Per tutti coloro che vogliono capire, comprendere e dissipare le vaghe nuvole che annebbiano i pensieri ogni qual volta capita di leggere o di sentire la parola netart, ecco uno dei festival internazionali storicamente più attenti, esplicativi e rigorosi relativi al mondo dell’arte in rete, dell’arte di fare rete e dell’arte di usare la rete per interventi radicali e controversi all’interno del sistema di comunicazione di massa. La rassegna The Influencers, nella sua 3 giorni di Barcellona i prossimi 7 e 9 Aprile presso il multiforme CCCB, è quindi dedicata alla rappresentazione di esempi e opere a cavallo tra arte e comunicazione attraverso i nuovi media. Non solo internet quindi, ma rete e integrazione tra media nel senso più ampio del termine.

Ma non abbiate timore. Sebbene le polemiche sul corretto utilizzo di un termine quasi pop come quello di netart (controverso e beffardo il destino di una disciplina da sempre legata al ground-breaking e alle radici attiviste) siano oggi all’ordine del giorno strettamente connesse ad oracoli funerei sul suo destino futuro, la rassegna The Influencers è legata a doppio filo all’umanità artistica, all’immaginario attivista, alla controcultura dell’anti-comunicazione di massa che ha reso “famosa” la netart come disciplina d’avanguardia dell’arte digitale. Non a caso The Influencers prende spunto dall’esperienza tutta italiana del D.I.N.A. (Digital is not analog) e della rete mittelleuropea dei netartisti della prima ora (e non solo ovviamente), per dimostrare al mondo (o a se stessi) di avere ancora un senso di sopravvivenza in un epoca in cui le definzioni restrittive sono cadute e l’arte digitale non è più solo di Internet ma piuttosto dei Media e dell’integrazione orizzontale tra essi.

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The Influencers presenta quindi a Barcellona (già sede delle passate edizioni del DINA) un festival di media action e radical entertainment. Nulla di più enfatico quindi, ma nello stesso nulla di più affascinante ed esplicativo di come sia possibile, oggi anche più di ieri, utilizzare le tecnologie di rete (internet, integrazione tra media, peer to peer, social networks) per sovvertire le strategie di mercato, i meccanismi di comunicazione, le pratiche consumistiche, le cattedrali dell’arte e quelle dell’entertainment, le volgari e fastidiose fandonie della politica. Hacktivismo di rete in altre parole, l’unica strada possibile per la netart e la sua sopravvivenza e giustificazione (se di giustificazione si vuole parlare) nel complesso panorama della cultura digitale.

Tra gli artisti invitati a The Influencers alcuni nomi storici del panorama netartista mondiale: dagli Yes Man a Josh On, da Eddo Stern a Dragan Zivadinov, da Cesky Sen al gruppo di Adbusters. Tutti impegnati a rendere la rassegna un evento di radical entertainment con i loro lavori che sfondano i confini della netart per muoversi in modo radicalmente sovversivo tra arte, politica, marketing, comunicazione, videogames, immagini, video e musica.

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Come recita del resto il bando della rassegna: “The Influencers often take advantage of favourable situations for their actions and for a moment, without asking permission, they take over the codes used in art, politics or business. It’s not about new forms of counter information, or art or technology with political content. These projects are just a seductive and often surrealistic reaffirmation of ideas that are already in everybody’s minds. But be warned: if you are only concerned with content you may be disappointed, because their skill involves devising a frame that is almost invisible, almost, within mass culture”.


http://theyesmen.org/

http://theyrule.net

http://www.exxonsecrets.org/

http://www.antiwargame.org

http://eddostern.com/

http://www.ljudmila.org/embassy/

http://www.nskstate.com

http://ceskysen.cz/

http://www.adbusters.org

http://makrolab.ljudmila.org 

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