Ernst Schering Foundation - Berlin
27 / 04 / 2017 - 16 / 07 / 2017

“La caratteristica distintiva di uno spirito puro è la capacità di vedere, non di conoscere”, come scriveva il poeta e fisico Justinus Kerner. Ivana Franke, artista con sede a Berlino, mette in discussione queste parole con il suo progetto Retreat into Darkness. Towards a Phenomenology of the Unknown (Rifugio nell’oscurità. Verso una Fenomenologia dell’Inconscio). Ci limitiamo a vedere ciò che conosciamo? Cos’è che riesce a smuoverci dal nostro comfort mettendo alla prova il nostro sguardo sul mondo?

Il progetto comprende: un’istallazione realizzata dell’artista Ivana Franke e curata da Elena Agudio presso la Ernst Schering Foundation; una serie di esperimenti che l’artista effettua in collaborazione con lo studioso di scienze della visione Bilge Sayim; un simposio interdisciplinare; una pubblicazione del progetto. Le varie parti del progetto costituiscono parte integrante della pratica artistica di Ivana Franke, una vera e propria indagine dei limiti della percezione umana, condizionata dalla nostra mente, dal nostro corpo e dall’ambiente che ci circonda.

Con la sua nuova installazione, l’artista ci guida in una esperienza visiva e corporale in grado di sconvolgere la nostra idea di realtà, conferendole tutta una serie di dimensioni del tutto fittizie, immaginarie, cosmiche. Sembra che la luce riflessa fluttui nell’aria disegnando costellazioni di “oggetti”. All’inizio restano immobili, come congelati. Quando il visitatore inizia a muoversi, gli oggetti si muovono in modo imprevedibile. Queste strane costellazioni sembrano estendersi nella profondità dello spazio, per poi tornare verso di noi con un movimento contro-intuitivo.

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È come stare a guardare delle lucciole scintillanti, il visitatore viene invitato a cogliere gli oggetti dell’”ignoto” che si rivelano nell’oscurità. La luce percepita si converte in un’esperienza che mette alla prova percezione e immaginazione, suggerendo architetture spaziali impossibili da identificare con quelle già conosciute. Questa esperienza provoca una “rottura epistemologica” e rende capaci di immaginare e di mettere alla prova percorsi comuni della conoscenza, creando nuovi spazi per possibili scenari futuri diversi.

Il simposio riunirà studiosi di scienze della visione, artisti, filosofi, storici della scienza e dell’arte, rendendoli partecipi dell’esperienza dell’ignoto: come si percepiscono entità e eventi che non siamo capaci di catalogare correttamente? Come si definisce l’ignoto in quanto esperienza soggettiva? Come si sviluppa la fenomenologia dell’ignoto? Che relazione sussiste tra l’ignoto e il noto, tra il visibile e il decifrabile, all’interno di esperienze percettive visuali? Che valore ha l’esperienza dell’ignoto nelle nostre vite, e qual è la sua funzione all’interno della società?

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Ivana Franke è un’artista visiva che lavora a Berlino e i suoi lavori, spesso installazioni luminose, indagano la contaminazione tra percezione, cognizione e ambiente, concentrandosi sui confini percettivi. Ha rappresentato la Croazia durante la 52esima Biennale di Venezia con la mostra personale Latency, ma tra i suoi progetti vi sono anche Disorientation Station (undicesima Biennale di Shanghai), Seeing with Eyes Closed (Peggy Guggenheim, Venezia e Deutsche Guggenheim, Berlino) e altre mostre come Manifesta 7, al Museo di Arte Contemporanea di Zagabria e al MoMA P.S.1.


www.scheringstiftung.de

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