Dal momento che il Dipartimento per la propaganda del governo Cinese ha persino più potere del Primo Ministro Wen Jiabao, vale la pena chiedersi quanto possa essere potente la cattiva informazione e la propaganda del governo nel mondo contemporaneo. Il dibattito sulla censura Cinese è stato affrontato in diverse sedi. E certamente tutti sono a conoscenza delle rigide leggi sulla censura a cui il governo ha sottoposto Google e dei continui confronti tra le due parti.

L’articolo di Kim Asendorf, Censored Censorship, riguarda alcuni di questi argomenti. Gioca alla censura contro gli stessi censori. Righe di testo, tratte da diverse fonti mediatiche Cinesi scorrono veloci sullo schermo. Di tanto in tanto, una parola oscurata, nascosta. La mente umana è capace di creare storie anche dove non ci sono. Anche se non parlate Cinese, il testo mancante vi sembrerà allettante e affascinante quasi quanto il possibile significato del testo ancora visibile.

In fondo, un mistero è qualcosa di molto semplice, un puzzle con un pezzo mancante. Il mistero della censura è iniziato con la domanda: perché? Dunque, cosa? È il cosa che continua a farci fissare negli occhi i censori, alla ricerca di una risposta.

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Censored Censorship và fino in fondo, facendo scorrere lentamente lo schermo, permettendoci di esaminare ogni riga e quanto di essa è stato censurato. Questa azione chiara e diretta riduce la potenziale complessità a cui un’ opera del genere potrebbe sottoporre un osservatore che non parla Cinese.

Ogni osservazione critica dei media Cinesi è infatti già complessa di per sé. L’articolo presenta quindi semplicemente l’alone di mistero e le barriere create dalla censura. Certo, la lingua stessa può essere una barriera alla comprensione. Poiché l’opera presenta notizie in Cinese, se non conoscete la lingua, partite già svantaggiati. Certo, potreste essere perdonati per non aver preso a cuore il problema in quanto non vostro. È facile infatti trasferire il problema a quella parte della nostra coscienza che decide cosa dovrebbe interessarci e cosa no. Perché dovrebbe interessarmi? Si tratta di una cultura completamente diversa dalla nostra e quindi qualcosa che per noi non sarà mai fonte di preoccupazione, qui tra i confini sicuri del mondo democratico occidentale.

Ma non è necessario che comprendiate il testo per capirne il significato. È in atto un’azione politica e non una narrazione.

Artisti che vivono in Cina, come Ai Weiwei, hanno sferrato un bel colpo alla mentalità chiusa del loro paese nei confronti della censura. Infatti, a Weiwei ancora oggi (gennaio 2011) non è permesso lasciare la Cina. Il governo crede che possa partecipare alla cerimonia del premio Nobel per la pace allo scrittore Liu Xiaobo, dissidente Cinese in carcere. Per un paese che sembrava stesse allentando la presa sulle menti e sulle idee politiche dei suoi cittadini, è stata una mossa piuttosto miope sul palcoscenico politico mondiale. Rafforzando, così come sta facendo, lo stereotipo del paese spaventato e incerto su come mantenere il controllo.

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Proprio quando molti avevano creduto che le barriere del paese si stessero lentamente abbassando e che venisse adottato un atteggiamento di maggiore apertura, ancora una volta ci si è resi conto che non è cambiato nulla rispetto al passato. Il mondo degli affari potrebbe essere accolto benevolmente e incoraggiato a cercare una qualche collaborazione con la Cina, ma solo sfruttando il rapporto tra Yuan e Dollaro.

Ma iI diritti umani non sono mai stati legati ai profitti, di alcun genere.

E quindi, l’Occidente si trova davvero in una situazione migliore? I nostri feed RSS, una selezione di nostri giornali e canali tv provenienti da migliaia di fonti diverse sono continuamente sottoposti a censura. Da Indymedia a Murdoch, notizie e canali di intrattenimento sono sotto controllo. Ma ci sono opzioni attraverso cui selezionarli. Possiamo scegliere a quale fonte di notizie credere. Dunque, ciò vuol dire che abbiamo scelta?

Censored Censorship di Kim Asendolf riporta a galla tali questioni. Possiamo soltanto augurarci di avere abbastanza scelta e di ricadere su qualcosa che rifletta il nostro punto di vista. Forse nessuno di noi è veramente libero? Almeno, possiamo scegliere in quale cella andare ad abitare?

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Appendice

Nell’ articolo di Kim Asendorf ci sono 16 feed RSS provenienti da quotidiani cinesi quali “People’s Daily, Sichuan Daily”, “Guangzhou Daily”, “Southern Weekl”y, “Sina”, “Izaobao”, “Sohu”, “NetEase”, “Hunan”, “Sing Tao Global Network”, “Xinhua News”, “Tencent”, “China News” e “Yangcheng Evening” che sono stati censurati dal Partito Comunista Cinese. Quindi l’autore censura nuovamente parti di un post o persino un intero parte di questi messaggi.

http://kimasendorf.com/

http://www.indymedia.org.uk/

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/china/8060819/Chinese-prime-minister-censored-by-Communist-party.html

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