newmedia_danielasilvestrin01
Resource For Transmedial Culture. Un Nuovo Progetto Di Transmediale

Uno degli appuntamenti più importanti e più interessanti durante l’anno per chi è appassionato di arte e
cultura digitale è senza dubbio il festival transmediale a Berlino che si svolge annualmente ai primi di Febbraio.

Durante la prossima edizione, nel 2012, il festival festeggerà il suo 25° anniversario, introducendo sia il nuovo
direttore artistico Kristoffer Gansing che il nuovo progetto reSource for transmedial culture, sviluppato e
curato da Tatiana Bazzichelli. Il titolo e tema della transmediale 2012 sarà in/compatible, che in vari modi proietterà il visitatore indietro nel tempo alle origini del festival, conducendolo, allo stesso tempo, verso il futuro della nostra era digitale.

Secondo il dizionario online dell’Enciclopedia Britannica, lo stato di incompatibilità si verifica quando gli
elementi sono “incapaci di associazione o coesistenza armonica” oppure “inadeguati per l’uso congiunto a
causa di effetti chimici o fisiologici indesiderati”. Ogni giorno ci troviamo di fronte a delle incompatibiltà che dobbiamo risolvere ad un livello più o meno personale. A partire dall’ora in cui dobbiamo alzarci la mattina contro quella in cui ci sveglieremmo senza la sveglia, dallo stipendio che dovremmo effettivamente percepire contro quello che invece riceviamo, dalle tecnologie a noi familiari e che sappiamo usare contro i cambiamenti accelerati, i progressi e gli
sviluppi ai quali dobbiamo adattarci per reggere il passo ed approfittare dell’evoluzione tenologica. La lista
di esempi è infinita, da incompatibilità molto intime e personali si passa a quelle che riguardano la società,
l’economia e la politica in generale.

in/compatible – transmediale 2012

Il tema della prossima transmediale a Berlino, in/compatible (31 gennaio – 5 febbraio 2012), rifletterà ed esplorerà proprio queste due faccie della stessa medaglia – sia lato distruttivo che quello produttivo dell’incompatibiltà come condizione e punto di partenza della produzione culturale – ponendo la domanda: Com’è che gli artisti percepiscono e gestiscono il fatto che in un mondo, dove tutto sembra essere connesso, le cose continuino ancora a non funzionare insieme?

Di conseguenza le diversi parti del programma del festival guarderanno agli effetti e ai risultati sia della velocità sempre più accelerata, sia della pluralità degli sviluppi tecnologici, analizzando le diverse direzioni in cui questi si muovono e scoprendo alcune delle disfunzioni più interessanti, inquietanti, divertenti e sconosciute, causate da delle incompatibilità tecnologiche.

Con “Dark Drives: Uneasy Energies in Technological Times” (propulsioni oscure: energie disagiate in tempi tecnologici) il curatore Jacob Lillemose metterà in mostra diversi lavori di artisti – tra i quali i 0100101110101101.org, UBERMORGEN.COM, Ant Farm e Chris Cunningham – che richiamano le nostre paure, angosce e disagi che provocateci, ogni tanto, dalla tecnologia.

Anche il programma performativo “The Ghost in the Machine“, curato da Sandra Naumann, in qualche modo si riferisce ad un lato più oscuro e forse angosciante dell’era digitale – l’analogico diventa un fantasma – mentre il programma video curato da Marcel Schwierin combinerà sotto-temi in/compatibili con delle coppie ambigue come gente/prodotto o passato/futuro. Inoltre si terrà un simposio di due giorni con diversi panel, conferenze ed interventi artistici che tematizzeranno l’in/compatibilità, dividendola in tre sotto-categorie – sistemi, pubblici ed estetiche in/compatibili – al fine di discutere le connotazioni sociali, politici e culturali di in/compatibilità.

Nato nel 1988 come VideoFilmFest, un contro-festival alla Berlinale – il film festival ufficiale di Berlino – la transmediale è da allora cresciuta fino a diventare uno degli eventi annuali più noti e importanti in Europa nel campo dell’arte e della cultura digitale.

Ogni anno il festival presenta e sostiene l’avanzamento di pratiche artistiche che riflettono l’impatto socio-culturale, politico e creativo delle nuove tecnologie, delle pratiche di rete e delle innovazioni digitali. A questo fine presenta una vasta gamma di programmi artistici che danno forma a cinque giorni di festival, che anche questa volta si svolgeranno al Haus der Kulturen der Welt di Berlino.

Per arricchire ed allargare l’esperienza culturale durante il festival, la transmediale ha stabilito una partnership con CTM – festival di musica avventurosa e arti correlati (che si svolge parallelamente con la transmediale in vari luoghi di Berlino) – dedicato a musica elettronica digitale e sperimentale contemporanea e alla sound art; gli eventi di CTM includono una vasta gamma di attività artistiche e pratiche sociali che si sviluppano e si connettono alle culture audio.

La prossima edizione della transmediale festival sarà particolare. Non soltanto si festeggerà il 25° anniversario, ma verrà stabilito un nuovo punto di partenza: sarà infatti la prima edizione, diretta e programmata dal nuovo direttore artistico Kristoffer Gansing, a vedere il nuovo progetto reSource for transmedial culture, sviluppato e curato da Tatiana Bazzichelli, il nuovo membro del team transmediale da settembre di quest’anno. A febbraio presenterà cinque giorni di programma, creando quindi una nuova parte del programma del festival, affiancata alle parti già stabilite negli anni passati.

 

reSource for transmedial culture èun’iniziativa della transmediale, con lo scopo di creare una nuova struttura per progetti ad essa connessi e che si svolgeranno durante l’anno, cercando di adottare un approccio sperimentale (artistico, attivista e hacker) e coinvolgendo communità locali e non. Lo Statement of Interest diffuso recentemente (vedi http://www.transmediale.de/node/20232) spiega che lo scopo di reSource è quello di sviluppare una piattaforma per lo scambio di conoscenze e per la ricerca attraverso le arti e le scienze. Lo realizzerà organizzando e ospitando varie mostre, workshop e conferenze per espandere le attività della transmediale e per agire da collegamento tra la produzione culturale di festival artstico e le reti collaborative negli ambiti di arte, tecnologia, hacktivism e politica.

Il lancio ufficiale di reSource for transmedial culture avverrà durante il festival a febbraio, insieme alla
presentazione di partnership già stabilite o da stabilire durante il corso del 2012. In veste non ufficiale, il progetto è già stato battezzato a Novembre di quest’anno:


in/compatible research – PhD Workshop&Conference

Tre intense giornate di workshop e conferenze con un gruppo internazionale di dottorandi, artisti, ricercatori e docenti hanno avuto luogo all’Universität der Künste (università delle belle arti) a Berlino dal 16 al 18 novembre. L’evento è stato organizzato dal Digital Aesthetics Research Centre/Centre for Digital Urban Living della Aarhus University in Danimarca in collaborazione con reSource/transmediale – una delle prime partnership di reSource con lo scopo di promuovere nuove forme di peer-review collaborativo e di distribuzione di conoscenze – ed è stato ospitato dal Vilém Flusser Archive dell’Universität der Künste di Berlino.

Intitolato “in/compatible research”, il workshop e la conferenza erano focalizzati ad introdurre il tema del prossimo festival attraverso un’esplorazione basata sulla ricerca, dividendolo in tre sotto-categorie – interfaccie in/compatibili, metodi in/compatibili e mercati in/compatibili – allo scopo di far mente locale sulle tensioni irrisolte tra le diverse tecnologie, la loro cultura di produzione e utilizzo, e tra i vari approcci verso la cultura contemporanea dei media.

I partecipanti del workshop, 18 dottorandi provenienti da diversi paesi e da diverse discipline ed ambienti di ricerca, sono stati scelti attraverso una call for papers, un richiamo a presentare trattazioni delle loro ricerche che in qualche modo dovevano esplorare le compatibilità e le incompatibilità di oggetti, processi o sistemi. Prima dell’incontro a novembre, e prima di presentare le varie trattazioni, i dottorandi hanno pubblicato delle sintesi delle stesse attraverso un blog, ed iniziato a discutere i temi appartenenti alla stessa sotto-categoria. I risultati di questo processo, del workshop e delle seguenti discussioni saranno raccolti in una pubblicazione tematica della transmediale e presentati come parte del programma di reSource al festival nel 2012.

Durante le tre giornate di presentazioni e discussioni delle trattazioni (alle quali la sera seguivano panel e discorsi con docenti, artisti e teorici, tra i quali Geoff Cox, Jussi Parikka, Cornelia Sollfrank e Siegfried Zielinski), i partecipanti hanno presentato e riflettuto su varie teorie, aspetti e questioni riguardo le in/compatibilità di interfacce, metodi e mercati, analizzando la loro interrelazione.

Inoltre, le diverse questioni hanno abbracciato una vasta gamma di tematiche: da riflessioni su come sistemi socio-tecnici distribuiscono la percezione sensoriale, a relazioni di potere e controllo (come parte della sotto-categoria interfaccie in/compatibili), a trattazioni che affrontano il ruolo assunto dalle pratiche emergenti; dai metodi artistici di ricerca rispetto la comprensione e la trattazione della produzione di conoscenza, a come tali metodi di ricerca attraverso le arti e le scienze possano essere ripensati (all’interno di metodologie in/compatibili), fino alla discussione sulle economie alternative e sui modelli economici emergenti in un periodo in cui la distinzione tra produzione e consumo sta collassando (come parte di mercati in/compatibili).

Ecco alcuni esempi di contenuti e contributi delle trattazioni. Primo, nel gruppo di interfacce in/compatibili, è stato Gabriel Menotti, critico e curatore indipendente che si occupa delle diverse forme di cinema e che attualmente svolge la sua ricerca di dottorato in Media & Communications al Goldsmith College ed al PUC-SP. Riflettendo sull’in/compatibilità tra l’aspetto materiale dei media audiovisivi e la loro rappresentazione visuale, ha posto la domanda: Se possiamo chiedere ai computer di produrre delle immagini incisive quanto un film, perché non possiamo chiedere al cinema di essere tanto interattivo quanto un browser?

 

Sempre all’interno di interfaccie in/compatibili, Baruch Gottlieb, un artista e ricercatore Canadese che vive e lavora a Berlino, introduceva aspetti tecno-etici nel discorso, affrontando l’incompatibilità tra la fede nella scienza e quella nell’utopia scientifica, approfondendo l’ingiustizia e l’illecito che essa comporta se messa a confronto con le condizioni umane nei processi di produzione. Concludendo il suo discorso con un appello e una richiesta a non banalizzare ne sopprimere la dimensione dei danni collaterali che comporta il progresso tecnologico. Guardando soprattutto ad alcuni paesi Africani, ha sottolineato il risultato dell’incompatibilità tra le nuove tecnologie e l’ecologia.

Nella seguente sotto-categoria di metodi in/compatibili, Morten Riis, un artista Danese di sound art e ricercatore di dottorato di Information and Media Studies all’università di Aarhus ed alla Royal Academy of Music, ha presentato come base della sua ricerca pratica il suo lavoro Steam Machine Music (2010), uno strumento musicale meccanico azionato a vapore. Nella sua presentazione ha affrontato l’incompatibilità tra l’utilizzo della tecnologia e la vita moderna, facendo così un commento critico alla rigidità della società moderna, ma sottolineando allo stesso tempo l’importanza dell’incompatibilità come stimolo per la produzione culturale, il discorso intellettuale e la ricerca teorica e pratica.

Infine, tra le trattazioni riguardo ai mercati in/compatibili è intervenuta Nina Wenhart, storica di Media Art, ricercatrice indipendente ed attualmente ricercatrice di dottorato all’Interface Culture Lab all’Art University di Linz in Austria; quest’ultima ha presentato la sua ricerca nella quale esplora gli approcci sperimentali e speculativi rispetto l’archiviazione e la preservazione di Media Art, affrontando le incompatibilità tra forme e metodi tradizionali di archiviazione, ed esigenze particolari e tassonomie nuove della New Media Art.

Una volta concluse le presentazioni – che, oltre a quelle sopra menzionate, trattavano di tematiche come storia della grafica al computer, noise, tecnologie queer e mercati finanziari – i dottorandi si sono riuniti in una sessione plenaria (aperta al pubblico) per riflettere collettivamente sulle pratiche radunate di ricerca in/compatibile, e per discutere la forma di presentazione di questo workshop come parte del festival a febbraio.

L’inaugurazione del programma di reSource, ha sicuramente colto lo spirito degli eventi e delle collaborazioni future: quello di unire interdisciplinarità, ricerca teorica e pratica, approcci artistici, punti di vista locali e trans-locali, ed una vasta gamma di tematiche e riflessioni su problemi tecnologici, il bisogno di nuove classificazioni tassonomiche, questioni politiche, e l’analisi filosofica della nostra vita nell’era digitale.

Durante il festival una giornata intera del programma di reSource sarà dedicata ai risultati della PhD Workshop&Conference; in più, la pubblicazione tematica estesa verrà presentata e sarà disponibile al festival a febbraio. Nel frattempo è possibile consultare il blog contenente tutte le trattazioni, il programma del workshop ed i nomi di tutti i partecipanti seguendo questo link: http://darc.imv.au.dk/incompatible/

Related Articles

Autore

  • Daniela Silvestrin Daniela Silvestrin

      Daniela Silvestrin ha studiato Giurisprudenza a Hagen e Storia dell’Arte a Monaco di Baviera in Germania. Lavora come cultural manager, curatrice e traduttrice e svolge ricerche nell’ambito di intersezione tra arte, scienza e legge.. [...]

    Read! →