Memefest è ormai giunto al quarto anno, ed è internazionalmente conosciuto come il “Festival of radical communication” (il Festival della comunicazione radicale). Coinvolge annualmente più di 300 teorici, artisti e studenti di comunicazione, sociologia, visual e design art e tutti coloro che vogliono contribuire con il loro talento allo sviluppo delle forme collettive di antagonismo culturale. Il festival si svolge quasi del tutto online (quest’anno anche in versione latino-america in spagnolo e portoghese), rendendo così possibile una partecipazione realmente interculturale al di là dei confini geografici. Il Call for Contributions, recentemente diffuso nel web, invita gli interessati a una visione indipendente e “altra” dell’arte del comunicare, a collaborare attivamente: la deadline è il 20 maggio 2005.

Memefest nasce dalla riflessione che c’è troppo talento e conoscenza disperso (e sprecato) nell’industria del marketing e della pubblicità, che punta a vendere prodotti e idee estranee allo sviluppo di una cultura mediatica realmente critica. Il Festival, invece, vuole mettere in luce tutti quei guizzi creativi e teorici nati non tanto per “fare soldi”, ma per diffondere e sviluppate forme di pensiero positivamente creativo. Virus benefici e fecondi della mente che vengono chiamati “memi”. In accordo con la teorica “memetica” un meme è un’idea contagiosa che si replica come un virus, viaggiando da una mente all’altra. I memi funzionano allo stesso modo dei geni e dei virus, propagandosi attraverso i network di comunicazione e attraverso il contatto diretto fra le persone.

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Negli anni ’70, molti autori hanno sviluppato queste idee, fra cui Richard Dawkins, che ha scritto il libro “The Selfish Gene”. Al giorno d’oggi, i più grandi conflitti si combattono con le idee, che hanno assunto un potere pervasivo: i “memi” sono spesso creati e diffusi per confermare e legittimare ideologie e dogmi e non sono autonomi e fecondi. Il Memefest Festival, vuole proporre un uso positivo e indipendente delle proprie idee, favorendo l’autonomia e la cirticità del nostro pensiero. L’anno scorso il tema del Festival è stato “Cyberwar is Coming”, quest’anno, Memefest chiede a sociologi ed esperti dei media (sono ben accetti soprattutto studenti) di rispondere criticamente al testo “Nowhere to Hide” di Douglas Rushkoff, che mette in risalto i tentativi più sovversivi dei pubblicitari di convincere l’audience, riflettendo sulla violenza dei e nei media.

Si può scegliere di inviare un lavoro considerando quattro diverse categorie: scienze della comunicazione, sociologia, visual art e Beyond, categoria che presenta una sezione indipendente all’interno del Festival. Le prime due categorie richiedono testi critici, visual art considera installazioni o opere interattive e Beyond coinvolge tutti coloro che lavorano criticamente nell’area accademica o degli eventi artistici che abbiano voglia di diffondere messaggi positivi e contaminanti…Per Beyond e la categoria visual art, il testo di riferimento è “The People’s Communication Charter”, considerato il manifesto democratico contro l’uso scorretto e pregiudiziale dei media, in vista di un’utopica società in cui tutti abbiano uguale accesso alla comunicazione. Nel sito è possibile vedere i contributi dell’anno passato (più di 350 da 36 paesi diversi), leggere il regolamento di quest’anno e inviare direttamente la propria application form, che sarà giudicata da esperti internazionali.

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www.memefest.org/en


FAQ: memefest@memefest.org

ABC: www.THE-ABC.org

Support: www.rebelart.net

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