Fridman Gallery – New York
28 / 02 / 2017 – 31 / 03 / 2017

“Evidentiary Realism” è una collettiva che riunisce artisti coinvolti in una forme d’arte investigativa, legale e documentaristica. La mostra cerca di comunicare una forma specifica di realismo artistico, che rappresenta ed evidenzia il concetto di testimonianza all’interno di sistemi sociali complessi. Le opere coinvolte mirano alla ricerca di una verità esplorando la nozione di testimonianza e le sue modalità di rappresentazione.

“Evidentiary Realism” riflette sulla geopolitica post 11 settembre, sulle disuguaglianze economiche in aumento, sulla dissoluzione dei diritti civili e sui disastri ambientali. La mostra ribadisce la rivalutazione del concetto di verità nel contesto di casi come Wikileaks, Edward Snowden, Panama Papers, e i tentativi recenti di combattere l’era post-fattuale.

La condivisione contemporanea e l’elaborazione di informazioni in un ambiente collaborativo universale comporta un senso amplificato della realtà. Fughe di notizie, scoperte e dati vengono confermati e diffusi tra le diverse reti di distribuzione. Tecniche di presentazione e di coinvolgimento del pubblico si sono mosse nella stessa direzione: attraverso la riconfigurazione dei media e dei linguaggi, la testimonianza è presentata attraverso una varietà di strategie e artefici che dialogano con le pratiche artistiche contemporanee.

foto-2Evidentiary Realism si concentra su opere d’arte che privilegiano gli aspetti formali del linguaggio e dei mezzi visivi; allontanandosi dal giornalismo e dal reportage, le opere cercano di essere apprezzate dal punto di vista visivo e di ottenere un riscontro emotivo. La mostra presenta il concetto di testimonianza attraverso la fotografia, il cinema, il disegno, la pittura, la scultura instaurando forti riferimenti alla storia dell’arte. Nello specifico, questi artisti esprimono teoricamente le funzioni estetiche, sociali e documentarie dei mezzi, in relazione al soggetto su cui indagano.

Alcune delle opere abbattono la visibilità in favore dell’astrazione, per sottolineare i limiti della vista, mentre altre utilizzano la rappresentazione o la sintesi per migliorare la visione. Le informazioni codificate e i dettagli sfumati dietro le opere d’arte indicano realtà ampie e fortemente complesse che vengono esaminate attraverso l’evidenza fattuale mostrata. Eppure, queste opere enigmatiche e seducenti fungono da  prova di quanto opaco e intricato sia l’apparato della nostra realtà.

Il processo di tradurre ricerche e documenti in opere d’arte è alla base della mostra. Tali pratiche sono adottate da artisti emergenti e affermati contemporanei e possono essere ricondotte ai lavori di Hans Haacke, Mark Lombardi, e Harun Farocki, tra i primi artisti ad aver investito nella decodificazione di sistemi di potere complessi da convertire in forme artistiche audaci.

foto-3La creazione di tali opere d’arte riflette il realismo contemporaneo, che sta cercando di controllare, prevedere e definire il mondo di oggi. Gli artisti esaminano questa complessità per condannare, documentare e informare attraverso opere d’arte coinvolgenti e dando forma ad una particolare pratica artistica documentaria e investigativa

Curata e organizzata da Paolo Cirio. Presentata da NOME gallery e Fridman Gallery

Artisti: Nora Al-Badri & Jan Nikolai Nelles, Amy Balkin, Josh Begley, James Bridle, Ingrid Burrington, Harun Farocki, Hans Haacke, Thomas Keenan & Eyal Weizman, Navine G. Khan-Dossos, Mark Lombardi, Kirsten Stolle, Suzanne Treister.


EvidentiaryRealism.net

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