È, giustamente, uno dei progetti in rete più noti. Creato nel 2001 da Josh On, e dotato nel 2004 di una interfaccia più accattivante e funzionale, They Rule è un sito che consente la visualizzazione di un network sociale molto particolare, quello costituito da coloro che siedono nei consigli direttivi delle grandi multinazionali e nei centri di potere politico.

Sfruttando la straordinaria malleabilità del suo database, molti artisti e attivisti ci hanno messo le mani, creando “mappe del potere” che sono, in sé, opere autonome. Data la sua notorietà e la sua storia, non avrebbe molto senso riparlarne se non fosse che il sito è stato arricchito di recente di alcune potenzialità che l’hanno reso ancora più interessante. Qualche mese fa, infatti, Josh On ha messo a disposizione degli utenti il database di “They Rule”, che può essere scaricato e utilizzato come punto di partenza per tutta una serie di nuovi progetti. Ed è proprio utilizzando questo ricco archivio che Ian Bogost eT. Michael Keesey hanno creato, nell’ottobre 2004, Horde of Directors, un videogame che si serve delle informazioni ivi contenute in una forma inedita.

.

Il giocatore veste i panni dell’attivista, la cui missione (impossibile) consiste nel tentare di convincere i “dirigenti” delle varie multinazionali a sviluppare delle politiche meno votate al profitto e più attente alle problematiche attuali. Si tratta di una missione frustrante, sia per la quantità dei dirigenti da convincere, sia per l’oggettiva difficoltà di comunicare con delle persone che non sembrano minimamente disposte ad ascoltare: una frustrazione che Bogost e Keesey riproducono efficacemente attraverso un “gameplay” basato unicamente su un cliccare frenetico e ripetitivo, e su una colonna sonora ritmica ed incalzante. Del resto, è evidente che il software non intende offrirci la soddisfazione del gioco, quanto disegnare il ritratto di un mondo di individui in doppiopetto e tailleur, chiuso a ogni dialogo che non sia il loro fitto blaterare, e assolvere alla funzione quasi didattica di informarci sulla composizione dei board delle multinazionali più influenti e sulle argomentazioni di chi questa classe dirigente la combatte.

“Horde of Directors” è per ora un esperimento isolato; ma la fortuna di “They Rule” , unita all’attrattiva di un database già pronto e sempre aggiornato, induce a sperare che un network di artisti e designer ne segua presto l’esempio.

.

Nel frattempo, ci si può sempre consolare con un giretto nel blog di “They Rule”, un interessante punto di partenza per una esplorazione della rete lungo le direttrici che hanno ispirato il progetto. Fra i link più interessanti, quelli che puntano alle numerose fonti da lui consultate per implementarne l’archivio, cui si affiancano quelli ad altri progetti di media attivismo e a diversi esperimenti di mappatura dei network sociali; e poi ancora link ai siti della sinistra, riflessioni sull’attualità politica, recensioni.

Qua e là compare anche qualche software, fra cui un paio di lavori minori, ma assolutamente impeRdibili, dello stesso Josh On: come Texas Drawl, che permette all’utente di mettere in atto un allegro defacement del volto di Bush; o come The Most Important Elections of Our Lifetime, un elementare gioco in flash in cui Bush e Kerry sono presentati come le due facce di un’erma bifronte. Il giocatore è invitato a attribuire all’uno o all’altro candidato una serie di affermazioni realmente pronunciate e opportunamente decontestualizzate: il numero di errori rende evidente la straordinaria somiglianza tra i due candidati di quelle che sono state definite le più importanti elezioni politiche del nostro tempo.

.

Fra gli altri lavori presenti, segnaliamo almeno ForwardTrack, l’ultimo prodotto della sezione “ricerca e sviluppo” di Eyebeam: un progetto di social networking che si può scaricare e installare sul proprio computer (in una forma, per ora, ancora poco user friendly), e che consente di visualizzare un network di relazioni e di tracciare la partecipazione di ogni membro all’azione collettiva.

Di grande interesse anche Social Circles, di Marcos Wescamp e Dan Albritton (gli autori del celebre Newsmap), che permette una visualizzazione estremamente efficace e intuitiva dei sistemi di relazione che si raccolgono attorno a una mailing list. L’applicazione, nata per rappresentare le dinamiche interne a una serie di community predefinite (fra cui Rhizome e Empire), si è di recente arricchita di una nuova estensione, DYI social circles, che consente a qualsiasi utente di mappare, inserendo i dati del proprio account email, il network di cui fa parte e il proprio ruolo in esso. E di dimostrare che se Loro comandano, anche Noi siamo ben organizzati….

 


www.theyrule.net

www.lcc.gatech.edu/~bogost/horde/

www.futurefarmers.com/texasdrawl/

www.theyrule.net/mostimportantelection/bk_content.html

http://forwardtrack.eyebeamresearch.org/

http://marumushi.com/apps/socialcircles/

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn