Inizialmente pubblicato dal MIT Press nel Settembre 2015, “A Prehistory of the Cloud” viene ora riedito in edizione economica, in uscita a Settembre di quest’anno.

Questo testo è un tentativo originale di ripensare in modo critico non solo la nozione di cloud – che attualmente avvolge la nostra vita lavorativa, tecnologica e anche personale – ma anche, più in generale, la cultura di rete e del panorama digitale contemporaneo, che creano nuove forme di potere.

Tung-Hui Hu, ex ingegnere di rete nella Silicon Valley e ora Professore Associato di Inglese presso l’Università del Michigan, nonché autore di poesie, riflette lo stesso approccio duale della sua indagine sul cloud, ovvero il lato tecnico e quello umanistico.

Più che una preistoria del cloud, quella che Hu traccia nel suo testo è una sorta di “archeologia”, nel senso attribuitogli da Foucault, con lo scopo di fondare questo concetto nella sua infrastruttura materiale, lontano dalle astrazioni e dalle fantasie da cui è stato circondato nei decenni passati. L’autore articola la formazione materiale e la storia del cloud – le quali condividono la medesima origine proprio come i binari della ferrovia, le fognature, i cavi e le reti di fibre ottiche – per mostrare il divario esistente tra la realtà fisica e la nostra immagine virtualizzata.

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L’analisi, invece, si concentra chiaramente sulla natura politica del cloud e, nella fattispecie, sulle politiche della cultura di rete dato che il cloud stesso supera la propria natura tecnologica (e anche l’origine materiale precedentemente studiata) per diventare una vivida metafora strutturale del fenomeno politico e sociale contemporaneo (da Al Qaeda al movimento Occupy Wall Street, ecc.).

Da questo punto di vista, Hu sostiene che il cloud abbia favorito la rinascita dei poteri sovrani, mediante la lucida analisi di nozioni quali: la sorveglianza, la sicurezza, le informazioni, passando così dall’idea del potere disciplinare di Foucault alla società del controllo di origine deleuziana. Il paradosso emergente è che dove normalmente le tecnologie digitali rendono obsolete qualsiasi forma di struttura di potere top-down, in contemporanea determinano anche una nuova forma di controllo sociale e politico, dovuto in particolar modo all’intersezione contraddittoria di partecipazione e sicurezza.

Il complessivo tentativo di “A Prehistory of the Cloud”, consiste quindi nel portare la nozione di cloud, in quanto struttura di rete ideata per il nostro contesto tecnologico, nonché sociale e ideologico, a un centro più critico e chiaro che mantenga una posizione intermedia tra materialità e virtualità. Nonostante il tentativo di guardare alla natura materiale della tecnologia cloud, essa può solo essere capita del tutto in quanto fenomeno culturale.

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Come scrive Hu: “Cloud è una topografia o un’architettura del nostro stesso desiderio”, poiché alla fine di tutti i dati cloud ci sono le nostre informazioni, nell’era in cui i contenuti sono generati sia dagli utenti sia dalla società di controllo.

L’originalità di questo studio rappresenta, davvero, una prospettiva aperta e un approccio critico al cloud, in quanto struttura rizomatica, che consente di ripensare l’intera cultura di rete, oltre che il nostro ambiente digitale.


https://mitpress.mit.edu/authors/tung-hui-hu

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