Tate - Liverpool
21 /10 / 2016 – 19 / 03 / 2017

Tate Liverpool presenta Sprung a Leak la prima personale dell’artista londinese Cécile B. Evans (nata nel 1983, Stati Uniti/Belgio). Questo suo nuovo lavoro multidimensionale presenta due robot umanoidi e un cane robot che si esibiscono live all’interno della galleria.

Tale progetto prende in esame la circolazione dei dati, l’intelligenza artificiale e le possibilità di collaborazione tra gli uomini e le macchine, analizzando la crescente influenza che le nuove tecnologie hanno sul modo di sentire e di agire delle persone.

L’installazione invita i visitatori in un circuito narrativo che si sviluppa attraverso un multischermo video sincronizzato, un robot e una fontana, inseriti tra gli altri elementi scultorei nello spazio espositivo. Attraverso le conversazioni tra i robot e gli attori umani presenti nello spazio tramite un monitor, viene raccontata una storia che indirizza i modi con cui le emozioni e le vulnerabilità interagiscono con il nostro mondo digitale in evoluzione.

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Il nuovo lavoro della Evans, Sprung a Leak, attinge all’amplia ricerca nei campi della scienza, della tecnologia, del cinema e del teatro. Con punti di riferimento che spaziano da Shakespeare alla fantascienza, il lavoro trae spunto dalla storia recente dei dati e della robotica. Esaminando la polarità tra la perdita dei dati (“troppe informazioni”) e l’oscuramento delle informazioni, il lavoro considera la stretta relazione tra il digitale e il fisico.

La Evans si ispira alla storia recente, quando i dati personali sono stati fatti trapelare su scala globale e sul loro impatto all’interno della società. Un suo punto di partenza è l’idea che i robot e gli umani potrebbero collaborare per combattere insieme le forze esterne, ad esempio l’attentato fallito di un robot per riparare il reattore di Fukushima dopo il disastro nucleare del 2011. La Evans spiega così questa sua idea: “I limiti delle macchine che realizziamo ci danno una visione senza pari sui nostri propri limiti. A parer mio, questi momenti di fallimento comune, creano delle brecce per immaginare nuove possibilità e reindirizzare le questioni vecchie da una posizione instabile ma unica.”

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I recenti progetti di Cécile B. Evans includono What the Heart Wants, alla nona edizione della Biennale di Berlino (2016), le collettive CO-WORKERS– Network as Artist presso il Musée d’Art moderne de la Ville de Paris, (2015) Follow al FACT (Foundation for Art and Creative Technology), Liverpool (2015/16), Software, Hard Problem presso il Cubitt, Londra (2015), e AGNES, il primo lavoro digitale delle Serpentine Galleries (2014).

La mostra è a cura di Lauren Barnes, assistente curatrice, Tate Liverpool.


http://cecilebevans.com/

http://www.tate.org.uk/visit/tate-liverpool

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