la giusta cornice per utilizzarle per coinvolgerci nel nostro mondo. Anche se questo significa metterci a nudo di fronte a schemi e ideologie del passato.

resonate2

Antye Greie-Ripatti, meglio conosciuta come AGF o Poemproducer, dipende da dove si viene a contatto con i suoi lavori, era la persona che stavo cercando da vedere all’opera al Resonate quest’anno. La musica di AGF è un ipnotico metronomo di battiti, field recording e suoni che sembrano emergere da un punto del suo subconscio, la ricerca estesa e il software, tutto stratificato sopra la sua poetica parola/lirica parlata. I temi includono la politica e la relazione tra esseri umani e natura.

Il lavoro di AGF è, nel profondo, sia politico che di intrattenimento, il che non presuppone che sia frivolo, riesce proprio a spezzare il suo profondo coinvolgimento con la società contemporanea attraverso la sua arte, dando spazio al respiro nella musica. Quella facilità di movimento è stata esemplificata nella sua presentazione, dove è passata dal mostrare esempi del suo lavoro all’eseguire tracce, tra cui una in cui ha chiesto a tutti di partecipare e di creare un rumore sempre più forte. Dalla sua casa che utilizza come base in Finlandia ha lavorato a progetti come Hai Art e ha lavorato con i bambini a progetti come l’iPad Orchestra Hailuoto, dove ha lavorato con gli alunni alla creazione di un MediaLAB e dei campi d’arte sonora.

In un’intervista dopo il festival, Greie-Ripatti ha detto di sentirsi come se stesse appena iniziando la fase in cui il suo lavoro assume per lei un senso in termini di politica, di stare facendo qualcosa. In risposta a qualcuno che le aveva chiesto se si stesse stancando di fare arte politica, AGF ha affermato che l’attivismo, le performance pubbliche e i progetti che esplorano le questioni femministe sono un’occasione per lei di capire il suo posto nel mondo tanto quanto la possibilità di condividere e dare forza agli altri.

resonate1

Il Resonate è sicuramente un ottimo festival quando vengono organizzate delle mostre per tirare fuori le persone dalle presentazioni e dai laboratori, specialmente quest’anno che si è svolto quasi tutto in un unico edificio, la Kinoteca. La mostra, che consiste principalmente in due serie di lavori, è stata allestita alla Pro3or (piattaforma indipendente e galleria dedicata alla promozione e allo sviluppo delle pratiche d’arte contemporanea, come descritto nel loro materiale PR).

SIGNALS, una collaborazione tra Nicolas Sassoon e Rick Silva, un lavoro ipnotico basato sullo schermo che raffigura i possibili paesaggi naturali attraverso la tecnologia informatica, ci ha mostrato gli ambienti marini su cui sembrava galleggiare una brillante chiazza oleosa. Il lavoro è frutto della ricerca sulle indagini oceaniche, sulla realtà virtuale e sui fenomeni naturali, mostrando una visione speculativa del mondo naturale, come Pablo Valbuena reinterpreta il mondo intorno a noi, ma il lavoro di Silva e Sassoon lascia il paesaggio architettonico e guarda al di là dell’uomo, mentre interroga il nostro impatto su quel paesaggio. Queste realtà simulate sono realizzate associando la loro opera di grafica digitale con un brusio di fondo che ricorda quello dei cavi elettrici. All’improvviso si crea uno spazio di contemplazione, che permette all’osservatore di riflettere sull’attuale distruzione di quei paesaggi.

resonate3

Sempre nello stesso edifico, Florence To ha presentato EOAN, un’installazione allegra e coinvolgente in cui il pubblico viene invitato a picchiettare con dei legnetti alcuni pannelli ottici e tubi in metallo. Quando ho visitato personalmente l’installazione, i visitatori tentavano di creare le proprie composizioni. Pare che anche il musicista Lee Ronaldo (ex Sonic Youth, che era al festival per un paio di concerti) fosse passato di lì e avesse registrato la propria. Nessuna sorpresa, in realtà, se si considera che al suono dei tubi tutto il piano terra sembrava trasformarsi in un tempio buddista segreto, nascosto sotto le strade di Belgrado. La natura contemplativa delle onde sonore bianche sui pannelli neri creava una lieve fonte di luce che permetteva alla mente di sintonizzarsi con l’installazione.

Il fatto che la mostra avesse un elemento di mistero è stata la metafora perfetta per gran parte del festival Resonate. Orari flessibili, interventi e riunioni concentrate in un unico edificio, interazione continua fra gli oratori; non è sempre facile orientarsi e capire cosa si sta cercando. Ma è sempre stato così al Resonate. Fortunatamente, il festival mantiene il suo programma completo, gli oratori rappresentano un sottogruppo di artisti che lavorano con la tecnologia.

resonate5

Detto questo, mi chiedo quale artista contemporaneo non lavori con la tecnologia al giorno d’oggi: c’è un margine di evoluzione nella programmazione dei festival futuri? È forse arrivato il momento in cui il tema dovrebbe emergere direttamente dagli oratori? Nel frattempo, il Resonate trionfa su molti altri festival di arte e tecnologia, principalmente a causa dell’organizzazione eccentrica e dinamica, e dell’atteggiamento alla mano e rilassato degli organizzatori.


http://resonate.io/2017/

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn