Ogni simposio internazionale sull’arte elettronica ha le sue proprie storie e conquiste. Questi simposi e festival sono imprese enormi, che catalizzano persone, risorse e interessi a livello locale e internazionale. [1]Lanfranco AcetiDirettore Artistico e Presidente di Conferenza dell’ISEA2011 Istanbul, Redattore Capo del Leonardo Electronic Almanac (LEA), Direttore della Galleria Kasa.

La diciassettesima edizione dell’ ISEASimposio Internazionale sull’Arte Elettronica, la più importante conferenza mondiale ed esibizione per l’arte, i media e le tecnologie, si è tenuta a Istanbul dal 14 al 21 settembre 2011scorsi.

Il Simposio è stato l’esito della sinergia sviluppata tra l’Inter-Società per le Arti Elettroniche e la Facoltà di Arti e Scienze Sociali presso l’Università di Sabanci di Istanbul, sotto la direzione del Direttore Artistico e del Presidente della Conferenza dell’ISEA2011 Istanbul, il Prof. Lanfranco Aceti (Goldsmiths College, London, Università Sabanci, Istanbul, Redattore Capo LEA, Direttore della Galleria Kasa), e il Direttore della Conferenza e del Programma Özden Şahin (Direttore Editoriale LEA, Vicedirettore della Galleria Kasa & Curatore interno).

In qualità di crocevia tra l’Europa e l’Asia, la città di Istanbul ha fornito un punto d’incontro creativo per i dibatti in corso in campo artistico, scientifico e tecnologico e per un raduno internazionale di pensatori e professionisti, affermati ed emergenti, che lavorano in questi settori. L’evento ha attraversato sia la parte europea che la parte asiatica della città, stabilendo un impegno attivo e un dialogo in evoluzione tra il Simposio e il suo contesto geografico.

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I modi attraverso cui i mezzi digitali stanno dando una nuova forma alla società contemporanea sono stati il tema principale dell’ISEA2011 Istanbul. Nonostante la sua speciale concentrazione sulle arti digitali ed elettroniche, l’ISEA2011 Istanbul è rimasto aperto sia ad analisi teoriche che pratiche all’incrocio tra arte, scienza e tecnologia. Visto che il Simposio interessava le discipline umanistiche, la comunità artistica e le scienze, offriva una ricca varietà di fili tematici che spaziavano dall’arte digitale agli studi da curatore, dai mezzi elettronici all’architettura digitale, dall’incrocio tra arte, scienza e tecnologia al concetto di città digitale, dagli studi umanistici digitali ai mezzi sociali, dalla nanotecnologia e dall’arte alle ecologie urbane, dal transculturalismo all’arte mobile e tanti altri.

Il numero totale dei partecipanti locali e internazionali dell’ISEA2011 Istanbul ha raggiunto le 1350 persone. L’ISEA e l’Università di Sabanci si sono concentrati sulla natura internazionale dell’evento attraverso lo sviluppo di partenariati con organizzazioni d’arte, università, fondazioni nazionali e internazionali ed istituzioni private e pubbliche. Le sinergie internazionali con un’ampia gamma di istituzioni hanno assunto la forma di pre-simposi, seminari e attività che conducevano alla conferenza principale. Queste attività hanno permesso lo sviluppo di commissioni, aree di concentrazione, progetti di ricerca e curatoriali così come di collaborazioni scientifiche, sorpassando la struttura convenzionale di un simposio.

La conferenza ISEA 2011 Istanbul è stata il nocciolo del simposio e si è tenuta presso le torri del prestigioso Centro Sabanci situato a Levent, il quartiere commerciale in rapido sviluppo ed espansione di Istanbul. La conferenza ISEA 2011 Istanbul ha ospitato più di 450 presentazioni di lavori, oltre 70 commissioni e 60 attività che sono state complementate da forum, networking, incontri ed eventi speciali. Tutte le candidature sono state selezionate e riviste da una giuria internazionale di professionisti e accademici provenienti da vari scenari disciplinari. Sean Cubitt, Roman Verostko, Oliver Grau, William Uricchio, Jay Bolter, Sara Diamond, Christiane Paul e Terrence Masson hanno contribuito ai discorsi d’apertura.

La conferenza comprendeva una ricca gamma di argomenti, inclusi mappatura, esperienza dell’utente e spazio; perfezione, errore e sublime; l’arte e l’attivismo nell’era digitale; l’insegnamento interdisciplinare e le arti dei nuovi mezzi di comunicazione; l’arte algoritmica; la robotica; il suono; la bacteria art; il consumo; la realtà allargata; l’hacking, e molti altri.

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La combinazione dei presentatori, i temi e la struttura delle presentazioni hanno ispirato discussioni rigorose su questioni emergenti, nuove idee e potenziali, facilitando al contempo lo sviluppo di nuove collaborazioni e partenariati.

“Uncontainable” è stata l’esibizione di ISEA2011 Istanbul facente parte del Programma Parallelo ufficiale della Biennale di Istanbul. L’esibizione principale si è tenuta nell’area centrale di Taksim nucleo della scena artistica di Istanbul. Nella sua introduzione alla conferenza e al programma dell’esibizione, il Prof. Lanfranco Aceti spiega il suo concetto di curatore:

La tradizionale divisione fra le arti basate su tecnologia e le belle arti è qualcosa che ho voluto superare realizzando l’esibizione Uncontainable e gli eventi che fanno parte del programma parallelo ufficiale della dodicesima Biennale di Istanbul.[2]

Oltre 100 artisti internazionali hanno partecipato all’esposizione, inclusi artisti visuali, musicisti, ballerini, designer, ingegneri, creatori di software, ricercatori, teorici, attivisti nei media e altri professionisti che si occupano di discipline ad alto contenuto tecnologico ed esplorano i potenziali artistici, creativi e critici dei mezzi di comunicazione digitali ed elettronici.

Ad esporre c’erano sia artisti affermati come Manfred Mohr e Roman Verostko che artisti emergenti. La natura migratoria della pratica artistica, le possibili ri-definizioni dell’estetica dell’interazione fra arte, scienza e tecnologia che superano la divisione artificialmente costruita tra vecchi e nuovi mezzi di comunicazione, erano alcune delle parti migliori dell’esibizione.

L’esposizione è stata integrata da un ricco programma di esibizioni, proiezioni ed eventi, inclusi il Southern Mediterranean Forum, l’Australian ForumB, l’ISEA Lounge e l’ISEA2011 Istanbul Digital Arts Market, i Boat Cruise Events sul Bosforo, l’International Digital Media Animation and Moving Images Screening e molti altri.

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L’ISEA2011 Istanbul offre un esteso programma di pubblicazione supportato dal Leonardo Electronic Almanac (Leonardo/ISAST–MIT Press) e dal Goldsmiths College, Università di Londra. Il programma fornisce molti importanti vantaggi ai delegati e ai partecipanti: raggiunge un largo pubblico internazionale attraverso le piattaforme elettroniche assicurando così la massima visibilità ai partecipanti e opera non solo come un archivio ma gestisce anche ciò che accade dopo l’evento facilitando le opportunità per future collaborazioni e sinergie.

Per esempio, è possibile creare gruppi di accademici e ricercatori in modo che un progetto di ricerca o un’idea per una pubblicazione accademica che è emersa durante l’evento possa poi essere sviluppata e implementata. Le varie piattaforme online sono progettate per includere una galleria d’arte, una galleria evento, il catalogo dell’esposizione “Uncontainable”, gli atti della conferenza, questioni particolari riguardanti il LEA e le annotazioni su opuscoli in stile blog.

“Mapping & the User Experience” è stata una delle sessioni di lavoro della conferenza dell’ISEA2011 Istanbul e si è tenuto il 19 settembre 2011 al Centro Sabanci. La questione della mappatura è stato uno degli argomenti emergenti più importanti e ha dominato numerose sessioni di lavoro e attività quali “Mapping the City and Urban Identity”, “Mapping and the Subject as Body”, “Mapping as Walking as Learning to See in the Digital Age”, così come esposizioni ed eventi che si occupavano non solo di spazio e architettura ma che coinvolgevano anche di una ricca varietà di campi emergenti, discorsi,  esperienze di ricerca e pratiche inter-disciplinari a livello internazionale.

L’importanza della mappatura è riconosciuta ed evidenziata come una parte integrante della pratica spaziale e della ricerca sulle arti multimediali elettroniche e digitali, le scienze e le discipline umanistiche. La sessione è stata presieduta dal Dr.Steve Gibson (docente in Design multimediale interattivo presso la Northumbria University, Newcastle, UK).

Come parte della sessione di lavoro “Mapping & the User Experienc”e, ho consegnato la mia presentazione intitolata “Mapping Uncertainty”. [3] Il punto focale della relazione è stata la questione dell’esattezza nell’elaborazione della mappa del mondo fisico, questione dibattuta a lungo dalla scienza e che ha influenzato profondamente lo sviluppo dei paradigmi scientifici. Casi selezionati della mia esperienza artistica e di ricerca nell’arte digitale site-specific ed altri esempi di pratiche spaziali e ricerca in campo artistico e architettonico sono stati discussi in relazione alle corrispondenti teorie scientifiche, cosmologiche e filosofiche.

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Man mano che passiamo dal formalismo matematico modernista alla complessità, all’incertezza e alla complementarietà, la nostra capacità di percepire e comprendere la relazione fra mondi fisici e virtuali sta cambiando nelle maniere più inaspettate. Gli sviluppi nella fisica del quantum e nella visualizzazione scientifica hanno rivelato l’emergere di una sorta di dimensionalità multipla che caratterizza i confini confusi (o piuttosto transitori) tra la realtà e la virtualità.

Un’indagine più vicina a ciò che è inteso come mutamento paradigmatico potrebbe mostrare certi scambi ambigui tra riduzione, astrazione, complessità e complementarietà, in un contesto dove nemmeno una singola definizione di complessità sembra essere universalmente accettata. Invece di cercare di raggiungere l’inaccessibile, ovvero elaborare una mappa della realtà che cambi con esattezza e certezza, la sfida più rilevante sarebbe segnare sulla mappa i confini e le incertezze della nostra conoscenza e delle sue applicazioni.

Una delle possibilità più stimolanti che si presentano è rivelare in modo creativo vari spazi interstiziali d’emergenza che derivano dalla complessità; da quegli invisibili e preoccupanti ambiti di potenzialità tra gli stati transitori della trasformazione spaziale e lo scambio. Questa condizione emergente richiede nuovi modi di presentazione, interazione, nuove estetiche, che si relazionino non solo con la questione del limite ma anche con la questione della comprensione della realtà di per sé.

Invece di ignorare queste manifestazioni o di introdurre caratteri di imprevedibilità e incertezza, la loro esistenza nascosta nei sistemi di visualizzazione digitale può essere rivelata in modo creativo ed esplorata in profondità. In questo modo possono essere sviluppate nuove pratiche innovative che non si conformino alle dottrine stabilite di rappresentazione, formalismo, costruttivismo ed i loro opposti. Impercettibili e intermedie emergerebbero, mano a mano che sveliamo ciò che è osservabile.

Nella mia pratica artistica sviluppo nuove metodologie di disegno site-specific per tracciare e interagire con frammenti e sottoprodotti di flussi di algoritmi che rimangono incompiuti, con la loro meta-dimensionalità e con i loro paradossi emergenti, attraverso differenti metodi innovativi di intervento spaziale. Invece di creare una singolarità, ad esempio tradurre un design digitale in una costruzione, o sviluppare progressioni e sequenze come nell’animazione, lo scopo è quello di creare inter-passaggi tra l’eterogeneo inquietante e stratificazioni interattive di spazio architettonico.

Gli spazi interstiziali possono essere rivelati in modo creativo attraverso l’uso dei mezzi materiali/immateriali come la luce e la linea così come attraverso i processi di disegno e diagramma, per aprire le interfacce del pensiero, della realtà virtuale e dell’architettura costruita. Questi interventi spaziali innovativi possono essere realizzati attraverso a) disegni site-specific di e sul sito di intervento b) diagrammi spaziali interattivi come in un ambiente virtuale semi-immersivo site-specific.

Quando si entra negli spazi interstiziali, i visitatori non incontrano né un mero posto, né uno spazio assoluto e utopico, ma una sorta di inter-passaggio tra condizioni reali, realtà virtuale e pensiero, nel quale emerge una tipologia di esperienza spaziale senza precedenti.

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Durante la sessione di lavoro “Mapping & the User Experience” si sono tenute altre tre presentazioni che hanno offerto contributi ispiranti e stimolanti a varie aree emergenti della ricerca e della pratica toccando discipline diverse e campi che includono la cartografia, l’informatica, la psicogeografia e molti altri.

Il Dr Dennis Krannich (Ricercatore, Media digitali nell’educazione, Università di Brema, Germania) ha presentato una relazione intitolata “Users become Re-creators: Enhancing Experiences through Mapping”, scritta in collaborazione con Anja Zeising, Università di Brema). [4]

Il Dr.Dennis Krannich ha presentato gli ultimi progressi nel campo dell’installazione interattiva attraverso l’introduzione di nuove strategie di progettazione dell’esperienza dell’utente. Il mapping è usato come metodo per ridefinire il ruolo dell’utente da consumatore/utente passivo a ri-creatore attivo. In questo modo i limiti di una comunicazione basata sul meccanismo azione/reazione vengono superati così come l’esperienza e l’impegno dell’utente vengono arricchiti e accresciuti.

Per esempio, all’attore è permesso cambiare la struttura di azione-reazione e modificare le regole di comportamento dell’istallazione. Inoltre, attraverso un’ulteriore interfaccia, il ri-creatore è abilitato a riflettere sulla tecnologia, sull’estetica e sull’esperienza. La tecnologia diventa un artefatto visibile dell’istallazione, visto che l’enfasi viene collocata sui processi piuttosto che sui prodotti.

Un progetto di collaborazione basato sulla cartografia riguardante la mappatura delle risorse comuni di Atene è stato presentato da  Daphne Dragona (studente dottorando, Facoltà di comunicazione e studi dei media, Università di Atene) nella sua relazione “Mapping the Commons, Athens, a Cartography of Alternate Economies and Practices in Times of Crisis”. [5] Le attività riguardanti Mapping the Commons, Athens sono state condotte da Hackitectura, organizzate e ospitate dal Museo Nazionale d’Arte Contemporanea (1-8 dicembre 2011). I partecipanti includevano un gruppo interdisciplinare di giovani ricercatori e studenti provenienti da Atene.

Lo scopo delle attività era cercare, esaminare e documentare le aree in cui nuove forme di benessere comune potevano essere localizzate. Guardando oltre il “pubblico” e il “privato”, diversi tipi di risorse comuni sono state localizzate sulla mappa, basate su collettività, predisposizione alla socialità, libero accesso gratuito, economia del regalo e pratiche da pari a pari. Le mappe collaborative online e il blog che sono stati creati evidenziano il bisogno di reinvenzione di una nuove e comuni forme di esperienza e memoria. Sfide e possibilità ulteriori si sono presentate man man che il progetto si svolgeva; le più importanti sono state i modi in cui i cittadini possono riappropriarsi delle risorse comuni e formare un nuovo tipo di resistenza.

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Il Prof. Jack Toolin (assistente professore universitario in visita presso il Pratt Institute and Adjunct Professor, Polytechnic Institute, NYU) ha presentato la sua relazione “Here to There and In-between: Commuting through Mediated Perception” [6]. Nel suo progetto Here To There, il Prof. Jack Toolin indaga su come le percezioni riguardanti il percorso fra casa e lavoro e la relazione generale tra le due cose vengano influenzate da varie forme di mezzi di comunicazione sociali e da dati. I punti focali del progetto sono la tensione e il dialogo tra le geografie esperienziali e quelle mediate.

In particolare, il progetto si occupa dei modi in cui le percezioni del pendolare possano essere comparate a quelle dei membri della comunità e alla percezione generale di una comunità così come può essere percepita attraverso il Web. Essenzialmente, i pendolari sono immersi in un costrutto che è sia prodotto che produttore di vite interconnesse. Il progetto Here to There” sarà realizzato come opera d’arte attraverso l’uso di locative media, video e ricerche web al fine di riuscire a visualizzare le connessioni tra pendolari, luoghi e percezioni.

Anche la relazione di Laura Plana Gracia, dal titolo “Geopolitics / Mapping / Cartography. GPS image satellites and the Aero-Spatial Policies è stata inclusa nel programma delle sessioni di lavoro. La relazione presenta una genealogia dello spazio attraverso i concetti di geopolitica, mappatura e cartografia [7]

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In conclusione, l’ISEA2011 Istanbul è riuscito ad offrire un programma ricchissimo di sessioni di lavoro, gruppi, attività, esibizioni ed altri eventi che ben si sono integrati l’un l’altro offrendo spunti interessantissimi ed illuminanti. Sia in termini di struttura che di contenuto, il programma dell’ISEA2011 Istanbul ha facilitato dialoghi e scambi creativi e ispiratori tra i vari campi della ricerca e delle pratiche all’incrocio tra arte, scienza e tecnologia, attivando una partecipazione egualmente soddisfacente per i delegati ed i partecipanti.

I due aspetti più importanti del Simposio sono stati la sua struttura espansiva ed il suo programma di pubblicazione finalizzato a incentivare la nascita di nuove e promettenti sinergie e collaborazioni e a supportare il loro sviluppo.

http://isea2011.sabanciuniv.edu/


Note:

[1] - Aceti, Lanfranco in ISEA2011 Istanbul Conference and Exhibition Programme, ISEA/14 – 21 Settembre 2011, Istanbul, http://isea2011.sabanciuniv.edu/isea2011-istanbul-program, p.2

[2] - Ibid, p.2

[3] – Fratzeskou, Eugenia, “Mapping Uncertainty”, in ISEA2011 Istanbul Conference, ISEA/ Università Sabanci, 14 – 21 Settembre 2011, http://isea2011.sabanciuniv.edu/paper/mapping-uncertainty (per uno studio più estensivo dello spazio interstiziale vedere anche Fratzeskou, Eugenia, Visualising Boolean Set Operations: Real & Virtual Boundaries in Contemporary Site-Specific Art, LAP – Lambert Academic Publishing, 2009,  Fratzeskou, Eugenia, New Types of Drawing in Fine Art: The Role of Fluidity in the Creation Process, LAP – Lambert Academic Publishing, 2010, Fratzeskou, Eugenia, Operative Intersections: Between Site-Specific Drawing and Spatial Digital Diagramming, LAP – Lambert Academic Publishing, 2010 e i miei articoli presso Digicult http://www.digicult.it/en/Archive/EugeniaFratzeskou.asp).

[4] - Krannich, Dennis & Anja Zeising, “Users become Re-creators: Enhancing Experiences through Mapping”, in ISEA2011 Istanbul Conference, ISEA/ Università Sabanci, 14 – 21 Settembre 2011,   http://isea2011.sabanciuniv.edu/paper/users-become-re-creators-enhancing-experiences-through-mapping.

[5] - Dragona, Daphne, “Artists as the new producers of the common (?)”, in ISEA2011 Istanbul Conference, ISEA/ Università Sabanci, 14 – 21 Settembre 2011, http://isea2011.sabanciuniv.edu/paper/artists-new-producers-common.

[6] - Toolin, Jack, “Here to There and in Between: Commuting through Perception”, in ISEA2011 Istanbul Conference, ISEA/ Università Sabanci, 14 – 21 Settembre 201, http://isea2011.sabanciuniv.edu/paper/here-there-and-between-commuting-through-perception.

[7] - Gracia Plana, Laura, “Geopolitics / Mapping / Cartography. GPS image satellites and the Aero-Spatial Policies”, in ISEA2011 Istanbul Conference, ISEA/ Università Sabanci, 14 – 21 Settembre 2011, http://isea2011.sabanciuniv.edu/content/mapping-and-user-experience.

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