Immaginate una delle rassegne di design più prestigiose al mondo. Immaginate che il suo fondatore voglia annettere al suo interno un festival di musica elettronica, altrettanto rinomato e che ben si addica con i valori del suo evento. Immaginate una terra lontana: il continente nero. Precisamente Cape Town, Sudafrica. Una città che, a insaputa di molti, parla di avanguardia.

Il risultato? Il Sonar di Barcellona, festival internazionale di musica avanzata e arte multimediale, sbarca alla 19° edizione del Design Indaba (29 febbraio-4 marzo) di Città del Capo, in un formato tutto speciale. Per saperne di più abbiamo chiesto a Georgia Taglietti, capo dell‘International Media Department di Avanced Music - l’organizzazione che ogni anno dà vita al Sonar – di tracciare le fila di questa nuova partnership.

“Abbiamo conosciuto Ravi Nadoo, fondatore del Design Indaba in occasione del Sonar 2011- ci racconta – e sapevamo che da parecchio tempo era in cerca di un evento musicale che fosse all’altezza della sua piattaforma creativa, gotha assoluto, grazie ai suoi protagonisti, dell’arte e del design contemporanei dagli obiettivi positivi. Da allora abbiamo intrattenuto diverse conversazioni con Nadoo, fino a definire il formato ideale da esportare in Sudafrica e soprattutto da presentare al pubblico del suo Festival.”

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A convincere Nadoo è stata non solo la creatività, ma soprattutto l’esperienza che il Sonar ha alle spalle: 19 anni di Festival – esattamente quanti ne ha compiuti il Design Indaba – di cui gli ultimi 10 itineranti nelle grandi capitali del mondo. Un totale di 31 eventi per Advanced Music organizzati dal 2002 a oggi: dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Corea del Sud al Messico.

Così quest’anno, tra le novità presentate dai protagonisti della contemporaneità riuniti a Cape Town e provenienti da ogni angolo del pianeta, tra arte, cinema, design, expò e conferenze, la parte muiscale sarà rappresentata da “A Taste of Sonar”, un assaggio del Festival “padre”, tutto in una notte. Come ci racconta ancora Giorgia Taglietti: “Il 2 marzo, in questa nostra prima incursione a Cape Town, presenteremo un range elettrizzante di arte musicale e visiva, nella ferma convinzione che queste due discipline siano fittamente interconnesse. E offriremo una visione microscopica di quello che sarà l’evento di giugno a Barcellona. Un formato che abbiamo già sperimentato in passato a Londra”.

L’altra particolarità di quest’appuntamento musicale sta nell’edificio che ospiterà l’evento. Uno splendido palazzo color miele in stile rinascimentale italiano, il Cape Town City Hall, costruito nel 1905 e visibile da ogni parte della città. Luogo storico non solo perchè sede del Municipio, ma soprattutto perchè eletto da Nelson Mandela per pronunciare il suo primo discorso pubblico poche ore dopo la sua liberazione, l’11 febbraio 1990.

Ecco, qui, proprio qui, la sera del 2 marzo inizierà a svolgersi qualcosa di molto diverso: segno della trasformazione dei luoghi e dei tempi, che evidenzia la capacità di attattamento al cambiamento culturale. Nell’edificio che ha ospitato un pezzo di storia, per una una notte, corpi dai tratti world wide si muoveranno a ritmo di musica elettronica: dalle 19 alle 4 del mattino, artisti della scena musicale internazionale si alterneranno sul palco dell’Auditorium e delle diverse sale del City Hall.

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“Siamo orgogliosi di annunciare la partecipazione di uno specialissimo dj set di Robert Del Naja and Daddy G, dei Massive Attack. E non saranno soli: saranno accompagnati dai membri di UVA (United Visuals Artists), ovvero i creatori di visulas e stage di grandi artisti della scena muiscale, come i Chemical Brothers. Ma Apriranno e chiuderanno l’evento i padroni di casa sudafricani: Fletcher in Dub, uno dei pionieri della scena elettronica di Città del Capo, seguito da Blk JKS, un quartetto che spazierà tra soul, rock e dub, per passare all’esibizione di Das Kapital, fino a Killer Robot, un concentrato di techno che ha attraversato i centri nevralgici di tutta Europa.”

“Apriranno e chiuderanno l’evento i padroni di casa sudafrican – ci spiega la Taglietti – Fletcher in Dub, uno dei pionieri della scena elettronica di Città del Capo, seguito da Blk JKS, un quartetto che spazierà tra soul, rock e dub, per passare all’esibizione di Das Kapital, fino a Killer Robot, un concentrato di techno che ha attraversato i centri nevralgici di tutta Europa.”

Ma grande sarà l’attesa soprattutto per i Modeselektor, da anni ormai uno dei nomi più rinomati della musica techno ed elettro. Così come per Byetone, una delle punte di diamante dell’etichetta Raster-Noton, e per l’expertise del francese Brodinski. Insieme, questi imponenti guru della muisca elettronica mondiale, saranno ospiti anche del Sonar Festival di Barcellona dove presenteranno live set esclusivi e sui quali vi diamo qualche novità in anteprima, sempre grazie alle parole di Georgia Taglietti: “Byetone presenterà un progretto dal titolo Diamond Version che lo vedrà accanto ad altri due grandi nomi della scena mondiale: Alva Noto e AtsuhiroHito; quanto a Brodinski, sembra aver scelto come compagno di set il parigino Gesaffelstein, dj e producer entrato nella scuderia della Turbo recordings di Tiga.”

Tornando al 2 marzo: la Red Bull Music Academy, che oramai da anni affianca il Sonar, presenterà per l’occasione una serie di artisti che rappresentano una buona sintesi dell’attuale scena musicale del luogo: dai ritmi spezzati della nuova dance, all’house dalle radici africane.

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Per la sezione SonarCinema verrà invece presentata una selezione di film e documentari, tutti legati da un grande filo conduttore che racchiude musica e nuove tecnologie. Come Press Pause Play, un lungometraggio “sulla paura, sulla speranza e la cultura digitale”, che raccoglie più 150 ore di interviste a creativi di fama internazionale e che ha visto, tra gli altri, il contributo di Moby, Sean Parker, Hot Chip and Bill Drummond.

Il colloquio con Georgia Taglietti si conclude, ma non prima di aver sottolineato cosa rappresenta l’esperienza sudafricana al Design Indaba: “Un onore, un’esperienza fantastica. Per conoscere nuovi artisti ed allargare i nostri orizzonti. E per creare un vincolo, un legame con uno dei due continenti dove non avevamo ancora mai viaggiato. Ora manca solo l’Australia!”

Determinato, con la musica nel sangue e nelle sinapsi, questo Sonar raggiungerà così un’altra meta, la prima delle quattro date stabilite nel 2012: dopo Cape Town, il Festival si sposterà aTokyo (21-22 di aprile), San Paolo (11-12 maggio) per confluire come sempre nel gran ‘plateau’ di Barcellona (14-16 giugno).


http://www.sonarcapetown.com/

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