Quest’anno The Influencers promette davvero bene. Ma, ad essere sinceri, quando mai ha deluso il suo affezionato pubblico o non ha sorpreso positivamente chi lo scopriva per la prima volta? Il festival più originale e vivace di Barcellona, nel 2012, arriva all’ottava edizione e come sempre avrà luogo al CCCB, dal 9 all’11 febbraio.

Il programma, concepito dagli esperti direttori Bani Brusadin ed Eva e Franco Mattes (0100101110101101.ORG) include artisti difficili da categorizzare: non si identificano in base a una disciplina o a un supporto, ma hanno in comune la capacità di andare controcorrente con inventiva e intelligenza, mettendo in discussione quello che si dà per scontato, aprendo finestre su angoli del mondo senza possibilità di espressione, generando visioni e realtà parallele nelle quali si identifica un pubblico estremamente variegato e trasversale.

Ad aprire le danze sarà Voina, un collettivo radicale russo composto da circa venti artisti che, con performance oltraggiose e provocatorie (la più famosa è l’enorme pene dipinto sul ponte levatoio davanti alla sede dell’FSB, ex KGB, a San Pietroburgo), sfidano l’estabilishment russo e attaccano l’omofobia, il razzismo e le azioni totalitarie dello Stato.

In base ai loro principi, non combattono la loro “guerra” (questo il significato di Voina in russo) nelle gallerie d’arte, che considerano focolai di “spazzatura conformista”, ma in prima linea nelle città, nel fango delle gelide strade russe, nelle stazioni di polizia, nei locali, nei tribunali. E nei musei, ma non nella forma in cui tradizionalmente gli artisti fanno notare la loro presenza.

Per mesi la Russia si è chiesta come comportarsi nei confronti di questo collettivo, noto e riconosciuto a livello internazionale, che è stato addirittura eletto curatore associato della Biennale di Berlino del 2012. Sembra essere prevalsa una politica di tipo repressivo: un membro del Voina è infatti attualmente in carcere in attesa di giudizio, un altro è stato illegalmente arrestato durante le manifestazioni per chiedere l’annullamento delle recenti elezioni politiche in Russia, ma è riuscito a fuggire dalla stazione di polizia, un altro ancora ha dovuto lasciare il paese e rischia ora di essere raggiunto da un mandato di arresto internazionale.

Dopo uno degli ultimi arresti, il noto street-artist Banksy si è offerto di pagare la cauzione, richiamando l’attenzione dei media sulla causa del gruppo e dando vita a un movimento in difesa di Voina cui si sta unendo gran parte della comunità artistica internazionale. Il festival The Influencers parteciperà offrendo ai membri di Voina in visita a Barcellona l’opportunità di realizzare anche qui, come in molte città nordamericane ed europee, l’azione Voina Wanted.

Un’altra star di quest’anno sarà il Reverendo Billy, già ospite nel 2004, che tornerà dopo sette anni densi di progetti degni di attenzione, come la realizzazione del film What would Jesus buy?, (che verrà proiettato durante il festival), la candidatura a sindaco di New York e la partecipazione a Occupy Wall Street. Per chi ancora non lo conosca, il Reverendo Billy è un falso predicatore che esorta la gente ad allontanarsi dal consumismo e a lottare per la giustizia economica, la tutela dell’ambiente e l’anti-militarismo.

Le sue azioni hanno luogo per la strada, nelle grandi catene di negozi o nei centri commerciali e spesso sono accompagnate dal multietnico coro gospel della sua Church of Earthalujah, una comunità di attivisti che guida insieme a sua moglie Savitri D. Nel programma del festival è prevista anche un’azione a sorpresa del Reverendo Billy e ci sarà da divertirsi (e da riflettere!): nel 2004 andò a leccare varie parti di uno Starbucks per dimostrare che il corpo lo rigettava: un’azione che scatenò il panico dei vari McDonald’s e KFC circostanti e che lasciò ampiamente perplessa la polizia intervenuta.

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Il terzo grande protagonista del festival è il photograffeur francese JR, vincitore del prestigioso premio TED nel 2011. La sua carriera nell’ambito dell’arte “pervasiva” è cominciata quando aveva quindici anni, dopo aver trovato una macchina fotografica nella metropolitana di Parigi. Dai graffiti dipinti sulle pareti e le terrazze di periferia, JR è passato ai ritratti, cercando la vita dietro la tragedia e il quotidiano delle persone al di là della retorica dei media.

Sono cominciati così progetti che lo hanno portato a viaggiare sempre più spesso in paesi in via di sviluppo, in zone di conflitto e di povertà, privi di musei e di luoghi dedicati alla cultura. Da Face2Face in Medio Oriente, la più grande mostra d’arte illegale di tutti i tempi, che dimostrava l’uguaglianza di palestinesi e israeliani e cui è dedicato il pluripremiato film Faces di Gerard Massimino, all’incredibile intervento nella favela brasiliana di Providencia, che ha dato il via a Women are heroes. Il progetto, dedicato alle donne (“pilastri delle loro comunità, discriminate in tempi di pace, principali obiettivi in tempo di guerra”), è stato realizzato in vari paesi dell’Africa, ogni volta riuscendo a innescare nei villaggi e nelle città dinamiche virtuose e destinate a durare.

Per mantenere la promessa fatta alle persone che partecipavano al progetto, JR ha portato le loro storie con sé durante i suoi viaggi, esibendole negli Stati Uniti e in Europa. La documentazione di Women are heroes è diventata anche un film selezionato al Festival di Cannes nel 2010. Nel 2011, JR ha vinto il premio TED e per l’occasione ha espresso il desiderio di coinvolgere il mondo in una nuova opera d’arte globale. Così è nato il progetto Inside Out, una mostra dove tutti hanno la possibilità di esporre, che si trova su Internet e nelle strade del mondo e che The Influencers sta organizzando a Barcellona durante i giorni del festival. Poster con i ritratti fotografici delle persone che ci vorranno mettere la faccia, saranno attaccati su una grande parete collettiva.

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E le proposte non finiscono qui, tra le altre anche Jill Magid. Delicata esploratrice dei segreti, dell’autorità e della vigilanza, delle tensioni emotive, filosofiche e giuridiche tra l’individuo e le istituzioni destinate a “proteggerlo”, Jill cerca di instaurare rapporti intimi con strutture impersonali, spesso utilizzando dinamiche di seduzione. Analizza sistemi che funzionano a distanza, cancellando l’individuo; ricerca la fallacia del loro punto di vista onnisciente, il loro modo di avere una memoria (ma spesso di non riuscire a ricordare), la loro posizione fondamentale nella società, che li fa apparire invisibili e intangibili.

Le sue ricerche producono risultati in forma di testo, video e installazioni multimediali e storie che spesso assumono la forma di lettere d’amore. Tra i suoi progetti più noti e recenti, Article 12/The Spy Project, durato cinque anni e che l’ha portata a stretto contatto con i servizi segreti olandesi. La mostra che ne è derivata suggeriva la possibilità di invertire la relazione tra osservatori e osservati. Alcune delle opere esposte sono state proibite o confiscate, ma Jill ha saputo trasformare questi fatti in deviazioni interessanti, in spunti di riflessione e in materiale per proseguire il suo progetto.

C’è poi Evan Roth, autore prolifico la cui attività assume molte forme diverse, l’insegnamento, la collaborazione, l’ingegneria, la raccolta di immagini gif, l’analisi dei graffiti, l’arricchimento del dominio pubblico, lo sviluppo di strumenti per aumentare la consapevolezza dei problemi legati alla libertà, in rete e di espressione. La produzione artistica di Evan è centrata sulle aree dell’open source, della cultura popolare e del folklore digitale nelle reti 2.0 e si basa soprattutto sul codice e sul Web, perché sono strumenti gratuiti che permettono di pensare, realizzare e pubblicare un progetto in poche ore.

Evan è cofondatore, con James Powderly, del Graffiti Research LabFree Art and Technology Lab. Quest’ultimo è una rete di artisti, ingegneri, scienziati, avvocati e musicisti che si propone di arricchire il dominio pubblico con lavori creativi e tecnologici orientati alla ricerca e allo sviluppo, nella zona dove si incontrano la cultura pop e la tecnologia gratuita.

Tra i suoi membri figurano personaggi come Theo Watson, Aram Bartholl, Golan Levin, Kyle McDonald e Tobias Leingruber, e tra i suoi progetti più recenti il China Channel, un plugin per Firefox che permette di navigare come in Cina e capire cosa significa la censura sul Web, Occupy the Internet, una manifestazione virtuale su Internet che permette di esprimersi anche a chi non ha potuto scendere in piazza e Fuck Google!!!, una serie di progetti realizzati nell’ambito del Transmediale 2010.

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Il web è anche il medium e il soggetto della produzione artistica di Constant Dullaart, olandese con base ad Amsterdam e a Berlino dal curioso nome che suona come la frase inglese “arte costantemente noiosa”. Il suo lavoro consiste nell’esplorare i linguaggi e le immagini che circolano attualmente su Internet e nel cambiare il loro contesto. Dai progetti online, come le pagine di Google perfettamente funzionanti ma dal comportamento anomalo di The Revolving Internet, The Sleeping Internet e The Disagreeing Internet, alle ricreazioni fisiche, video (YouTube as a Subject, DVD Screensaver Performance) e scultoree (YouTube as a Sculpture) degli elementi caratteristici di YouTube, Dullaart è perennemente alla ricerca di nuove forme di utilizzo del web e di proposte creative per sovvertire le sue convenzioni.

Potrà far sorridere, ma quella di lanciare le torte in faccia è una rispettabile pratica attivista di lunga tradizione, completa di una propria letteratura, tanto che Wikipedia dedica un’intera voce all’elenco dei personaggi famosi che hanno subito questo trattamento: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_people_who_have_been_pied. Esattamente di questo si occupano i Biotic Baking Brigade, ultimi invitati del festival, che nella lista dei loro obiettivi possono vantare, tra gli altri, Bill Gates, i sindaci di San Francisco Willie Brown e Gavin Newsom, il predicatore anti-gay Fred Phelps, l’economista Milton Friedman, il re svedese Carl Gustaf e il primo ministro canadese Jean Chrétien.

Ispirandosi allo scrittore, critico, attore e noto tiratore di torte belga Noël Godin, soprannominato “Georges Le Gloupier”, e al suo collettivo International Patisserie Brigade, i BBB hanno capito che l’impatto mediatico di queste azioni è decisamente superiore a quello che si ottiene con le manifestazioni tradizionali riuscendo ad attirare l’attenzione mondiale su cause ambientali e sociali come l’ecologia, il bioregionalismo, l’economia a scala umana e la gastronomia genuina.

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Nel panorama culturale di Barcellona, che minaccia, nel prossimo futuro, di diventare sempre più desolato, il festival The Influencers rimane un punto di riferimento per un pubblico non solo locale, aprofittando dell’occasione per trascorrere tre giorni di divertimento “intelligente” nella capitale catalana.

Chi non riuscisse ad assistervi personalmente, potrà sempre aspettare la pubblicazione dei video delle conferenze e delle azioni, che ogni anno vengono aggiunti integralmente sul sito web del festival, e nel frattempo intrattenersi con quelli delle edizioni precedenti. The Influencers dispone naturalmente anche di una pagina Facebook e di un account Twitter che permettono ai fan di pregustare le delizie del festival e di rimanere informati sulle azioni, sulle attività proposte e sulle avventure dei suoi invitati.


Sitografia:

THE INFLUENCERS
http://theinfluencers.org/
http://www.facebook.com/The.Influencers.festival
http://twitter.com/the_influencers

VOINA
http://en.wikipedia.org/wiki/Voina
http://en.free-voina.org/

REVERENDO BILLY
http://www.revbilly.com/

JR
http://www.jr-art.net/
http://www.insideoutproject.net/
http://www.womenareheroes.be/
http://www.tedprize.org/jr-2011-ted-prize-winner

JILL MAGID
http://www.jillmagid.net/
http://evidencelocker.net/
http://www.lincoln-ocean-victor-eddy.net/

EVAN ROTH
http://evan-roth.com/
http://fffff.at/
http://www.graffitiresearchlab.com
http://www.eyewriter.org/

CONSTANT DULLART
http://www.constantdullaart.com
http://www.youtube.com/user/constantdullaart
http://net.artdatabase.org/
http://therevolvinginternet.com/
http://thesleepingInternet.com/
http://www.thedisagreeinginternet.com/

BIOTIC BAKING BRIGADE
http://en.wikipedia.org/wiki/Biotic_Baking_Brigade

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