Per chi si avvicina al software libero o vuole chiarirsi le idee su filosofie, licenze e strumenti operativi, ecco una risorsa di sicura utilità. Il nuovissimo Compendio di libertà informatica e cultura open di Simone Aliprandi, edito da Prima Ora ma disponibile anche ondine in versione pdf, è una raccolta antologica di articoli divulgativi e documenti ufficiali (spiegati e commentati).

L’autore è anche responsabile del primo progetto italiano di studio sugli aspetti giuridici del copyleft. Fra i testi inclusi, quelli inediti dello stesso curatore del testo Emmanuele Bello, e quelli già noti di autori quali Bruce Perens, Alessandro Rubini, Richard M. Stallman, tra gli altri. Tra le tematiche affrontate ritroviamo il copyleft e i nuovi modelli per il diritto d’autore, i sistemi GNU/Linux e le varie distribuzioni, la documentazione libera, di fianco a traduzioni italiane di vari documenti, tra cui la licenza GNU GPL e la licenza GNU FDL. Si tratta di testi brevi e semplici, utili a spiegare anche a chi poco o nulla si intende di informatica, cos’è un software, come viene creato, l’importanza del codice sorgente e della licenza con cui viene distribuito, senza fornire dettagli tecnici, facendo convergere tutti questi concetti nel termine Software Libero.

Simone Aliprandi sviluppa con questo volume la sua tesi di laurea, approfondendo anche l’aspetto della cultura hacker, senza dimenticare la svolta imposta da Linux e dall’utilizzo del software libero come modello di business. Si passa poi alla spiegazione delle licenze “aperte” nell’ambito del software, GPL, BSD, Mozilla Public Licence, Open Source Definition ecc…

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La parte centrale del lavoro è l’applicazione di procedure analoghe nel mondo del non software, ovvero in una dimensione artistico-culturale. Si parla infatti di Copyleft, noto anche come permesso d’autore. Tale espressione é pero’ forzata: ha insito in sè un duplice gioco di parole, che con la traduzione “permesso d’autore” si perde necessariamente. In inglese “left” significa infatti “permesso” ma anche “sinistra”; e nella traduzione italiana non si riesce a cogliere appieno l’idea fondamentale che si cela dietro il ribaltamento di “right” (che vuol dire sia “diritto” che “destra”).

Il copyleft viene ad oggi largamente utilizzato nella documentazione, nella manualistica, nei testi compilativi ( dizionari, enciclopedie, banche dati, la stessa Wikipedia, con tutti i casi e le polemiche che ne conseguono) fino ad arrivare alle opere artistico-espressive, dove le Creative Commons riscuotono sempre maggiore successo. La chiusura è affidata alle non semplici implicazioni giuridiche e prospettive del copyleft, con i testi italiani delle varie licenze esaminate a completare il lavoro.

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L’opera è di carattere prettamente divulgativo, ma non per questo scade nel semplicistico. Dice Aliprandi: “Ad affascinarmi di più è il fatto che l’avvento del copyleft ridisegna un modello di copyright funzionante da due secoli, senza però toccare minimamente l’assetto normativo: tutto è basato sulla libertà di scelta degli autori di opere dell’ingegno e sulla loro autonomia di gestione dei diritti sulla sua opera. Cosa fondamentale nell’attuale panorama digitale e telematico di diffusione di contenuti creativi.”

Gli strumenti disponibili a qualsiasi autore (o artista) sono presentati completi di tutta la documentazione necessaria ad aiutare la diffusione delle opere al di là del diritto d’autore, ormai indagato ai media attuali, nonostante le major tentino ancora di salvare il salvabile. Le spiegazioni sono fornite passo passo, anche se l’aspetto giuridico vero e proprio è ancora da chiarire, e non per demerito del testo. Quest’ambito soffre la mancata armonizzazione delle discipline internazionali, che potrà avvenire solo in un ottica di avvicinamento tra il concetto europeo di proprietà individuale e le politiche legislative della common law.

Lo stesso autore ha inoltre pubblicato Compendio di libertà informatica e cultura open – PrimaOra, febbraio 2006 (www.copyleft-italia.it/compendio) e Teoria e pratica del copyleft – guida all’uso delle licenze opencontent NDA – Press, maggio 2006 (www.copyleft-italia.it/libro2). Insomma, se ne sapete giä abbastanza di Open Source e copyleft, ma magari non vi dispiacerebbe un ripassino dei punti chiave, o se al magico mondo della cultura digitale free vi siete appena avvicinati, questo é il libro che fa per voi.


www.copyleft-italia.it

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