Se si può affermare senza remore che la fine del ventesimo secolo sia stata caratterizzata da un elevato interesse scientifico e mediatico per la biologia molecolare, allo stesso modo si può dire che nel decennio passato il dibattito politico si sia concentrato sulle paure legate all’utilizzo di sostanze geneticamente modificate come armi batteriologice.

Uno degli attori fondamentali in questo dibattito è stata l’amministrazione politica americana che, successivamente agli avvenimenti dell’11 Settembre 2001, ha teso a strumentalizzare a proprio vantaggio questa paura. Il collettivo Critical Art Ensemble è stato il gruppo artistico che più di ogni altro, in questi anni, si è occupato di porre l’opinione pubblica a diretto contatto con le ansie generate dalla coltivazione di piante transgeniche o da disastri batteriologici fantasma. E lo ha fatto sia utilizzando gli stessi strumenti della scienza, producendo oggetti reali che sono l’incarnazione di quelle inquietudini, sia attraverso la diffusione di informazioni che proponevano un’analisi alternativa a quella ufficiale.

Da qualche mese è stato finalmente pubblicato in Italia (in modalità Copyleft, per copiare e diffondere liberamente i contenuti senza fini di lucro) il loro libro Lo spettro della peste, Elèuthera, Milano, 2011, traduzione dello storico testo Marching Plague: Germ Warfare and Global Public Health, pubblicato dal CAE nel 2007 per Autonomedia.

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In questo testo il CAE rende palese come i programmi per le guerre batteriologice siano stati utilizzati a fini economici dall’amministrazione Bush e non solo. La minaccia di attacchi con armi che utilizzano batteri, definite armi di distrazione di massa, è stata, storicamente un espediente propagandistico per distogliere l’attenzione da quelle che sono le reali emergenze sanitarie mondiali e per giustificare la militarizzazione degli investimenti pubblici. Il perverso ingegno militare ha trovato in questi argomenti il modo per espandersi economicamente senza controllo.

Il collettivo spiega con estrema lucidità la logica contorta che vi è sottesa: […] a causa di una fantasia paranoica viene ideata una data tecnologia, che è poi realizzata in modo da proteggere la cittadinanza proprio da quella fantasia paranoica […] L’industria della «difesa» ha così trovato un modo eccellente per espandersi all’infinito: fino a quando gli apparati militari saranno in grado di immaginare nuove possibili minacce, l’industria della «difesa» potrà continuare a trasformare gli incubi in realtà a suo proprio vantaggio(p. 76).

Lo strumento che permette questa speculazione economica è la montante paura di qualcosa scarsamente conosciuto ma che non costituisce una minaccia effettiva. Nel libro il Critical Art Ensamble riporta esempi dettagliati di esperimenti fallimentari nell’ambito della ricerca per gli armamenti batteriologici. Si tratta di eventi storici che il CAE ha riprodotto anche in alcune performance-installazioni di Teatro-Scienza, azioni in cui si invitano gli spettatori ad entrare in stretto contatto con le tematiche legate alle biotecnologie attraverso strumenti e materiali normalmente ad uso esclusivo dei laboratori di ricerca.

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Così, nell’installazione Germ of Deception (2005), gli spettatori potevano visionare la documentazione di un esperimento militare americano del 1950. In occasione di questo test, un gruppo di ricercatori aveva liberato nell’aria il batterio Serratia marescens per simulare un attacco batteriologico all’antrace. Naturalmente si trattava di un batterio inoffensivo.

In quella occasione il dipartimento di difesa americano valutò l’esercitazione come riuscita, ma dimenticò di menzionare che il 100% di diffusione dei germi non significasse il 100% di infezioni nè 100% di mortalità. Ciò nonostante la notizia dell’esperimento indusse ad investire ulteriori capitali nella ricerca sulle armi batteriologiche, quando già nel 1932 diversi esperti avevano dichiarato che un qualsiasi investimento per lo studio di queste armi sarebbe stato un inutile spreco di risorse. Infatti, quel tipo di armi risultava essere controproducente e instabile, con scarse probabilità di ottenere i risultati cercati.

Nel 2007 il Criticl Art Ensamble durante l’azione Target Deception ha ripetuto la liberazione dei batteri nella cittadina tedesca Liepzig.  In questa serie di performance che vanno sotto il nome di The Marching Plague (2005-2007), tenute, nell’isola di Lewis, in Inghilterra e a Liepzig, in Germania, il collettivo mette in scena un attacco batteriologico, immettendo nell’ambiente batteri modificati geneticamente senza naturalmente provocare alcun danno alla fauna, alla flora o alla popolazione

Questa attività di controinformazione, volta a destabilizzare il potere politico e a riconquistare autonomia e libertà di pensiero, ha causato non poche conseguenze per i membri del CAE. Già una delle performance Geneterra, tenutasi nell’Aprile del 2002 presso l’Università di Washington, destò le preoccupazioni degli organizzatori. Erano previste una serie di azioni con le quali il gruppo cercava di avvicinare i partecipanti al procedimento scientifico che sta alla base della creazione di nuovi batteri. Al pubblico veniva data la possibilità di applicare sul posto questo procedimento partendo da un prelievo di sangue. Alla fine di un percorso di informazione e scoperta erano i partecipanti stessi a decidere se liberare o meno il batterio nell’aria.

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Il comitato di biosicurezza dell’Università, però, vietò la liberazione del batterio perché ci sarebbe stata la possibilità di diffondere infezioni nonostante il batterio liberato nella performance muoia a contatto con l’aria. Ciò dimostra che è proprio l’insufficiente conoscenza dei processi biologici a provocare timori ingiustificati. Anche in questa azione lo spettatore si confrontava con le complesse problematiche delle biotecnologie per scoprire la difficoltà di stabilire che cosa è da considerarsi sicuro e che cosa non lo è.

Per il CAE la difficoltà di lavorare su tematiche che toccano i nervi scoperti dell’opinione pubblica, drammatizzando la distanza tra la scienza e i sistemi di informazione, si è resa più concreta durante gli anni precedenti alla pubblicazione di The Marching Plague, anni in cui i componenti del gruppo hanno subito pesanti conseguenze legali.

L’11 maggio del 2004, Hope Kurtz, membro del CAE, morì di un attacco di cuore nella propria casa. La polizia fu allarmata dalla presenza di materiali biotecnologici che erano stati esposti in musei e gallerie di tutta Europa e Nord America, e chiamò l’FBI. Il giorno successivo Steve Kurtz del CAE fu arrestato e illegalmente detenuto per 22 ore dagli agenti dell’FBI e dalla Task Force antiterrorismo, i quali lo informarono di essere sotto inchiesta per bioterrorismo. Steve Kurtz e Robert Ferrel, collaboratore del CAE, per quattro anni hanno affrontato l’accusa di frode fiscale. Questa causa che li ha visti prosciolti da ogni accusa, ha causato un rallentamento nel lavoro del gruppo e nella elaborazione di questo testo pubblicato negli USA per Autonomedia nel 2006.

Ciò nonostante i componenti del CAE hanno continuato a lavorare convinti ci siano delle aree più problematiche nel campo della ricerca scientifica che devono essere identificate, e che su di esse va costruita una biologia contestativa. La paura e la disinformazione non permettono il formarsi di una consapevolezza. È fondamentale, quindi, eliminare quelle paure fornendo una informazione libera dai vincoli di una conoscenza specialistica. Lo stesso collettivo statunitense afferma di non avere la certezza dei risultati di questo tipo di contestazione. Tuttavia uno spirito critico costituisce un elemento fondamentale che permette di non delegare ad altri il compito di formare la propria opinione.

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Per questo motivo chi si aspetta soluzioni eclatanti rimarrà deluso da un libro di questo tipo poiché non si propone l’obiettivo di trovare una risposta all’enorme emergenza sanitaria che colpisce il pianeta. Potrà, invece, apprezzare l’analisi critica di quel sistema autoritario-capitalista che risponde a principi di efficienza, utilità e funzionalità ma che permette lo spreco di risorse per ricerche militari ed è disposto a pagare con il sacrificio di milioni di malati su scala mondiale.


http://www.critical-art.net/

http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=216

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