Nella lunga lista dei festival che si succedono lungo l’anno, e che si allunga sempre di più, The Influencers si è conquistato la posizione invidiabile del piccolo evento di culto. Organizzato a Barcellona dal network d-i-n-a, già catalizzatore, in Italia, di alcuni eventi di net.art ormai entrati nella storia, The Influencers si svolge in una delle sedi del Sonar, il Centre de Cultura Contemporanea de Barcelona (CCCB), ma ha ben poco a che vedere con il suo elefantiaco predecessore. Tre giorni, niente mostre né concerti, a cui d-i-n-a preferisce la forma del “live talk show”, che vede alcuni campioni di azionismo mediatico e intrattenimento radicale coinvolti in un confronto serrato con un pubblico attento e partecipe: un confronto che spesso prosegue, dato il carattere informale dell’evento, anche al di fuori delle sedi deputate, e che resta nella memoria come esperienza vissuta, più che come momento di fruizione passiva.

Un piccolo sguardo all’indietro può rendere, forse, l’idea di quanto stiamo dicendo. Immaginate un palco su cui Adbusters, giunta a svelare lo spirito del subvertising e a presentare le sue alcune iniziative – dal Buy Nothing Dayalle impagabili Blackspot Sneakers – lascia il posto a Dragan Zivadinov del Noordung Cosmokinetik Cabinet, il ramo teatrale della Neue Slowenische Kunst (NSK), giunto a Barcellona dall’NSK State per presentare, in una performance grottesca e irresistibile, il colossale progetto Inhabited Sculpture One Versus One: uno spettacolo agito nella spazio a gravità zero di una capsula di addestramento che si svolge in 5 tappe lungo l’arco di cinquant’anni, e che prevede la sostituzione degli attori eventualmente defunti con altrettanti avatar meccanici, destinati a essere spediti, a conclusione del progetto, nello spazio.

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E poi ancora gli Yes Men con il loro film, Josh On e il suo lavoro sui network sociali, Eddo Stern (uno degli autori di Waco Resurrection), Marko Peljhan (Makrolab) e i due filmaker cechi Vít Klusák e Filip Remunda, autori dell’esilerante Cesky Sen: un film costruito come un reality e teso a verificare la forza del marketing in un paese in cui quest’ultimo ha soppiantato da poco la propaganda di regime. I due registi hanno messo in piedi una spettacolare operazione di comunicazione che sponsorizzava – con spot televisivi, manifesti, volantini e una deliziosa canzoncina – la prossima apertura di un ipermercato che in realtà non esisteva: il giorno dell’inaugurazione le centinaia di clienti accorsi si sono trovate di fronte a una facciata di cartongesso, reagendo ora con rassegnazione, ora con violenza, ma anche con amara ironia e straordinario acume al dissolversi di un sogno.

Bene: se questo era The Influencers 2005, l’edizione 2006 (6 – 7 – 8 luglio 2006) non sembra certo essere da meno. Il comunicato annuncia “media pranksters, star remixers of ideas, saboteurs of academic categories and reality agitators of every stripe”: figli di buona donna che portano i nomi di Vuk Cosic, Paul D. Miller / DJ Spooky, Molleindustria, IRWIN / Neue Slowenische Kunst, Vincenzo Sparagna, Oscar Brahim, Chicks on Speed.

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Vuk Cosic è l’ineffabile padre della net.art, che come Duchamp sembra non fare più nulla ma come Duchamp ha ancora molte cose da dire (chi non ci crede vada a leggersi la bella intervista che gli ha fatto Regine Debatty, o il testo scritto per il catalogo del MEIAC). DJ Spooky that Subliminal Kid, il dj filosofo, teorico della remix culture, autore di Rhythm Science e iniziatore del genere “illbient”, è una star a tutto tondo: per lui saremo tutt’orecchi. Molleindustria è la factory italiana che sta rivoluzionando il terreno del videogame indipendente, fertilizzandolo con i germi della guerrilla, e che ha dato vita, con McDonald’s Videogame, a un piccolo capolavoro di counter-advertising.

Con il collettivo IRWIN continua l’esplorazione di quell’affascinante territorio che è l’NSK, di cui costituisce il ramo artistico. IRWIN produce l’iconografia dell’NSK State, uno stato fantasma sorto nel 1984 nel cuore dell’Europa, e che adotta l’estetica e il simbolismo degli stati totalitari in una sorta di iperrealismo che si rivela la forma più feroce di parodia. “I nostri giornali sono falsi, ma non mentono!”, dichiara Vincenzo Sparagna , responsabile, negli anni 70 e 80, di alcune eccezionali beffe mediatiche, ideatore di riviste come Il Male e Frigidaire, e autentico precursore nella sua straordinaria capacità di vedere l’Impero quando ancora non esisteva e di agire nel mondo come se già fosse “globalizzato”.

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Una assoluta anteprima europea sarà l’intervento di Oscar Brahim , un tassista argentino che nel bagagliaio del suo taxi ha sempre tutto l’occorrente per migliorare il suo ambiente visivo ogni volta che la pubblicità lo investe con i suoi messaggi. La sera dell’8 luglio il festival chiuderà in bellezza con le Chicks on Speed, le acclamate madri dell’electroclash che si sono conquistate la fama ingannando pubblico e stampa con false registrazioni, false interviste e falso merchandising: e che non sono, in definitiva, nemmeno un vero gruppo musicale, quanto piuttosto un progetto artistico multidisciplinare che spazia dalla musica alla performance all’arte visiva…

Come si può vedere da questa sommaria elencazione, il legame tra le diverse proposte è labile, eppure solidissimo. Non si fonda su distinzioni di genere o di disciplina, e non si concentra su una comunità o un network particolare, ma presenta una serie di esperienze che intervengono sul flusso dell’informazione e sulla grande macchina dei media in maniera aggressiva e creativa: cultural jamming, communication guerrilla, plagiarismo. Una tradizione che attraversa la seconda metà del Novecento, e che Influencers si propone di ricostruire.


http://d-i-n-a.net/influencers/06/en/index.html

http://www.d-i-n-a.net/influencers/05/index.html

http://www.ljudmila.org/~vuk

http://www.we-make-money-not-art.com/archives/008056.php

http://metamorfosis.risco.pt/English/vukCosic-en.html

http://www.djspooky.com

http://www.molleindustria.it

http://www.nskstate.com

http://www.frigomag.it/

http://www.chicksonspeed.com

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