Nel 2000 Miltos Manetas pubblicò il famoso Neen Manifesto, in cui descrive una nuova generazione indefinita di artisti che esalta i computer, la simulazione artificiale e coloro che utilizzano il web come la propria galleria. Due anni dopo, Manetas e Peter Lunenfeld presentarono il concetto di Neen in uno spettacolare hijacking del dominio della Biennale del Whitney Museum.

Durante una conversazione, un mese prima dell’apertura della Biennale, i due amici scoprirono che il dominio Whitneybiennial.com era disponibile per la registrazione e decisero di sfidare la mostra. Dopo una mossa mediatica ben preparata, fu aperta la nuova homepage con la loro mostra. Circa 20 artisti vennero esposti nella loro biennale online. Artisti come Miltos Manetas, Raphael Rosendal e Han Hooeerbrugge e altre Neenstars presentarono opere d’arte realizzate in Flash.

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Sulla nuova homepage è possibile trovare, inoltre, alcuni testi teorici e qui evidenzierò tre importanti citazioni per descrivere di cosa tratta il Neen:

A questa generazione non interessa se la loro opera viene chiamata arte o design. Questa generazione non è più interessata alla “critica dei media” che ha preoccupato gli artisti mediali degli ultimi vent’anni; al contrario si occupa della critica dei software.” Da “Generation Flash” av Lev Manovic.

“I siti web sono attualmente gli oggetti d’arte più radicali e importanti.” Da “Websites, the art of our times” di Miltos Manetas

“Flash è PopTech, la OpArt del nuovo millennio. Flash è PoliTech, la gioia irrefrenabile e la luminosità dell’essere digitali a seguito del boom economico” da “Flash is Poptech” di Peter Lunenfeld.

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Con il Neen e la mostra Whitneybiennal.com, Flash si è affermato come strumento artistico per una nuova generazione di artisti. Uno di essi coinvolti in quella mostra è Raphael Rosendahl con la sua opera Clouds. Il suo è un lavoro realizzato attraverso Flash, con uno sfondo blu dove grandi nubi bianche scorrono attraverso lo schermo da sinistra a destra e che si aprono con un “puff”, quando si posiziona il mouse su di esse.

Oggi Rosendahl è un artista affermato sulla scena artistica del web. Recentemente ha partecipato ad una pubblicità per il nuovo Nokia N9. Quando ho visto il video di questa pubblicità, non ho potuto fare a meno di paragonarlo a un’altra pubblicità con un’altro famoso artista: quella dell’ home computer Amiga 500, lanciato durante una conferenza stampa del 1985. Il marketing team di Amiga ingaggiò Andy Warhol per dipingere Debbie Harry dal vivo su un Amiga, per promuovere il nuovo fantastico prodotto. Forse ci vuole coraggio a paragonare Raphael a Andy Warhol, ma, come si può vedere, ci sono degli interessanti punti in comune tra il Neen e la Pop Art.

Il lavoro di Raphael si adatta bene al concetto di Neen. Egli usa principalmente Flash, pubblica ogni opera sulla rete e la sua arte consiste nella realizzazione di pagine web con nomi di dominio unici. Tuttavia, quando ho chiesto a Raphael se si considera una Neenstar e se appartiene alla generazione Flash, ha risposto che preferisce essere collegato alla generazione Internet piuttosto che a un particolare manifesto o movimento: “Flash è uno strumento, ma mi interessa soprattutto Internet. Appartengo alla generazione Internet e alla pubblicazione Do It Yourself. Non aspetto che mi si chieda di esplorare il nuovo scenario che noi tutti amiamo, cioè Internet”.

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Flash è sempre stato uno strumento importante per Raphael, come lui stesso afferma: “Ho usato Flash perché ha sempre funzionato. Nella mia esperienza, tutte le altre opzioni (Javasctipt, frame, Processing, Animation CSS, DHTML, Shockwave, Silverlight, Canvas Tag, WebGL, Unity) variano molto a seconda del browser utilizzato o per le possibilità di crash. Mi è sempre piaciuto Flash perché è affidabile e i file sono piccolissimi.”

Ma cosa accadrà in futuro con Flash? Negli ultimi anni, gli sviluppatori hanno abbandonato Flash in favore del nuovo standard HTML 5, che ha un buon supporto video. Società come la Apple, per esempio, non supportano Flash in prodotti come l’iPad. Il pensiero di Raphael Rosendal in merito è piuttosto chiaro: “Vedremo. Tutti i demo HTML5 che ho esaminato si sono comportati diversamente a seconda del browser; adesso Chrome è ottimizzato per SVG e Firefox per Canvas Tag ma tieni conto che molte persone non aggiornano i loro browser. Ho creato alcune applicazioni per l’iPhone e ne sono state vendute molte, quindi stiamo andando alla grande. È bello pensare all’esistenza di questi strumenti touch portatili e al fatto che le persone li tengano in mano in ogni momento. Qualsiasi cosa succeda, seguirò il flusso della tecnologia, ma non sono un super innovatore che aspetta fino a quando la corrente maiinstream sia pronta, perché mi piace parlare a un grande pubblico.

Raphael, a partire dalla Whitneybiennal.com, ha continuato a sviluppare il suo stile artistico. I suoi lavori consistono nella rappresentazione di grandi campi e oggetti colorati, a volte con effetti psichedelici. Quando vedo alcuni dei suoi lavori, come detto prima, penso ad esempio alla Pop-art e alle famose stampe da video di Marilyn Monroe di Andy Warhol.

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Quando chiedo a Raphael quale sia quindi la sua ispirazione artistica, risponde, come molti altri artisti della sua generazione, che esistono tante fonti differenti. La rete è una grande area di ispirazione “taglia e incolla”, in cui si può mescolare ogni cosa: “Mi piacciono i quadri, i vecchi cartoni, tutto ciò che amo mi entra nel cervello e diviene parte di me. Mi piace guardare le cose per lungo tempo, fissarle, esserne annoiato. E’ importante.
Raphael Rosendal è un artista puro della rete, quasi ogni suo lavoro è digitale e disponibile sul web. Così, è stato sorprendente scoprire che quasi ogni suo progetto artistico comincia con uno schizzo a mano prima di diventare digitale.

Come lui stesso mi racconta: “Faccio i primi disegni a mano perché è più veloce. Ne posso fare molti e non preoccuparmi più di tanto; in seguito ne seleziono alcuni per continuare”.

Dopo il primo disegno, il processo creativo continua in diverse fasi: “Avere un’idea, pensare, pensare, pensare ancora, fare un disegno, fermarsi, pensare ancora, fare delle foto, disegnare ancora, usare Google immagini, disegnare, cercare suoni online, disegnare sul computer, inviare al programmatore, Skype, Skype, controllare la prima versione, cercare domini disponibili, fermarsi ancora, incontrare il programmatore, vedere cosa è possibile fare, disegnare al computer, inviare al programmatore, Skype, Skype, controllare la prima versione, comprare un dominio, cambiare le impostazioni di programmazione, ancora Skype con il programmatore, terminare, pubblicare con FTP, pubblicare su Facebook.

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Molti dei lavori di Raphael si centrano sulla ripetizione e sul movimento. Possono essere pareti che cadono in un loop senza fine, carta igienica che si può srotolare all’infinito, porte che aprono nuove porte che aprono nuove porte e così via. In un certo senso, i suoi lavori possono essere sperimentati come metafora dell’opera senza fine di Sisifo. È una situazione piuttosto disperata quando non riesci a uscire dal loop, ma, d’altro canto, i suoi lavori si possono sperimentare come un tipo di mantra meditativo che si ripete e che obbliga a rallentare e riflettere.

Raphael descrive questo sentimento così: “Penso che sia una scelta, mi piace creare queste immagini in movimento che non hanno nè un inizio nè una fine, ma che continuano a muoversi all’infinito. Non è sorprendente il fatto che i computer possano creare immagini generative infinite? Non sono sicuro del perché lo faccio o quale sia lo scopo, ma è qualcosa che devo fare.”

I siti web sono attualmente gli oggetti d’arte più radicali e importanti.” ha scritto Miltos Manetas. Questa è un’affermazione che si adatta molto bene al lavoro di Raphael. Quando si compra un’opera di Raphael, non solo si acquista una copia digitale, ma anche un oggetto artistico, dal momento che ogni opera d’arte ha un dominio unico ed esclusivo. Per facilitare la vendita delle sue opere, Raphael ha creato un Art Website Sales Contract: “Ho creato l’Art Website Sales Contract perché ne avevo bisogno, perché vendere siti web è qualcosa di nuovo, non ci sono ancora esempi. E da quando l’ho fatto ho pensato di condividerlo, in modo da stimolare altri artisti a vendere siti web. Mi piace l’idea di un’arte aperta al pubblico, ma di proprietà esclusiva. Un’opera d’arte che è in ogni parte del mondo in ogni momento, non è soprendente?

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Oggi, dato che c’è sempre più arte digitale in circolazione, è necessario aprire nuove strade per mostrarla. Il MINI Museum of XXI Century Arts di Domenico Quaranta è una cornice digitale da 7 pollici comprata da eBay dotata una chiavetta USB da 4GB. Il MINI Museum, quindi, viaggia di nodo in nodo attorno a una rete di artisti.

Lo Speed Show Manifest dell’artista Aram Bartholl consiste in alcune semplici istruzioni: “Trova un Internet-cafè, affitta tutti i computer che possiede e conduci uno spettacolo su di essi per una sera. Tutte le opere d’arte degli artisti partecipanti hanno bisogno di essere online (non necessariamente pubblici) e vengono mostrati su un browser comune con plug-in standard.”

Raphael ha infine dato il suo contributo a questa nuova forma di esposizioni con BYOB (Bring Your Own Beamer). BYOB viene descritto come una serie di mostre di artisti ospitati per una serata con i loro proiettori. BYOB è stata scelta quest’anno al Padiglione Internet Pavilljong alla Biennale di Venezia 2011.

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Raphael termina la nostra chiacchierata spiegando perché BYOB è un concetto così carino, dato che permette ai net artist di entrare in contatto con la realtà: “Sono così felice del BYOB. BYOB è semplice: trovi un posto, inviti molti artisti e chiedi loro di portare il proiettore. È open source, ognuno può fare un BYOB e così si diffonde velocemente.Entro un anno ci saranno 48 edizioni in tutto il mondo. Penso che le persone realizzino molte cose online e questo è un modo efficace di riunirsi e condividere il proprio lavoro in un luogo fisico, rendendo le persone molto felici”.


http://www.newrafael.com/

http://www.byobworldwide.com/

http://www.artwebsitesalescontract.com/

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