Quando ho sentito parlare dell’Easter Egg di Google che fa ruotare la pagina di ricerca di Google quando si digita “do a barrell” nel campo di ricerca, ho pensato “Ehi, aspetta un attimo, questa è una notizia vecchia. Constant Dullaart ha già creato il http://therevolvinginternet.com/ che produce lo stesso effetto”.

Constant Dullaart è un artista che, nella tradizione dei net artist come JODI, indaga e dialoga con interfacce conosciute su Internet. Lui lancia, piega e fa ruotare homepage come quella di Google e Youtube per sfidare la nostra visione dei servizi Internet che utilizziamo ogni giorno. Come un poeta, Dullaart indaga la grammatica di Internet e il linguaggio dei software e ci rende consapevoli sui nuovi aspetti del linguaggio visivo che diamo per scontati. Su Youtube si possono trovare alcuni video in cui Dullaart digita sulle stringhe di ricerca frasi senza significato come “][-[“ o “rw4tbtb” or “-=-“. La ricerca dà come risultato sempre la stessa frase: “ La ricerca di – - non ha prodotto risultati in nessun documento.

I video potrebbero essere interpretati come metafora della “law of the instrument”, una teoria riassunta nella frase “se tutto quello che hai è un martello, tutto sembra un chiodo”. Se si usa sempre Google per cercare informazioni su Internet il nostro sarà un mondo-google e tutto quello che c’è nella rete assomiglierà a dei chiodi, ma se invece si utilizzerà l’intera cassetta degli attrezzi fatta di strumenti di ricerca diversi, troverete in rete sia le viti che i dadi.

In questa intervista Constant Dullaart parla del suo modo di fare arte e della sua recente partecipazione a transmediale 2012, dove ha anche presentato un nuovo progetto che ambisce a conservare l’arte digitale on-line nel futuro.

Mathias Jansson: Il 18 Gennaio tu e molti altri artisti avete seguito l’esempio di Wikipedia e avete oscurato la vostra homepage in segno di protesta contro il SOPA. Hai anche creato la pagina thecensoredinternet.com, che censura i risultati delle ricerche da Google. Come artista che utilizza e remixa materiali provenienti da diverse fonti su Internet, qual è la tua posizione sul dibattito in corso sui diritti d’autore su Internet?

Constant Dullaart: Penso che il copyright stia causando molti più danni che benefici, facendo un confronto spietato, lo paragono ai sistemi religiosi più organizzati. Pertanto l’iniziativa Kopimism mi sembra sia una risposta adeguata in questa fattispecie, poiché il copyright è ormai potente quanto una religione nella cultura occidentale. Holy Disney, per esempio, non solo ha fondato una scuola d’arte (cal-arts), è stata anche alla base di una serie di leggi sul copyright che impedisce agli stessi studenti della scuola d’arte di rispondere attivamente e di occuparsi dell’ambiente culturale che li circonda vivacizzatosi grazie all’aggiunta della rete.

Costruendo erroneamente l’idea di una proprietà intellettuale prolungata, questa normativa ha creato un demone. L’idea che l’industria può fare soldi limitando l’accesso a contenuti non creati da loro, addirittura non è cosi vecchia, ma trova una forte resistenza in un periodo nel quale è diventata tecnologicamente obsoleta, arrestando addirittura il progresso tecnico.

La maggior parte delle persone che conosco stanno guardando film e documentari che normalmente non sarebbero stati in grado di vedere, in quanto i canali di distribuzione legali non sono semplicemente in grado di fornire tali contenuti su misura, soprattutto quando vivono all’estero. La mancanza di innovazione da parte dell’industria del copyright è sconvolgente, la lentezza con la quale a iniziative come Spotify e altri sistemi di distribuzione è permesso lavorare in Germania è impressionante. La metà dei link Youtube che ricevo da amici sono bloccati quando li visualizzo da un indirizzo IP tedesco.

Oltre a questo, ci sono studi legali che continuano nelle loro truffe inviando lettere di minacce e multe false. Penso che la cultura nel suo complesso stia cambiando e dobbiamo essere in grado di utilizzare le aggiunte precedenti portate dalle persone alla cultura, come i mattoni per la costruzione della nostra. È imbarazzante vedere una lobby aziendale internazionale dell’industria del copyright e il denaro che è stato fatto sulle spalle di persone come Robert Johnson o Bo Diddley (solo per citare alcuni degli eroi truffati) come stia cercando di impedirci di stare sulle spalle dei giganti. Nell’età del progresso tecnologico non abbiamo bisogno di tenere prigioniera la nostra cultura a causa di accordi sui prezzi e magnati pigri nella distribuzione.

È per questo che ho cercato di evitare contenuti di proprietà di questi detentori di copyright più grandi e credo che tutti dovrebbero fare lo stesso. Il mio consiglio sarebbe di evitare qualsiasi contenuto di persone che si lamentano della pirateria come se fosse la peste. Forse non è difficile fare un paragone con il Rinascimento. Gli artisti dovevano trovare nuovi canali di distribuzione, un nuovo pubblico e liberarsi dal potere della chiesa cattolica. Fai del mio lavoro quel che ti pare, basta che non si pubblicizzi nessuna forma di copyright.

E se sei carino, citerai la fonte della tua ispirazione all’interno oppure insieme alla nuova opera. Come si farebbe nel post di un blog con un trackback. Penso che il web sia il luogo ideale per reagire alle opere degli altri e per farle coesistere come risposte. Copiare non significa rubare, l’originale rimane intatto e ci sarebbero altri modi per fare soldi.

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Mathias Jansson: Nella tua arte, che sta tentando di visualizzare la grammatica di internet e il linguaggio dei software, c’è una parentela con il lavoro di pionieri della Net art come JODI. È una fonte di ispirazione per te o, nel caso, dove trovi l’ispirazione per il tuo lavoro?

Constant Dullaart: Si, considero JODI delle leggende viventi. Ogni volta che mi fanno un complimento non posso fare a meno di pensare che sia sarcastico, mi sento come Jimy Hendrix che si rivolge a un ragazzo che strimpella un accordo ben riuscito. Ma naturalmente sono più punk e il più delle volte mi fanno un complimento lamentandosi per come ho lavorato bene. Ma la mia ispirazione la trovo per lo più nel semplice gioco formale, osservando forse Gordon Matta Clark e Finn Hendil, ma anche per strada e soprattutto nella possibilità o nell’impossibilità di uno spunto visivo, di un opzione software, di un nuovo servizio, strumento, o nel codice. Naturalmente su questo potrei farvi un elenco infinito, ma a dire il vero, i demo mi riescono bene.

Mathias Jansson: Nei tuoi lavori come http://baselitz.org/,  http://internetspread.com/ http://thedisagreeinginternet.com/ e  http://therevolvinginternet.com/ utilizzi dei metodi semplici, come sfogliare delle pagine e farle ruotare, per cambiare la prospettiva dell’esperienza degli utenti quotidiani dei servizi Internet. Qual è l’idea alla base di questi lavori?

Constant Dullaart: Influenzare la prospettiva generale sulle cose, alterare la percezione di un concetto o di una rappresentazione, una descrizione elementare di quello che un artista contemporaneo fa. Questo può essere fatto in qualsiasi modo e attraverso tutti i tipi di emozione, ma la speranza è di rendere consapevoli dei diversi punti di vista e delle dinamiche di un determinato concetto o rappresentazione. Poiché la maggior parte della rappresentazione del mondo che ci circonda si consuma su Internet, il web sembra il posto giusto per fare questo come un artista contemporaneo, non credi?

Osservando che oltre l’80% delle persone che usano le pagine web (al di fuori di Facebook) vi accede tramite Google, ho deciso di modificare la pagina iniziale più comune, incluse tutte le potenziali pagine successive. Modificavo tutti i generi di film e di materiale video, poi ho trovato un modo per ri-modificare qualsiasi contenuto richiesto dall’utente. Ero eccitato da quel potenziale. Tutte le opere che hai nominato sono siti che esistevano già, che avevano già un motivo per essere lì, avevano un alibi.

Ho smesso di credere che fosse necessario aggiungere nuovi contenuti sul web molto tempo fa; penso che siano necessari nel definire questa enorme quantità di linguaggio visivo che si sta sviluppando e siamo sovraccarichi prima di aver compreso ciò che esso comporta ….. click scroll swipe click mispelllling lol wtf clikc ttyl.

Mathias Jansson: Nel tuo lavoro stai tornando alla homepage di Youtube e Google. In alcuni lavori le hai utilizzate per opere off-line come in Youtube on the floor, dove ti siedi per terra e crei dei cerchi in movimento per creare l’effetto dell’icona di caricamento di Yotube. Anche in DVD screensaver performance, utilizzi il simbolo del DVD per dare vita a una performance relativa al fluttuare di questo simbolo quando il lettore non è attivo. Perché hai scelto di andare offline?

Constant Dullaart: Naturalmente c’è un attrito, che è essenzialmente molto formale e forse letterale, e che troppo facilmente è stato scambiato per un tributo all’impatto dell’ambiente originale dell’icona. Prendi, ad esempio, la Giant Google Map Marker di Aram Barthool: si tratta di una traduzione molto diretta che lavora sull’attrito descritto in precedenza. E’ divertente vedere improvvisamente questa retorica visiva spiazzante, sperando faccia pensare ai significanti e alla retorica a cui siamo abituati nella vita quotidiana.

In queste opere ho voluto sottolineare l’aspetto umano di queste enormi entità aziendali che interagiscono giorno per giorno, aggiungendo una elevata dose di bricolage ai video. Il logo DVD è stato progettato da qualcuno (se volete sapere chi bisogna pagare migliaia di dollari e firmare un accordo di non divulgazione). Ma so per esempio che il foro di un DVD è grande come la vecchia moneta olandese da 10 cent, dal momento che è stato progettato da Philips. Queste piccole decisioni, che hanno poi un effetto su tante persone mi affascinano.

Basta pensare a tutti quelli che sgobbano per realizzare video divertenti che un giorno dovrebbero diventare memi che dipendono dai gusti potenziali del loro pubblico. Che pensano ancora a come aggiornare al meglio il proprio status su Facebook e che tono usare nei commenti affinché abbia successo. E penso alle persone che hanno progettato il proprio logo e hanno deciso guardando Youtube (Google), per esempio. Chi ha deciso di mettere il tasto “play” nel lettore? C’è stato un voto del consiglio di amministrazione o qualcosa del genere?

Questi siti non sono quelle anonime entità magiche che dovrebbero essere. Sono gestiti da persone che non possono commettere errori. Google non è un computer.

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Mathias Jansson Hai partecipato a transmediale 2012 a Berlino. Cosa hai mostrato e quanto sono importanti i festival come transmediale per un artista net come te?

Constant Dullaart: Il lavoro che ho mostrato in questa edizione di transmediale 2012 è stato un video della serie Healed, dove ho usato il pennello guaritore di Photoshop per guarire dai “disastri”. Ho realizzato questo lavoro per mostrare la dicotomia di un produttore di software nella scelta dei nomi per descrivere gli strumenti che influenzano la rappresentazione della realtà e la realtà stessa. In questo caso, ho guarito ogni fotogramma della prima registrazione video dell’incendio sulla piattaforma petrolifera BP deep water horizon (20 Aprile 2010).

Il suono è rimasto invariato, in modo che il lavoro fosse astratto: campi di colore si muovono intorno allo schermo con il rumore forte del motore di un elicottero come colonna sonora. Il video è stato caricato su Youtube in risposta alla registrazione originale.

Ma oltre a questo ho anche lanciato ufficialmente l’iniziativa “documentazione e archiviazione delle attività di Internet” - http://net.artdatabase.org con Robert Sakrowsky (con un occhio consapevole al movimento della net art nell’URL). In pratica, per incoraggiare l’uso della documentazione semplice e soggettiva delle opere d’arte online, che si perdono mentre va avanti la discussione su come queste opere possano essere archiviate al meglio. Documentarle come se fossero spettacoli in uno spazio pubblico inclusa la visione del contesto.

Alla fine mi piace vedere queste rappresentazioni, la difficile interazione dello spettatore con l’opera e l’hardware necessario, in attesa che un rumoroso computer termini il caricamento della pagina. Ben presto l’unico modo per vedere questo tipo di interazioni sarà tramite la documentazione. E visto che il contesto sociale interno e attorno alla rete non potrà mai essere scaricabile o archiviabile, credo che un archiviazione vera e propria non dovrebbe essere nemmeno tentata.


http://constantdullaart.com

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