Haus der Kulturen der Welt - Berlin
03 / 02 / 2016 – 07 / 02 / 2016

Attenendosi al programma, diffuso a partire dallo scorso mese, è annunciata la presenza di ulteriori partecipanti del settore dell’arte, cultura e media che si riuniranno a transmediale/conversationpiece, presso la Haus der Kulturen der Welt dal 3 al 7 febbraio 2016.

Transmediale è supportata dal 2004 da Kulturstiftung des Bundes (Fondazione culturale della Repubblica federale tedesca) e, in base a una recente decisione della fondazione, questa sovvenzione continuerà fino alla fine del 2022.

All’interno di tematiche che fungono da principi organizzativi degli eventi transmediale/conversationpiece, transmediale presenta una serie di conversazioni fondamentali. Nello stream Anxious to Share gli architetti, autori e professori Keller Easterling e Eyal Weizman daranno dei punti di vista micro e macro riguardo allo spazio come potere e sistema d’informazione in sé.

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Per la tematica the Anxious to Act il regista e autore Hito Steyerl discuterà con lo storico dell’arte e ricercatore Nicholas Mirzoeff riguardo la politica di rappresentazione e pratiche critiche dell’arte ai tempi del conflitto globale.

Nella tematica Anxious to Secure, la teorica di politica Isabell Lorey e l’esperto in ricerca sulla sicurezza David Lyon delineeranno lo stato di (in)sicurezza divenuta la causa delle nuove forme di governo ed esploreranno nuove vie di concepire la sicurezza e la precarietà.

Nella conversazione Anxious to Make Jutta Weber e Kazys Varnelis si concentreranno sull’azione politica e storica del produttore e del produttore di cultura in situazioni, misure e tempi differenti, dal luogo di lavoro alla città interconnessa.

Partecipanti: Keller Easterling, Hito Steyerl, Isabell Lorey, David Lyon, Nicholas Mirzoeff, Kazys Varnelis, Jutta Weber, Eyal Weizman.

Con la sua serie di eventi ibridi, transmediale/conversationpiece unisce pratiche artistiche e di ricerca in formati che comprendono conferenze, screening, esibizioni e installazioni temporanee. Tra queste Drone-200 di Nicolas Maigret e Jean-Marie Boyer.

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Ambientato in un futuro distopico, il lavoro presenta un bestiario di sistemi di volo autonomi azionati da algoritmi disfunzionali, dimostrando vie differenti in cui i droni possono mal funzionare. Qui, avendo fiducia nell’autonomia della macchina, non si tratta solo di un concetto discorsivo ma di un’esperienza di vita reale condivisa con il pubblico, innescando reazioni viscerali e psicologiche di fronte al pericolo simbolico e reale.

Per Inner Security, Martin Hartmann, Sophie Hoyle e Stefan Schumacher esploreranno la psicologia della sicurezza, chiedendosi come le minacce alla sicurezza siano (mal)percepite e come si struttura la società intorno a esse, in quanto corrispondono alle tecnologie con cui viviamo.

Nell’evento Five Years After, Heba Y. Amin, Lara Baladi, Özge Çelikaslan, Alper Şen e Esra’a Al Shafei si riuniranno per riflettere sugli eventi della primavera araba e per pensare così al futuro. In Border Visions, Matthias Monroy, Christoph Wachter & Mathias Jud, Peng Collective e Gökce Yurdakul analizzeranno la recente politica di confine per discutere le visioni potenziali per i prossimi cinque anni.

Quali strategie di inclusione o esclusione, sorveglianza e controllo sopporta l’Europa ai giorni nostri? Come potrebbero influenzare il comportamento dell’Europa, e quali sono i futuri immaginabili e desiderabili?

Con la nuova versione messa da poco in scena del suo film Group Portrait with Explosives, Declan Clarke connette la città di Brno in Repubblica Ceca con South Armagh in Irlanda del Nord per far luce sull’impatto umano dell’economia globale e la politica di confine. La rappresentazione critica e poetica Radio Picknick di Ralf Homann sarà presentata per la prima volta tramite dialoghi con materiale filmico storico.

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L’artista e giornalista radio collegherà la storia controversa del picnic e della radio con la privatizzazione dei media elettronici. Futures Factories riunisce i più importanti designer interazionali, economisti e progettisti come Jussi Ängeslevä, Matthias Tarasiewicz e Alison Powell per iniziare una conversazione sul futuro legato alla produzione di cultura.

Tra i partecipanti troviamo: Jussi Ängeslevä, Heba Y. Amin, Lara Baladi, Jean-Marie Boyer, Özge Çelikaslan, Declan Clarke, Martin Hartmann, Ralf Homann, Sophie Hoyle, Christoph Wachter & Mathias Jud, Nicolas Maigret, Matthias Monroy, Peng Collective, Alison Powell , Esra’a Al Shafei, Alper Şen, Steve Rowell, Stefan Schumacher, Matthias Tarasiewicz, Gökce Yurdakul.

Tra i panel troviamo The Persistence of the Lab, in cui Lori Emerson, John Beck, Ryan Bishop e Claus Pias parleranno del laboratorio come un posto chiave per la ricerca e lo sviluppo della cultura digitale dalla Guerra Fredda. Discuteranno i ruoli attuali dei laboratori nel contesto militare, industriale, universitario e nel campo dell’intrattenimento.

Let’s talk about Whistleblowing! con Jacob Appelbaum e Wolfgang Kaleck (avvocato di Edward Snowden) mira a creare uno spazio per il dibattito sui modi in cui il whisteblowing e la pubblicazione di materiale segreto può divenire una parte della democrazia valida e rispettabile.

In MediaActs, il progetto Tactical Media Connections (David Garcia, Eric Kluitenberg), Simona Levi e Heba Y. Amin affrontano la questione di cosa costituisce un atto di media critico nel periodo postmedia.

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Vinay Gupta insieme a un rappresentante di FairCoop si concentreranno sui nuovi sistemi di condivisione all’interno di un’economia di condivisione divenuta più simile a un’economia di schiavitù, discutendo le lezioni apprese e gli emergenti potenziali scoperti.

Il panel Archive, Curate, Educate: Active Media Arts unisce prospettive curatoriali, artistiche e accademiche sull’arte dei media per discutere il ruolo che gli archivi possono avere nelle azioni del curatore, nello spatial design e nella pratica dell’arte basata sulla tecnologia. I partecipanti sono Jussi Parikka, Oliver Grau, Joasia Krysa, Constant (Michael Murtaugh, Nicolas Malevé), Anne-Marie Duguet e Ryan Bishop.

Nell (Re)Positioning Maker Culture Jocelyn Bailey, Annette Mühlberg, and Kate Rich discuteranno lo sviluppo della cultura di hacker, DIY e artigiani digitali nei confronti del mainstream, e chiederanno cosa succede quando tali topografie si modificano o crollano.

Tra i partecipanti figurano: Heba Y. Amin, Jacob Appelbaum Jocelyn Bailey, John Beck, Ryan Bishop, Constant (Michael Murtaugh, Nicolas Malevé), Lori Emerson, Oliver Grau, Vinay Gupta, Wolfgang Kaleck, Joasia Krysa, Simona Levi, Annette Mühlberg, Jussi Parikka, Kate Rich, Tactical Media Connections (David Garcia, Eric Kluitenberg)

Commissionato da transmediale e CTM, Still Be Here è un progetto di performance con la partecipazione della pop star virtuale Hatsune Miku. Lanciato nel 2007 come prodotto di sintetizzatore vocale e fatto sviluppare in una celebrità del web amata in tutto il mondo, Miku ha una comunità di utenti in crescita, innumerevoli performance in stadi proiettati con il virtual 3D e più di 100.000 canzoni distribuite su scala globale.

Seguendo un’idea intrapresa e concettualizzata dall’artista Mari Matsutoya, Still Be Here è creato collettivamente dal produttore musicale Laurel Halo, dal coreografo e artista visivo premiato Darren Johnson e dall’artista vituale LaTurbo Avedon, ed è prodotto dall’artista digitale Martin Sulzer.

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L’evento è commissionato e prodotto da transmediale e CTM Festival, in collaborazione con Donaufestival, Barbican e Metal. Questa attività presente adattamenti di Hatsune Miku, un personaggio originariamente creato e protetto da copyright da Crypton Future Media Inc. 2007.

Hatsune Miku ha la licenza sotto il Creative Commons BYNC.  Per la sua performance Erklär mir bitte, was beunruhigend sein soll am Einlassen von Badewasser!l’ex membro di Einstürzende Neubauten FM Einheit aprirà il suo archivio del suon degli anni 80 a Berlino.

Questi includono suoni originali delle festività del Primo Maggio a Kreuzberg, il ticchettio della macchina da scrivere di Heiner Müller nel suo appartamento a Berlino Est, i rumori delle stazioni della ferrovia e della metropolitana, e registrazioni da diverse macchine del suono. Questo materiale diventerà il punto di partenza per nuove composizioni, accompagnato da materiale del regista Walter Lenertz.

Parteciperanno anche Andrew Unruh (da molto tempo partner di FM Einheit da Einstürzende Neubauten), l’archeologo dei media Siegfried Zielinski e la band The Anarchivists (Bob Meanza, Odysseus Klissouras, Mário Gomes).

Tra gli artisti figurano: FM Einheit, Alonah Rodeh & Mule Driver, RecPlay Lab Performance con Hatsune Miku introdotta da Mari Matsutoya in collaborazione con Laurel Halo, Darren Johnston, LaTurbo Avedon e Martin Sulzer.

Tra i film e i video presentati a trans mediale/conversationpiece è presente Echtzeit, il lungometraggio riscoperto e sperimentale di Hellmut Costard e Jürgen Ebert del 1983. Echtzeit tratta dell’influenza reciproca tra la compute grafica e la tecnologia, la simulazione e la realtà militare in un mondo plasmato da sistemi elettronici e processi ai automazione ad uno stadio notevolmente precoce.

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Anche Konrad Zuse, sviluppatore del primo computer programmabile, fa parte del film. I programmi dei cortometraggi Touch of the Real, Breaking Crisis, e Dance Before Darkcollegheranno le priorità tematiche delle correnti.

Der bittere Apfel vom Stamm (2014) di Hana Kim e Schicht (2015) di Alex Gerbaulet si dedicano al cambiamento dell’ambiente di lavoro in Corea del Sud e Germania nel contesto di storie familiari complesse. Kinda Hassan e Dalia Naous mettono in scena le sottili trasgressioni nello spazio pubblico del Cairo in Cairography (2013).

In Ditch Plains (2013), film sulla danza distopico e fantascientifico, girato durante l’uragano Sandy, Loretta Fahrenholz spinge il gruppo di danza Ringmaster Crew ad avere allucinazioni su New York e sulle sue reti visibili e invisibili. Tra gli ospiti presenti figurano Declan Clarke, Steve Rowell, Thibaut de Ruyter, Vermeir &Heiremans.

La serie di workshop include Graph Commons con l’artista dei software e dei dati Burak Arikan, che si concentra sul design e sulla comprensione di reti complesse tramite la mappatura e l’analisi visiva.

In Trust Me, I’m an Artist: Cellular Propeller, l’artista Howard Boland e Lucas Evers di Waag Sociey si incontreranno per investigare le questioni etiche che sorgono dalla collaborazione delle scienze artistiche e biologiche.

Tra gli ospiti dei workshop figurano: Jussi Ängeslevä, Alfredo Aracil, Lucia Arias, Burak Arikan, Liat Berdugo, Howard Boland, Lucas Evers, Jennifer Gabrys, Sarah T Gold, Emily Martinez, Ola Möller, David Pello, Helen Pritchard, Ben Vickers.

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Fanno parte del programma anche diverse presentazioni di libri, come quella di Autonomy Cube di Trevor Paglen e Jacob Appelbaum. La pubblicazione sarà presentata con una conversazione tra Keller Easterling e Jacob Appelbaum, in collaborazione con Edit-Russ-Haus for Media Art.

Clemens Apprich, insieme a Magdalena Freudenschuss, presenterà la sua nuova pubblicazione Networked – A Media Genealogy of the Network Society. Esplorando la storia di un discorso sul web differente, egli sviluppa una comprensione media-genealogica che è necessaria per pensare al di là del concetto oggi predominante delle reti socio-tecniche e per intervenire nei dibattiti attuali riguardo a internet.


http://transmediale.de

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