freiraum Q21 INTERNATIONAL - Wien
15 / 04 / 2016 – 05 / 06/ 2016

Interessi economici, promesse di alti rendimenti e sicurezza nazionale stanno minando sempre di più i diritti garantiti dalla costituzione, diritti che non sono stati concessi neanche ai rifugiati.

La mostra collettiva, presente presso il freiraum Q21 INTERNATIONAL/MuseumsQuartier a Vienna (Austria) e curata da Sabine Winkler, esplora i cambiamenti giuridici, sociali ed emotivi nei rapporti tra politica, economia e violenza.

Nell’ultimo decennio gli sviluppi post-democratici hanno subito un’accelerazione. I mercati finanziari non regolamentati dominano sempre più le agende politiche e, insieme alla sorveglianza delle masse incontrollata, mirano a prevedere e influenzare (comprare) il comportamento altrui: in sintesi stanno plasmando la nostra realtà. Nell’attuale scenario altamente esplosivo ha senso osservare le cause e le conseguenze delle disparità dei diritti.

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La necessità rivendicata per il piano d’azione politico di sottostare agli interessi del mercato sta portando a un cambiamento nei diritti individuali a vantaggio degli investitori. Gli accordi di scambio e di debito vengono strumentalizzati per stabilire e istituzionalizzare la disparità. La radicalizzazione e la globalizzazione dei mercati sta portando, a sua volta, al radicamento della disuguaglianza tra paesi ricchi e paesi poveri nella lotta per le materie prime e la manodopera a basso costo. E le strategie neocoloniali rientrano tra le cause dei movimenti migratori.

Le opere d’arte presenti nella mostra esplorano l’impatto della globalizzazione, della finanziarizzazione e della sorveglianza di massa sui diritti civili e umani, così come le diversità sociale e giuridica che essi provocano. Il problema della ripartizione dei diritti risulta inoltre essere attuale nell’ambito artistico. Il sistema dell’arte riflette le disparità per poterle osservare nella società in generale.

Il video di Lorenzo Pezzani e Charles Heller (Architettura Forense), Liquid Traces—The Left-to-Die Boat Case, adotta un approccio forense per ricostruire una tragedia marittima evitabile e trovare prove di colpevolezza. Le prove reperibili dalle informazioni raccolte dalla tecnologia di sorveglianza sono state esaminate per dimostrare quanto le autorità siano colpevoli della violazione delle convenzioni internazionali dei diritti umani, oltre che di aver commesso il reato di mancata assistenza.

Nikita Kadan attraverso il suo progetto Procedure Room si occupa delle torture della polizia. I suoi disegni raffiguranti tecniche di tortura su piatti di porcellana seguono lo stile del “Popular Medical Dictionary” del periodo Sovietico e sono basate sull’ideologia che motiva l’atto della tortura intesa come “intervento chirurgico necessario”: una procedura medica essenziale per legittimare la violenza di stato. La perdita di diritti viene proclamata necessaria per il benessere della società, o come “protezione della libertà”.

L’installazione The Amazing Board Games Club di Lina Theodorou invita i visitatori a comprendere la realtà quotidiana della Grecia logorata dalla crisi, tramite un gioco da tavolo. La Theodorou allude alle conseguenze sociali e legali associate ai programmi di debito e di austerità, così come ai profitti delle società derivanti dalla povertà e dalla perdita dei diritti della popolazione.

Il video Seamless Transitions di James Bridle mostra delle visualizzazioni animate di tre siti inaccessibili di giudizio, detenzione e deportazione di immigrati nel Regno Unito. Basato su documenti di pianificazione e rapporti di testimonianze oculari, il video usa le tecniche di visualizzazione architettonica per ricostruire questi spazi fisici, ma anche il complesso apparato legale e sociale.

L’opera Obsidian Contract di Carey Young presenta un contratto legale scritto al contrario e riflesso in uno specchio nero come spazio pubblico e giurisdizioni immaginate nel contesto della mostra.

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Artisti: Silvia Beck* (Germania), James Bridle (GB), George Drivas (Grecia), Özlem Günyol*/Mustafa Kunt* (Turchia/Germania), Adelita Husni-Bey (Italia), Nikita Kadan* (Ucraina), Kollektiv Migrafona (Belinda Kazeem, Petja Dimitrova, Radostina Patulova, Vlatka Frketić, Vina Yun) (Austria), Vladimir Miladinović* (Russia), Yuri Pattison (Irlanda), Lorenzo Pezzani and Charles Heller (Forensic Architecture) (Italia, USA/Svizzera), Julien Prévieux (Francia), Andrea Ressi (Austria), Judith Siegmund* (Germania), Lina Theodorou* (Grecia), Carey Young (GB)


www.q21.at

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