Museum of Contemporary Art Metelkova - Ljubljana
18 / 10 / 2017 – 14 / 01 / 2018

Nel 2007, tre artisti sloveni sono entrati a far parte del Partito Democratico Sloveno conservatore SDS (Slovenian Democratic Party) e hanno cambiato ufficialmente il loro nome con quello del leader del partito, l’allora Primo Ministro Janez Janša. Mentre si ribattezzavano per motivi personali, i confini tra le loro vite e la loro arte hanno cominciato a confondersi in modi diversi e imprevisti.

Da allora hanno vissuto la loro vita pubblica e privata lavorando individualmente e in gruppo con lo stesso nome ed esplorando le implicazioni filosofiche, psicologiche, politiche, biopolitiche, storiche, giuridiche, economiche, linguistiche e sociali del cambio di nome; trasformando la loro vita in una performance continua e la loro arte in un potente mezzo per mettere in discussione rituali e convenzioni e discutere lo status e la funzione degli oggetti legati all’identità come firme, passaporti, carte d’identità, carte di credito e debito.

Dieci anni dopo, una mostra antologica offre una panoramica di questa storia che, pur affondando le proprie radici in Slovenia e nella sua storia recente, solleva alcune questioni universali sull’identità nell’era della biopolitica e sull’arte nell’epoca dell’informazione, e le  proietta nel futuro annunciando la registrazione del nome Janez Janša come marchio per i prossimi dieci anni.

Che cosa c’è in un nome? Come si relaziona con la proprietà, lo status giuridico, la percezione e la rappresentazione di noi stessi, la profilazione, la sorveglianza, il copyright, la mercificazione del linguaggio e le relative tematiche che definiscono la condizione attuale? Cos’è un’opera d’arte e quali confini la delimitano in relazione a vita, istituzioni e imprese?

Co-prodotta da Moderna galerija (MG+MSUM) e Aksioma – Institute for Contemporary Art di  Ljubljana  e curata da Domenico Quaranta, Janez Janša®  presenta una selezione completa di lavori e progetti prodotti da Janez Janša, Janez Janša e Janez Janša negli ultimi dieci anni – molti dei quali nati come effetti collaterali del cambiamento di nome o di altri eventi ad esso legati.

In quanto azione perseguita senza un esplicito programma artistico o politico, il cambiamento di nome ha innescato una serie di conseguenze, reazioni ed interpretazioni sia di natura politica che artistica. Dal punto di vista artistico l’operazione è stata percepita sia come performance che come provocazione. Da quello politico invece, sia come un atto di affiliazione politica che di resistenza.

Queste interpretazioni si sono spesso riflesse nelle dichiarazioni pubbliche e nei racconti dei media. Dal punto di vista strettamente amministrativo, il cambio di nome è stato considerato come una normale procedura che – automaticamente o su richiesta – ha prodotto i relativi documenti come carte d’identità e passaporti, certificati di nascita e matrimonio, e così via.

Janez Janša® esplora questa dimensione – che i tre Janša definiscono “collaterale” – presentando articoli, lettere aperte, interviste radiofoniche e altro materiale documentario, nonché documenti legali ufficiali e validi come readymade, categoria che Janez Janša, Janez Janša e Janez Janša hanno abbracciato e cercato di migliorare.

Gli artisti hanno introdotto quindi la nozione di “collateral art” – che comprende i singoli manufatti che istituzioni ed aziende hanno prodotto in relazione alle loro azioni e richieste, come carte d’identità, tessere d’iscrizione e altri documenti, tutti presentati come opere d’arte mentre erano ancora in corso di validità –  e quella di “readymade su misura” – oggetti personalizzati su richiesta di alcune aziende.

Tutto questo ha portato ad un percorso di ricerca che genera manufatti ambigui che indagano la relazione tra arte e media e quella tra le opere e gli oggetti prettamente utilitaristici, confrontando differenti nozioni di valore ed esplorando mezzi di produzione post-fordisti.

L’inaugurazione della mostra è anche l’evento conclusivo dei due giorni di conferenza Proper and Improper Names. Identity in the Information Society (Kino Šiška, Ljubljana, 17 – 18 ottobre 2017) curata da Marco Deseriis con interventi e opere di Marco Deseriis, Kristin Sue Lucas, Gerald Raunig, Ryan Trecartin, Wu Ming, Natalie Bookchin.


http://www.janezjansa.si/

http://www.mg-lj.si/

http://aksioma.org/?lang=en

http://domenicoquaranta.com/

https://camd.northeastern.edu/mscr/people/marco-deseriis/

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