Osvaldo Cavandoli, maestro del disegno animato, noto per il suo personaggio La Linea, e’ venuto a mancare il 3 Marzo 2007 a Milano, citta’ nella quale risiedeva. Questo il messaggio postumo che il figlio Sergio ha trovato in una busta “da aprire quando non ci saro’ piu’”:

“E’ il ricordo di un artista che ha saputo sorridere e far sorridere sempre, anche adesso che se n’e’ andato.” (Quota da Massimo Maisetti).

Ho l’onore e il dispiacere di pubblicarlo…Ho avuto la fortuna di conoscere ‘Cava’ nel Dicembre 2002, mentre scrivevo la mia tesi di Laurea (“L’animazione del disegno. Un’analisi semiotica”). Riporto, di seguito, un estratto della nostra conversazione, finora inedita, affinche’, tramite il calore e la vivacita’ delle sue parole, riviva nella memoria lo spirito semplice e pratico di tale grande uomo.

Milano, 23/24 dicembre 2002.

.

e.o. _…Faccio il Dams e sto preparando una tesi in Semiotica…

o.c._La semiotica… ecco, mi pare siano dei semi che si buttano nell’ottica… Alla vista occorrono dei semi; si, la semiotica va bene. Sai, io non sono molto legato ai termini…

e.o. _La semiotica vuole studiare come funziona il senso, come si percepisce un determinato significato, o meno.

o.c._Prima viene il disegno, e l’animazione. Poi si aggiungono i suoni. E tutta quella roba che dici tu, i semi dell’ottica.

e.o. _Questa è la linea del tempo, ogni secondo è diviso in venticinque fotogrammi; considero elementi significanti i fotogrammi in cui ci sono delle differenze, delle modifiche progressive…

o.c._Ah, i movimenti! Sai, io parlo in termini… da operaio. La semeiotica, l’ottica dei semi, non… Dunque, tu fai la tesi sulla Linea…

e.o. _Dopo una introduzione sull’arte dell’animazione in generale, ho poi scelto La Linea per un esperimento semiotico, tentando di capire come funziona…

o.c._… il senso!

e.o. _Si, per cercare di capire come un frammento significa; ad esempio quali sono gli elementi che ci permettono di dire o comprendere che qui La Linea è arrabbiata, mentre altrove ci appare contenta, etc. Oltre a ciò, avrei la curiosità di sapere cosa pensa lei del computer…

o.c._Io il computer non lo ho mai voluto, perché ne ho già abbastanza del mio lavoro. Ho un amico che si occupa di quella parte del lavoro. Io gli do un pacco di disegni, il foglio macchina, dove sono riportati i tempi dei disegni, che sono tutti numerati. Vi sono segnati i fermi, e l’ordine delle riprese. Il lavoro che un tempo veniva fatto con la pellicola, oggi si fa con il computer. In media si utilizzano cinque disegni al secondo. Prima viene fatto lo story-board. Il mio lavoro dura da trent’anni. Io ho lavorato sempre così. Pellicola o video, la tecnica, ed i sistemi, sono questi. Poi non so come lavorano coloro che fanno disegno tridimensionale. Adesso spiegami invece qual è il tuo discorso….

.

e.o. _La prima cosa che avevo pensato di chiederle è se ha mai sentito parlare di semiotica.

o.c._So che i semi servono per piantare le piante. Semiotica no, guarda, le parole difficili non sono per me. Prova a darmene il senso, in parole povere.

e.o. _La semiotica studia i sistemi ed i processi di significazione, i linguaggi.

o.c._I linguaggi di una attività, di un lavoro, di che cosa?

e.o. _Un linguaggio può essere verbale, musicale, visivo. È una pratica abbastanza trasversale.

o.c._Io non vado mai per vie traverse.

e.o. _Lei va diretto…

o.c._È dura parlare con me. Io vado via molto liscio, in parole cosiddette povere.

e.o. _Questa intervista si chiama appunto ‘critica del modello‘ proprio perché io immaginavo che lei, da bravo artigiano, mi avrebbe detto che insomma… sono parol,e la semiotica.

o.c._Un artigiano la semeiotica non sa neanche che cosa è.

e.o. _La semiotica studia…

o.c._Tu mi domandi, io ti rispondo, e poi tu lo traduci in semeiotica. Parliamo un linguaggio normale. Io sono un artigiano, lavoro qui.

.

Ho cercato di studiare la semplificazione, perché io le ho fatte tutte, dell’animazione nella mia vita ho fatto di tutto, meno che lavorare col pongo, però i pupazzi, l’animazione disegnata etc, oramai ero diventato un esperto; ed ho cercato di…, ho cercato, e casualmente è venuta fuori questa roba qui. Ho cercato di semplificare per lavorare di più, per poter andare avanti più veloce… Quindi ho cercato di sintetizzare, sintezzare e sintetizzare, sinchè sono arrivato a fare lo story-board, a far vedere… Ho un amico che girava tutte le agenzie, in Italia, e tutti dicevano: “Ma siamo matti! Cos’è sta roba?”, perché vedevano sto coso… Allora c’erano quei film… pubblicitari, Carosello, tipo… la Bibbia, Fabbri Editori, sai, la Gamma, scenografie… e dicevano: “Questo qui? Siamo matti.” E sono arrivato all’agenzia che produceva le pubblicità della Lagostina, le aveva in mano, e han detto: “Mah…” Mi ricordo, sono andato là, han visto il provino, ho fatto un provino in… SuperOtto mi pare, e mi han detto: “E ma sa, facciamone uno di prova” Difatti ho fatto un carosellino, insomma erano due minuti, un minuto e mezzo, non ricordo adesso i tempi, con il suo finale, l’han visto han detto: ” Si, va bene, non è male”. Gli altri si son pentiti tutti!

e.o. _Ci credo.

o.c._Mezza Italia. E quando è uscito…

e.o. _Successo!

o.c._…critica etcetera; perché allora, bhè si ripetevano, un film era fatto in un modo, l’altro era fatto in un altro, e quando han visto il mio, alla televisione, il primo film che è venuto fuori, la gente dice: “Qui è partito il televisore!”, perché vedevano… sta riga da cui usciva poi l’omino: “Mi sa… no!”, ed è stato un successo immediato, grazie a dio. Io devo ringraziare, però, devo ringraziare i gestori della Lagostina, i quali hanno fatto anche un libro del centenario dove ci son su sei pagine su Cavandoli, ma finita la pubblicità io ho fatto novanta filmini, e in Italia non li vogliono. Comunque più che semiotica è fregatura. A me spiace, perché… niente. …

.

o.c._È stato… non è stato uno studio,

o.c._…io voglio fare una cosa… No! È venuto fuori spontaneo, e… grazie a dio, perché poteva finire lì, eh.

e.o. _Io utilizzo molto il computer… Molti giovani, appassionati di video, computer ed informatica, riconoscono la Linea come qualcosa di speciale. Non so se lei ha mai sentito parlare di spettacoli video live …

o.c._Dal vero.

e.o. _Esatto. Questo genere di spettacolo si affianca a una performance, sempre dal vivo, di musica per lo più elettronica. Io ho proiettato, con un gruppo di amici, un estratto del suo lavoro durante una di queste performances… Cosa ne pensa? Lo vede come un pirataggio o come una forma di omaggio?

o.c._Se non viene commerciato a me va bene. Il copyright è violato quando si utilizza materiale altrui a scopo di lucro. Se uno prende un film, me lo copia, poi lo mette in vendita, son milioni che partono dalle sue tasche!

e.o. _No, niente di commerciale. È una fruizione festosa della cosa.

o.c._Va bene, è permesso tutto, basta che non vada in commercio, senò vi stanga il mio agente, vi taglia le gambe.

.

e.o. _Io credo che la traduzione digitale delle creazioni umane le renda in qualche modo simili alla natura, dunque esistenti indipendentemente da un creatore, e suscettibili di trasformazione libera…

o.c._Io ti chiedo una cosa: non parlarmi con termini difficili, perché io sono un artigiano. Se tu vai a parlare di semiotica a un calzolaio quello ti dice: “Oh?!”

e.o. _Il fulcro della mia tesi analizza un frammento di poco più 3 secondi di una sua animazione, nel quale La Linea esterna una boccaccia. Questi tre secondi sono in pratica il mio congedo dall’università. Tentando di produrre molte parole su pochi secondi, ho scomposto con un programma di montaggio video ed un sequencer musicale, questi tre
secondi, frame per frame. Successivamente ho svolto un attento lavoro di analisi comparata dei dati raccolti, e li ho visualizzati con un grafico. Glielo mostro… Ho tentato di fare delle riflessioni… Ad esempio, dico che i frammenti
visivi salienti, quelli ovvero in cui avviene una mutazione, non sono propriamente sincroni ai frammenti sonori salienti, quelli in cui l’ampiezza della traccia audio varia di dimensioni significative….

.

o.c._Esatto! La colonna musicale non è mai in sincrono con l’animazione. Solo la ‘voce’ è incisa in sincrono con i labiali e i gesti. Ascolta, te l’ho già detto. Io il film lo faccio secondo quello che voglio io.

e.o. _Chiaro.

o.c._Perché se lui si incazza ci avrà l’espressione incazzata, o quel che sia. Viene fatto tutto dopo, viene seguito quello che io intendo dire. La musica è in sottofondo, quindi non c’entra. E tutto ciò che è in sincro viene fatto dopo: io spiego al mio amico: “Qui la Linea si arrabbia, qui si rivolta etc” Allora, capito? Viene fatto il personaggio… Io faccio quello che devo fare secondo la storia, secondo il soggetto, quindi lui parla, fa gesti secondo la situazione in cui è. Praticamente non c’è niente di preparato, viene fatto dopo quello che io ho espresso con il disegno.

e.o. _Si aggiunge! Un altro metodo di approccio che ho utilizzato è stata la fruizione del frammento scomponendo i canali audio e video. Il risultato sono state tre differenti descrizioni della medesima cosa, audio, video, ed audiovisivo.
Vi sono effetti di senso che risultano evidenti in ogni caso, e sono dunque ridondanze. In altri casi invece gli effetti differiscono, sino a deformarsi a vicenda nel linguaggio sincretico. Tutto questo rocambolesco giro di apparenze risulta adatto a superare un piccolo gap: la difficoltà di analizzare i linguaggi composti, e i fenomeni sinestetici. Fattore di estrema importanza è, almeno per quanto riguarda il mio lavoro, il fatto che la Linea sia comprensibile in tutte le lingue, in tutti i paesi

o.c._Quello è uno dei vantaggi…

e.o. _…indipendentemente dalla cultura di riferimento

e.o. _Questo è interessante per lo studio del segno, poiché, vediamo ad esempio una immagine in cui la Linea è arrabbiata:

o.c._Eh!

e.o. _…ci sarà il disegno, il segno che ci mostra l’espressione arrabbiata. Questo si può ricollegare alla fisiognomica che è quella scienza che studia le…

o.c._Le espressioni!

e.o. _…espressioni del volto e gli attribuisce un significato.

o.c._Eh, bhe…si!

e.o. _Ed è anche la dimostrazione del fatto che se questi disegni sono comprensibili in tutte le culture ed in tutte le lingue, e quindi vogliono ogni volta dire la stessa cosa, significa che questa..

e.o. _…è universale!

o.c._…poiché nulla è scritto e nulla è detto.

e.o. _Mentre dal punto di vista scientifico la fisiognomica è stata sempre considerata qualche cosa…

o.c._Non parlarmi di scienza perché non… A me non frega niente. Non l’ho mai… Non l’ho mai…ah ah!

e.o._…è sempre stata considerata come qualcosa di poco serio, mentre in realtà la Linea è una dimostrazione poiché se una espressione ci dice comunque che è arrabbiata, e se un’altra ci comunica che sta ridendo…

o.c. _Ride, piange… Tutte le espressioni si ottengono di profilo, perché di fronte non si vedono.

e.o. _…è evidente che…

o.c._Ma è chiaro, non c’è da spiegare tra di noi.

e.o. _Si, tra di noi no, ovviamente. Con il termine ‘sincretico’ intendo multimediale… Come dicevamo ieri, un linguaggio è sincretico quando utilizza diversi canali. Il gap cui mi riferisco è un problema di ordine semiotico…

o.c._Si va bhe ma…

.

e.o. _…andiamo avanti.

o.c._…le parole difficili le metti tu. Tu parla in modo semplice ed io ti rispondo in modo semplice!

e.o. _Diciamo che appunto…

o.c._Perché non è… È la prima intervista che mi viene fatta con tutti questi macelli! Prova a leggere…

e.o. _La sinestesia è un effetto poetico, come quando uno parla di un odore, e lo descrive tramite un colore…

o.c._Le espressioni son quelle. Sono cinque, sei, dieci espressioni sue, che corrispondono alla situazione, a quello che succede, a ciò che vuole dire o esprimere. Son cose così, semplici, non c’è un… io non vado a trovare tutte ste robe strane che… mi chiedi. La Linea mi ha permesso di sintetizzare, con pochi tratti, ciò che nella vitaè complesso ed, alle volte, incomprensibile. Siccome è molto semplice, non vedo delle giustificazioni su certe cose che avvengono nei miei film.

e.o. _ Proseguiamo: cosa pensa dell’Intelligenza Artificiale?

o.c._È una ‘cazzata’. Queste sono le mie… Scusa, eh! Queste sono le mie risposte, perché è la prima volta che mi viene fatta una… un’intervista di questo tipo…

e.o. _Lei è nato nel 1920… Qual è, in breve, la sua esperienza della guerra?

o.c._Eh, la guerra io non l’ho fatta perché ero…

e.o. _Meglio!

o.c._Devo dire che la guerra ha risparmiato il sottoscritto e i suoi cari.

e.o. _Potrebbe elencarmi almeno un paio di differenze lampanti tra la guerra che ha vissuto a suo tempo e l’eterno conflitto che stiamo oggi vivendo?

o.c._Oggi la guerra è subdola perché non dichiarata. Ai miei tempi era ben definita. Adesso è dura.

e.o. _Adesso c’è sempre! Ha mille forme.

o.c._Io guardo i miei nipoti e mi chiedo domani che cavolo di mondo troveranno, veramente. Perché vedi, qui non c’è più limiti. Ti arriva uno, ti butta una bomba, e chiudi.

.

e.o. _Mi piacerebbe raccogliere da lei un’eredità da tramandare ai posteri, forse il solito testamento per le nuove generazioni, oppure un semplice consiglio… Insomma ci sarà qualcosa che lei sente di voler suggerire ai giovani… Provi a spiegarlo a me. Accetto anche concetti disegnati, le parole non sono ‘conditio sine qua non’.

o.c._“Prendi una matita, (meno impegnativa di una penna) e traccia su un foglio bianco ciò che nella tua mente e, soprattutto, nella tua fantasia si propone. Traccia e ritraccia sino a che il tuo pensiero si realizza, non importa se imperfetto.”

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn