Santiago, Santiasco, Sanhattan: la capitale dello stato più occidentalizzato dell’America Latina, lontana anni luce dall’immaginario un po’ eurocentrico della città latina barocca e decadente piena di gente pittoresca, è una metropoli di sette milioni di abitanti che pare puntare a un immaginario contemporaneo, consumista, totalmente affidabile per l’Europa e gli Stati Uniti che costruiscono un immaginario “latinoamericano” fatto di indigeni, povertà, scontri sociali, dittature rosse che sarebbero uguali a quelle militari.

Il Cile, che apparentemente avrebbe risolto le questioni pendenti con la dittatura di Pinochet (1973-1990) e che dopo anni di un governo di transizione e una decade fatta di privatizzazioni (con conseguente avvicinamento acritico alle meraviglie portate dall’estero, a partire dalle aziende di servizi che hanno comprato quasi tutte le infrastrutture del paese, una volta pubbliche), ora si ritrova a presentarsi come la punta di diamante di un continente in inevitabile crescita economica.

La Biennale di Video e Nuovi Media di Santiago appare in questo contesto l’esatta rappresentazione della nuova costruzione identitaria del paese, moderna e rassicurante, che pare voler passare oltre – e sopra – la storia recente per abbracciare un radioso presente fatto di tecnologia ed economia di mercato. Così come la Biennale presenta, oltre a rassegne video di tutto il mondo, anche “prodotti” ipertecnologici in sale sponsirizzate da gigantografie della Sony senza soffermarsi sulle problematiche legate all’uso sociale e politico dei nuovi mezzi di comunicazione (ed a questo proposito si veda l’intervista al collettivo Troyano), così il Cile si ritrova oggi ad esaltare un presente fatto di futuro, evoluzione, novità. Senza fare i conti con la Storia. Senza fare i conti con una società ancora chiusa (in cui da poco è stato legalizzato il divorzio ma non si può ancora parlare di aborto) e controllata da una struttura giuridica e politica che è la stessa (o meglio: rimasta invariata) da quella ri/costruita da Augusto Pinochet dopo il colpo di stato (costituzione, sistema legislativo e politico, la stessa burocrazia che ancora fa parte dell’apparato politico del paese sono le stesse instaurate dal dittatore subito dopo la violenta conquista del potere).

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Qualcosa però è scappato al meccanismo mainstream ed un po’ illusorio della Biennale dei Nuovi Media di Santiago, che all’interno del progetto Troyano:Elena, ha accolto la presentazione di un progetto di recupero della memoria storica cilena basato sull’uso intrecciato di un sito internet, trasmettitori satellitari, una ricerca storica, un gruppo di ricercatori dell’Universidad de Chile e due artisti/attivisti italiani. L’operazione Memoria Historica de Alameda è esattamente questo, una ricerca sulla memoria recente del Cile ed il suo racconto intermediale negli spazi pubblici di Santiago.

I target dell’operazione sono gli abitanti della città, ed in seconda istanza gli utenti del sito ufficiale del progetto, che possono consultare e fruire una serie di materiali multimediali che raccontano e rievocano la storia recente in alcuni punti chiave della capitale cilena. Lo spazio scelto è l’Alameda, l’arteria principale di Santiago del Cile, oggi rinominata ufficialmente – e senza successo perché nessun cittadino di Santiago la chiama così- Avenida Libertador Bernardo O’Higgins. L’Alameda è la strada che ospita gli edifici principali della città tra cui l’edificio presidenziale, la Moneda, tristemente presente nell’immaginario collettivo, anche non cileno, per il bombardamenti aerei inflittigli l’11 settembre 1973, giorno del colpo di stato di Pinochet e dell’uccisione del legittimo presidente del paese Salvador Allende.

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A progettare e realizzare Memoria Historica de Alameda il progetto on line Netzfunk, che si autodefinisce “rete elettromagnetica di artisti dispersi, che ha come scopo la produzione e la distribuzione di strumenti e materiali sovversivi”, in collaborazione con l’Università di Torino che hanno sviluppato tra maggio e luglio 2005 il Laboratorio di Estetica e Tecnología Soave, nel Dottorato di Filosofia con menzione Estetica e Teoria dell’Arte dell’Universitad de Chile.

Ma come funziona Memoria Historica de Alameda che vediamo definita come progetto di “locative media”? In primo luogo, in collaborazione con gli studenti del Dottorato dell’Universidad de Chile si è realizzata la ricerca e l’archiviazione di una serie di materiali multimediali (video, foto, voci) legati alla dittatura cilena e trovati in archivi pubblici e privati (spezzoni di pellicole, suoni ambientali, registrazioni d’epoca ed anche interviste realizzate ad attivisti dell’epoca del Frente Nacional, la coalizione che appoggiava il presidente Allende).

Tutti questi materiali sono stati poi assemblati e resi fruibili con una coordinata satellitate GPS lungo il tracciato dell’Alameda. Le persone coinvolte nell’operazione, dotate di uno zaino contenente un sistema di ricezione satellitare, cuffie e palmare, potevano camminare lungo l’Alameda e fruire i materiali multimediali che di luogo in luogo erano automaticamente caricati sul palmare (attraverso il sistema GPS).

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La città di oggi diventa quindi in Memoria Historica de Alameda uno spazio fluido, sensibile e “storico” nello stesso tempo, in cui si compenetrano presente e passato. La storia, di conseguenza, diventa un evento che si è realizzato nel passato ma che ha una consistenza nel presente; quindi, sottolineano gli ideatori del progetto, soprattutto – come monito – nel futuro.

Un esperimento altamente etico e sociale quindi, che ribalta l’uso delle tecnologie che la società di massa finalizza al controllo per costruire uno spazio fisico e mentale in cui la Storia, che non deve mai essere cancellata, diventa una condizione presente su cui ogni individuo sociale dovrebbe riflettere per affrontare quelle incongruenze che forse nemmeno l’elezione della prima presidentessa donna nella storia dell’America Latina (la socialista Michelle Bachelet che dal 15 gennaio 2006 è Presidente del Cile con l’appoggio del Partito Socialista) basterà a risolvere.


www.netzfunk.org/

www.memorialameda.cl/

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