Il 5 giugno 2007 una nuova isola è emersa dal mare virtuale di Second Life. Non è tutta palme e fiori, come le altre, non è ornata di sentimental balls e case stile “Beautiful”.

E’ Decoder Island (raggiungibile a questo indirizzo: Decoder 119, 218, 25) e il nome la dice già lunga soprattutto a chi da sempre ha seguito con passione la scena underground e cyberpunk made in Italy. Chi non conosce, infatti, la rivista Decoder? Si è sempre interessata alla tecnologia e alle controculture, sin dal 1987, ed ora approda in Second Life grazie al fondatore Ermanno «Gomma» Guarneri, ma anche alla la casa editrice milanese Shake e Idearum..org. Ad accoglierci all’inaugurazione, un’enorme struttura post-industriale di 5 piani ma anche i colori sgargianti e psichedelici dell’Arte del Prof Bad Trip. Artista sperimentale nel campo dell’illustrazione e punto di riferimento dell’arte contemporanea underground, il Prof Bad Trip aka Gianluca Lerici è stato anche autore delle più interessanti e significative copertine di Decoder. In esposizione permanente sull’isola più cyberpunk di Second Life a parer nostro, parte delle opere raccolte nel volume recentemente pubblicato dalla Shake – L’arte del Prof Bad Trip , appunto – che raccoglie i materiali migliori e quelli meno conosciuti del grande artista purtroppo scomparso a soli 43 anni lo scorso novembre: sketchbook, chine, fumetti, collage, quadri, ed anche il “Pasto Nudo” a fumetti tratto dal romanzo di W.S. Burroughs. Il libro e alcune delle opere si possono persino acquistare nella seconda vita. Per gli avatar, anche le T-shirt del grande Prof a soli 10L dollars.

Con Gomma, che nella sua seconda vita, è un grosso avatar metà punk e metà cyborg, abbiamo avuto una breve discussione in Second Life. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come è nata l’idea di un’isola Decoder e soprattutto quali progetti ha in cantiere per il futuro prossimo.

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Maria Molinari: Come è andata l’inaugurazione dell’Isola? So che in contemporanea c’era un evento anche alla Shake.

Gomma: Direi bene, sono girati intorno ai 100 avatar in un paio d’ore, quasi tutti italiani (non me l’aspettavo). In Shake proiettavamo le immagini da un computer collegato alla sim commentando per chi non conosceva il progetto o addirittura non conosceva sl. Questa dell’alfabetizzazione è sempre stato uno dei punti fermi di Decoder: Insegnare pubblicamente alla gente che non sa usare il computer o qualche sw.

Maria Molinari: E quali sono stati i commenti delle persone?

Gomma: E’ stato strano perché nonostante ci fosse un rete wifi e molti col portatile, tutti (circa UN CENTINAIO) guardavano lo schermone. Una precendete volta ci sono state molte domande, qui era più tipo spettacolo.

Maria Molinari: Forse erano abbagliati anche da Second Life…

Gomma: Secondo me guardavano più la mostra che Second life, il che è un bene.

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Foto di: Ermanno «Gomma» Guarneri

Maria Molinari: Ma come mai avete scelto Second Life?

Gomma: Per noi era l’unico spazio praticabile e accessibile in cui esporre 100 opere dell’artista e ha funzionato, si direbbe. Con un tipo di artista così è difficile trovare un gallerista privato o istituzionale che si prenda la briga di investire 50.000 euro per organizzare un evento.

Maria Molinari: Tu cosa ti aspetti da Second Life?

Gomma: Non mi aspetto altro se non migliorare le relazioni con il prossimo. Il punto è l’amplificazione o la facilitazione del rapporto tra persone o avatar. es: tu puoi fare musica originalissima per second life, ma la forza vera è il social networking che ti permette di far riempire la tua sala da concerto in pochi minuti con gente da tutto il mondo.

Maria Molinari: Decoder è in questo momento una galleria d’arte, è vero, ma allo stesso tempo è essa stessa un’opera d’arte. Chi ha progettato il tutto, chi l’ha costruito, chi ha collaborato e come.

Gomma: E’ stata un partnership tra me e Idearium in particolar modo Axellbor Zinner e Zeelee Kindley. Abbiamo cercato di sviluppare un concept cyberpunk ma non scontato. Axel è un grande programmatore e dalle teoria è passato a una realizzazione perfetta. Io ho supervisionato qui e là, ma sono intervenuto poco.

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Maria Molinari: Molti definiscono l’edificio della mostra in SL post-nucleare…

Gomma: E’ più post industriale che nucleare perché predomina la ruggine. Poi le proporzioni e gli equilibri sono totalmente precari e questo mi piace molto, simboleggia la condizione dell’uomo contemporaneo. Nel post-nucleare, invece, tutto riparte da zero, dalla tabula rasa, presente hiroshima? Dopo un fallout non c’è più nulla.

Maria Molinari: Tu che conoscevi bene il Prof…che avrebbe pensato di tutto questo se fosse stato ancora in vita? Di Second Life, di Decoder Island…? Forse non avrebbe solo esposto le sue opere real life. Forse ne avrebbe create altre per Second Life…Possibile?

Gomma: Non avrebbe creato nulla per second life, non aveva a che fare con internet, era totalmente artigiano. Credo fosse per un rapporto delle persone senza mediazione, cioè senza la presenza di “media” nel mezzo, è una teoria anarchica ripresa tra l’altro anche da Hakim Bey, l’autore di Taz, Zone temporaneamente autonome.

Maria Molinari: Se oggi il Prof fosse stato in vita..gli avresti proposto di fare una mostra in Second Life? Cosa credi ti avrebbe risposto?

Gomma: Sì glielo avrei proposto e lui avrebbe gentilmente svicolato.

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Maria Molinari: La curiosità più grande ora è vedere cosa diventerà Decoder Island. So per certo che ti stai già muovendo per adibire nuovi spazi e organizzare nuovi eventi…Ci vuoi anticipare qualcosa?

Gomma: La faremo diventare uno dei punti di riferimento della scena italiana, come del resto lo è stata e lo è ShaKe per l’editoria. Ormai abbiamo abbastanza esperienza per farlo e anche tanti amici in gamba!.


www.shake.it/profbadtrip.html

www.gomma.tv

www.decoder.it

www.idearium.org

www.leeander.com

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