Kunsthaus Bregenz - Austria
26 / 02 / 2016 - 16 / 03 / 2016

A cura di Eva Birkenstock

A partire dal 2016 KUB Billboards getta le basi per una nuova programmazione che doni visibilità a una generazione giovane di artisti, mettendoli al centro della scena del pubblico di Bregenz.

L’iniziativa si concentrerà in particolare su quegli artisti cresciuti nel bel mezzo di eventi che hanno dato una svolta alla nostra epoca, a partire dal crollo del socialismo per arrivare al nostro mondo che, nel corso degli anni ’90, si è sempre più globalizzato ed è divenuto sempre più vincolato dal capitalismo digitale in ogni ambito della vita.

Nell’economia interconnessa in cui ci troviamo oggi sono internet, la logica dell’elaborazione per algoritmi, i social media e la sorveglianza le condizioni standard della nostra esistenza. La nostra percezione di “realtà” è cambiata in modo drastico, e con essa anche il modo di concettualizzarla si è evoluto.

kub 1Nel corso del 2016 Anna-Sophie Berger, Feminist Land Art Retreat, Maja Cule, e Daiga Grantina interverranno lungo le sponde del lago di Costanza, trasformando i sette cartelloni pubblicitari posizionati lungo le rive del lago in schermi, dipinti, spazi espositivi, sculture o altre interfacce. Tale contributo verrà accompagnato anche da discorsi degli artisti, proiezioni ed esibizioni.

Per dare il via al nuovo programma, Anna-Sophie Berger presenterà una serie di lavori: una riproduzione di mandala colorati come parte di un esercizio dalle valenze anche terapeutiche, un selfie, un panorama distopico tratto da un gioco per IOS e una riproduzione di un’opera di Hans Baldung. Non è tanto l’incisività delle immagini ciò su cui la Berger desidera focalizzarsi, quanto il loro potenziale di essere trasferite in varie costellazioni ed essere prodotte, riprodotte, adattate, catalogate e perennemente alterate.

L’eterogeneità di questa serie di lavori stabilisce una interconnessione con la logica per immagini dei media di oggi, logica in cui il testo viene convertito in immagini nel corso del processo comunicativo.

kub 3 kub 2In questo modo i rispettivi soggetti generano, attraverso la selezione, singoli contesti per immagini così eterogenee. I lavori della Berger, scatti e selfie, compaiono simultaneamente e allo stesso modo in spazi sia virtuali che reali, come oggetti esposti in una mostra, vestendo il ruolo di post digitali, documentazioni o riferimenti. Oltre all’appassionata inchiesta degli enti artistici sul piano dell’immagine, oltre al riferimento a sostanze liquide, alla trasformazione e al genere, questa serie di lavori mostra quei processi che rendono evidente come un’opera possa rappresentare sé stessa e subire dei cambiamenti – destabilizzando così il confine fra documento e oggetto d’arte.


 http://www.kunsthaus-bregenz.at/

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