La casa editrice digitale austriaca Traumawien, nei panni di Luc Gross insieme a Bernhard Bauch, media artist e programmatore tedesco, ha presentato il 26 giugno a Vienna il loro nuovo progetto:  Kindle’voke Ghost Writers.

Questo progetto è stato annunciato con un comunicato stampa piuttosto creativo e originale scritto da Luc Gross, il quale ha spiegato il concetto e l’idea che vi sta dietro. Di cosa si tratta? Hanno programmato una grande quantità di bot in grado di caricare su Amazon Kindle dei libri composti da testi interamente provenienti dai commenti sui video di Youtube. I bot inseriscono e acquisiscono, in forma anonima e casuale, commenti pubblicati sui video di Youtube per tutta la lunghezza del libro. In sostanza producono, con questi commenti, dei tipi di libri dal contenuto autogenerato.

Come loro stessi spiegano: “I risultati sono autopubblicati, gli ebook accessibili a tutti, in forma di tragedie classiche, pronti per essere venduti e apprezzati da una moltitudine di lettori globali.  Viene in sostanza definito un nuovo genere produttivo di letteratura digitale: lo “slang di Youtube” – un Esperanto digitale che nasce grazie a milioni di utenti in tutto il mondo”.

Tale progetto ha l’obiettivo di porsi alcune domande sulla condizione degli ebook rispetto ai libri tradizionali, ma anche sulla definizione di autorialità e sull’idea di contenuto autogenerato. Dunque, non è un progetto solo sull’idea del modello 2.0, ma anche qualcosa di più complesso che riguarda l’atto della pubblicazione nell’area digitale, così come il rilancio di nuovi generi letterari. A ciò si aggiunge, come affermano gli estessi ditori di Traumawien: “l’idea dello sfruttamento del lavoro sulle piattaforme web”. Infatti “‘il contenuto generato dall’utente’ è un prodotto creato e consumato in cambio di un lavoro gratuito, gestito con un flusso di informazioni extra”.

 

Il progetto è inoltre sviluppato sulla base di un paradosso interessante e stimolante: il fatto che il contenuto generato dall’utente degli ebook è poi restituito, in vendita, sulle grandi piattaforme del web come Youtube e Amazon, due dei principali protagonisti nello scenario delle corporations in Rete. I risultati di tale provocazione artistica non consistono solamente in una fonte di riflessione e di ulteriori domande, ma sono veri esempi di testi digitali anche piuttosto divertenti.

In occasione della presentazione del progetto a Vienna, abbiamo rivolto alcune domande a Luc Gross di Traumawien, non solo sul Kindle’s voke, ma anche più in generale sul digital publishing e sullo stato della scrittura.  

Silvia Bertolotti: Potreste dirci quali sono i principali “paradossi” della casa editrice Traumawien? Sul vostro sito vi definite come “editori di stampa paradossali”.

Luc Gross: Pubblicare un oggetto digitale effimero come si trattasse di  foto di copertina per edizioni cartacee, potrebbe essere considerato un paradosso: si tratta in sostanza di trasmettere contesti ed esempi da un mondo all’altro – in una direzione che, seppur utile e mirata, sembra sbagliata, Se una persona possiede una pubblicazione cartacea di Traumawien, cio’ potrebbe valere – in termini di “memoria”- molto più di qualsiasi versione digitale dello stesso testo. A volte si parla infatti del  concetto fantascientifico di  “hacker mozart”, che porta tuttavia a difficili conclusioni. Tuttavia,  sebbene noi stessi leggiamo solamente libri digitali, li amiamo come se fossero oggetti: sono molto più semplici da accumulare.

Silvia Bertolotti: Cosa intendete esattamente con “libro ibrido”, dato che è incluso tra i prodotti normalmente in catalogo?

Luc Gross: Un vero ibrido non dovrebbe fare riferimento ad un ebook, a un’edizione stampata o a un’applicazione dalla realtà aumentata, bensi’ a tutto questo insieme, le cui singole parti sono in realtà in relazione. Il termine “ibrido” potrebbe risultare inefficace, perché ogni cosa in realtà è un ibrido. Ogni singolo simbolo, o lettera, o parola, o storia nello spazio virtuale è interpretato e interconnesso in cosi tanti modi e livelli di cui non abbiamo idea. Così nasce la narrazione multidimensionale. I termini cui siamo abituati semplicemente non li utilizziamo più, per cui diventa sempre più ovvio come tutti i tipi di contenuti integrati vengano ora invece chiamati libri. Nuove definizioni e termini sono necessary. Le vecchie discussioni vengono abbandonate e si dà inizio a quelle nuove.

Silvia Bertolotti: Come pensate che l’elemento digitale possa influire sull’estetica narrativa? E, quel è il potenziale impatto delle nuove forme di narrativa contemporanea sull’estetica digitale?

Luc Gross: La narrativa viene influenzata in maniera completamente nuova. Ci sono le ovvie influenze di Twitter, per esempio, dove spesso un tema è così compresso che bastano poche parole per creare un’intera storia. In realtà non dovremmo parlare di questo. Ogni persona non solo scrive e legge per tutto il tempo, ma deve anche continuare a scrivere e a leggere per restare aggiornato con ciò che lo circonda, implorando in qualsiasi modo un “mi piace”. Esiste un gran numero di narratori e tutti sono letteralmente costretti ad adoperarsi per farlo bene: l’epoca digitale è l’epoca della poesia. Molto più interessante per noi è l’enorme quantità di testi che si trovano ai margini, e che in realtà non possiamo più leggere. È un universo semplicemente troppo grande. Possiamo pero’ scaricare un database e operare riconoscimenti di modelli sulla base quei testi e questa resta una delle possibilità più importanti nella gestione del linguaggio nell’epoca digitale.

Silvia Bertolotti: Parliamo adesso del vostro ultimo progetto: Kindle’s voke Ghost Writers. Come operate tecnicamente per raccogliere i commenti di Youtube e poi caricarli su Kindle? Come ha funzionato la “macchina”?

Luc Gross: Il Kindle’s voke è uno strumento che si basa su tre parti principali: (1) un dispositivo “aspirante” che raccoglie i commenti da Youtube, (2) un editor che gestisce la creazione del contenuto del libro, le copertine e gli autori allo stesso tempo, e (3) uno scatter-bot che rende disponibile per tutti questo nuovo genere di letteratura digitale su Amazon.

Silvia Bertolotti: Il progetto Kindle’s voke Ghost Writer propone un nuovo tipo di letteratura digitale? Se sì, qual è la sua caratteristica principale? È incentrato sull’idea di contenuto generativo – una sorta di “letteratura generativa”- o piuttosto sulla questione dell’autorialità e sulla partecipazione, non lontana dalla filosofia 2.0?

Luc Gross: Il contesto generale è sicuramente generativo; tuttavia, potrebbe risultare difficile parlare di “letteratura generativa” utlizzando la corrente nozione di “letteratura”. Abbiamo affrontato la questione di cosa e in quale senso un testo possa essere considerato “letteratura”. Bisogna cancellare completamente il divario tra produttore e consumatore.

Inoltre, poiché ogni cosa deve essere considerata come “contenuto”, esso non esiste più, dal momento che si produce una mancanza di distinzione. L’autore era ed è una sorta di aggregato che filtra e assembla parti che provengono dalla sfera culturale che lo circonda. Il progetto The Ghost Writers è una versione algoritmica e certamente provocatoria di tutto questo.

Silvia Bertolotti: Perché avete scelto i commenti dei video di Youtube come principale contenuto per i vostri libri?

Luc Gross: I commenti sui principali video pop (1 milione di visite) non sono altro che lo slang pure e incensurato di Internet. Ci sono espressioni specifiche e idiomi forgiati e creati direttamente dalle communità online. Si tratta di una sorta di enorme aula scolastica globale.

Silvia Bertolotti: Qual sono state invece le principali fonte d’ispirazione per questo progetto?

Luc Gross: Justin Bieber, Spongebob e un articolo della Reuters sull’ebook spam.

Silvia Bertolotti: Credete che lo user-generated content sia la nuova sfida dell’editoria digitale? E se così non fosse, qual è, secondo voi, la principale sfida che l’editoria digitale dovrebbe affrontare?

Luc Gross: Già oggi, molti utenti pubblicano “libri privati” fatti di user generated contents, usando criteri come la “leggibilità”, che personalmente apprezzo molto. La sfida dovrebbe consistere nel trovare criteri di gratificazione per i creatori del contenuto, che non sia la “leggibilità” che ha infatti tentato e fallito. Anche le sturtup come HyperInk hanno in realtà l’abitudine di utilizzare contenuti “editati”, facendo così un buon lavoro.

Credere che Amazon possa essere vantaggioso per gli scrittori è romantico. Magari sarà anche user generated alla fine – proprio come google e gli annunci pubblicitari che hanno cambiato tutto – ma la maggior parte di esso non è altro che pubblicità introdotte ancora una volta con le nuove generazioni kindle. È l’alba di una letteratura che si basa sugli annunci pubblicitari e di unannuncio pubblicitario che si basa sulla letteratura.

Abbiamo sviluppato questo concetto con un nuovo progetto, dove i contenuti sono letteralmente delle note di letture di prodotti presenti nel testo con il testo stesso reso invisibile; un tentative palese di creare libri seguendo questo principio. Un altro motivo che ispira il progetto è quello di sfruttare radicalmente il concetto di ‘mini serie’ (che Youtube stesso crea) in modo artistico e in qualche modo brutale

Silvia Bertolotti: Non possiamo negare che il vostro progetto presenti degli aspetti problematici. Avete mai considerato la possibilità di essere chiamati in tribunale per violazioni dei diritti d’autore? È vero che Amazon a un certo punto ha eliminato tutti questi libri?

Luc Gross: Non abbiamo mai considerato la possibilità di essere chiamati in tribunale. Nonostante la provocazione fosse voluta, ci aspettavamo commenti più negativi sul “furto intellettuale” o sul “tentativo di coprire Amazon con spazzatura”, nonchè sullo spam e altra robaccia. Dal momento che non c’é denaro coinvolto, non importa niente a nessuno. La casa editrice tedesca “Riva”, ad esempio, ha lanciato un libro settimana scorsa con una selezione di tweet spiù o meno divertenti, i quali sono raccolti a turno su una pagina di Facebook con più di un centinaio di migliaia di sostenitori. Ovviamente, alcune star di Twitter hanno iniziato da subito a diffondere i loro contenuti tramite Google: un ragazzo ha dichiarato che il titolo di un libro era una sua creazione ma, in seguito, venne fuori che proveniva da una gag degli anni ottanta di Rudi Carrell. Probabilmente la storiella ha mille anni e si potrebbe veramente passare una vita a rintracciare la fonte. Il problema con “Riva” è che sembrano privi della fantasia necessaria per iniziare veramente a creare, nel momento in cui i diritti d’autore non esistono più. E ora infatti i diritti d’autore, non esistono veramente più. Tutte le questioni legali in quel senso sono solo una perdita di tempo.

Silvia Bertolotti: Quale credete che sia il principale limite degli ebook dal punto di vista editoriale e letterario? Credete che il formato ebook possa influire sullo stesso contenuto narrativo e persino sulla creatività?

Luc Gross: Ogni singolo lancio di un ebook comunica un diverso sistema di pubblicazione, piuttosto che la struttura di un libro per come siamo abituati. Risulta molto difficile leggere un classico di 700 pagine in formato ebook con tutti i sistemi che ci sono in circolazione. Semplicemente non c’è tempo per promuoverli singolarmente. Amazon ha assicurato che tutti i libri saranno disponibili in 2 minuti. Leggere quei libri sarà tutta un’altra cosa.


http://traumawien.at/ghostwriters/

http://traumawien.at/

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn