Spektrum (art science community) – Berlin
23 / 06 / 2016 - 26 / 06 / 2016

La realizzazione degli intenti artistici nelle forme plastiche e figurative della rappresentazione è stato un momento decisivo della storia dell’uomo, caratterizzato da processi rivoluzionari atti a padroneggiare la materia in termini di colori, forme, materiali e tecniche. L’evoluzione delle arti visive ha avuto un forte impatto nella conquista di nuovi processi di rappresentazione e interpretazione della realtà nella quale era immerso l’artista, grazie alla creazione di nuovi linguaggi artistici in grado di manifestare dei contenuti sempre più astratti e concettuali.

La tecnica (e poi la tecnologia) è stata una presenza costante di questa linea storica: la varietà di strumenti e la consapevolezza della concettualizzazione definivano gli sviluppi di nuovi movimenti, nuove visioni, nuove utopie. E che cosa succederebbe se la proliferazione della tecnologia insieme alla comprensione della scienza generassero un cambiamento profondo delle concezioni passate della società? Che ruolo avrebbe l’artista in una situazione del genere? E in che modo sarebbe possibile creare un dialogo che possa, in un certo senso, superare tale relazione? Dove i confini tra scienza, tecnologia e arte si intersecano, fino a confondersi completamente?

Il Nuovo Rinascimento ha messo a disposizione degli artisti del nostro tempo un’enorme quantità di conoscenze scientifiche e tecnologiche, insieme a un cambio di prospettiva nel quale i dibattiti interdisciplinari sono inseriti tra campi specializzati. Gli strumenti pensati in precedenza solo per un utilizzo specifico da parte degli scienziati o da parte di quei laboratori esclusivi del mondo accademico, hanno trovato delle vie di diffusione. L’ampliamento dei processi di partecipazione di una società di hacker ha bisogno della nascita di nuove forme di arte e scienza. Il tempo delle competenze verticali è finito.

States of Matter 2

Il nostro destino in quanto società di utenti è ora determinato da individui che condividono la curiosità di condurre nuove ricerche e che sono guidati dalla capacità di interferire e modificare processi che interagiscono tra loro. I grandi interrogativi relativi ai meccanismi fondamentali dell’universo in cui viviamo e i modelli assoluti astratti, lontani dalla nostra immaginazione, rappresentano oggi territori creativi per visualizzazioni, sonificazioni ed esperimenti.

Individuare la bellezza guardando dentro a una natura in espansione è il manifesto di questa mostra. L’impossibilità di dimenticare cosa la tecnologia e la scienza significhino per gli artisti contemporanei, traspone i concetti visivi tradizionali quali i colori, i materiali, i movimenti e la luce, nelle nuove dimensioni della fisica del plasma, della dinamica dei fluidi, della permanenza delle forme di vita organica e dell’impatto della temperatura nella solidificazione dei materiali.

Qui la scienza partecipa come fonte di conoscenza aperta a essere artisticamente interpretata. L’unico confine tra arte e scienza, del quale è ancora possibile discutere nella pratica delle stesse, si ricollega ai processi decisionali dietro l’opera d’arte. L’idea tradizionale degli esperimenti scientifici, oltre alla verifica di principi e teorie, include anche le interpretazioni personali a livello compositivo, drammaturgico ed emotivo, ideate dall’artista in base alle esperienze del pubblico.

States of Matter 3

Ciò significa che anche se tutte le opere della mostra possono essere considerate un osservatorio scientifico del fenomeno, così come un’apertura ad aspetti educativi, la logica alla base del modo in cui l’opera viene eseguita è il risultato della combinazione tra gli strumenti artistici e le motivazioni tecnico-scientifiche, che influiscono sulla capacità di comunicazione a un pubblico generico il linguaggio dell’arte fatto di composizione, proporzioni e drammaturgia. I quattro stati della materia classici (solido, liquido, gassoso e plasma) sono i soggetti delle opere d’arte selezionate per la mostra, ognuna delle quali ridefinisce la relazione tra il fenomeno e l’osservatore grazie all’integrazione di un nuovo linguaggio artistico all’interno dell’esperimento scientifico.

La mostra States of Matter (Gli stati della materia) si concentra su due aspetti in particolare: lo stupore generato dalla bellezza dei fenomeni, basato sui concetti classici della tradizione visiva e contenuto nel materiale esposto, e una forte capacità educativa, i cui gli aspetti formali aiutano il pubblico a comprendere in modo intuitivo i fenomeni e i processi scientifici, recuperando così la relazione intima con un universo interiore impresso nell’immaginario collettivo. Gli artisti che prenderanno parte alla mostra sono stati selezionati in base alla relazione dei loro lavori con i temi stessi della mostra, racchiusi dall’idea espressa in precedenza, ognuno dei quali si rivolge agli stati della materie in forme e con mezzi differenti (ad esempio filmati, installazioni visive, organi in plasma).

Inoltre, una open call che durerà fino al 30 aprile 2016 inaugura la fase di cura della mostra, invitando a contribuiti di ogni tipo, visti come forma di interazione per persone con curiosità affini. Nel caso in cui, attraverso questa open call, si individui un progetto addatto, esso sarà incluso nella mostra finanziata da Spektrum.

Il programma della mostra

La mostra avrà luogo da giovedì 23 al 26 giugno 2016, dalle 15:00 alle 22:00. Inoltre, durante sabato pomeriggio (25 giugno, dalle 15:00 alle 18:00) è previsto un dibattito con gli artisti e una conferenza tenuta da Hans-Jörg Rheinberger, dell’Istituto di Storia della Scienza Max Planck, sull’interfaccia tra il liquido e il solido nella ricerca scientifica, a cui seguirà una discussione col pubblico.

Opere proposte: Evelina Domnitch& Dmitry Gelfand­ – Hydrogeny, Nicky Assmann & Joris Strijbos­ – Liquid Solid, Jean­Marc Chomaz – ­Exoplanet, Alfredo Ciannameo – ­Ionesis

A proposito di Spektrum

Spektrum è un luogo di convergenza per le comunità culturali e i gruppi interdisciplinari che nascono e operano dentro e fuori i confini di Berlino. Il progetto ha l’obiettivo di fornire un confronto, una conoscenza aperta e una piattaforma per l’idealizzazione, la realizzazione e la presentazione di opere d’arte basate sulla tecnologia, di eventi incentrati sulla scienza e di utopie futuristiche fondate sul principio del “fallo-insieme-ad-altri”.


www.spektrumberlin.de

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