Questo testo è stato scritto appositamente per Digimag e viene firmato dall’intero staff del Festival “Sonic Acts” di Amsterdam: Arie Altena, Lucas van der Velden, Martijn van Boven, Annette Wolfsberger, Nicky Assmann, Femke Herregraven, Gideon Kiers

La lettera ‘Meer dan kwaliteit” (“Più della qualità”) scritta dal Ministro della Cultura, Halbe Zijlstra (VVD, Partito popolare per la Libertà e la Democrazia) è arrivata nella posta elettronica degli istituti olandesi di arte e cultura Venerdì 11 giugno 2011. Nel testo si affermava che sarebbero stati tagliati senza mezze misure 200 milioni di euro dal budget dedicato all’arte e alla cultura, già a partire dal 1 gennaio 2013.

Zijlstra, che ha ammesso tra l’altro di non intendersi di arte e cultura, ha palesemente ignorato tutte le raccomandazioni che gli erano state fatte a tal proposito, incluse quelle del Consiglio delle Arti (l’organo consultivo ufficiale dello stato). Saranno mantenute soltanto sovvenzioni per un numero limitato di “istituti di prima classe” come il Nederlandse Opera, che ha già ricevuto gran parte della somma che gli spetta. Dipendesse da Zijlstra, la maggior parte degli altri istituti potrebbe sparire – non potranno più fare affidamento sul sostegno strutturale da parte del governo.

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E ciò non accadrebbe solo a tutte le case di produzione dei teatri, a metà delle orchestre, al Muziekcentrum Nederland (creato da una recente fusione), alla Fondazione per l’Arte e lo spazio pubblico (SKOR), agli spazi riservati a mostre prestigiose e alle infrastrutture per la ricerca nella visual art come De Appel, ma anche all’intero settore dei new media compresi i suoi istituti apprezzati in tutto il mondo come ad esempio il V2_, l’Istituto olandese di Media Art (NIMk), Mediamatic, WORM, la Waag Society e STEIM, oltre che la Rijsakademie, de Ateliers e l’Accademia Jan van Eyck.

I finanziamenti ai journal di critica come “Open” e “Metropolis M”, e alle riviste letterarie, compresa “De Gids”, saranno discontinui. Inoltre, il budget stanziato per i progetti sovvenzionati, ovvero, per artisti individuali, progetti eccezionali e festival, sarà più che dimezzato. Resteranno solo il “talento internazionale di prima classe” e quel tipo di arte che è già stata messa alla prova.

Non si tratta semplicemente del piano di austerity anticipato da un gabinetto di minoranza del centro destra, che è a completa disposizione del populista PVV (Partito della Libertà): si tratta di un attacco diretto all’arte, un attacco a qualsiasi cosa che non si adatti all’economia di mercato, a qualsiasi cosa che rifiuti, o non abbia la possibilità, di adattarsi a una mentalità neo-liberale tinta di populismo. Questo segna la fine di un settore culturale nato con grandissimi sforzi e difficoltà.

La sua lettera include alcune sentenze obbligatorie che potrebbero imbrogliare un lettore precipitoso e fargli pensare che in realtà dietro questa politica ci sia una visione coerente, ma ogni espressione significativa è contraddetta dalle disposizioni proposte. La lettera trabocca di risentimento nei confronti dell’arte innovativa e investigativa, dell’arte d’avanguardia, un’arte che non potrà sopravvivere sostenuta unicamente dal mercato. La lettera esprime disprezzo per la ricchezza delle esperienze che l’arte può fornire, e disprezzo per le persone che ne godono.

I contributi dell’arte alla società e all’innovazione sono stati completamente ignorati. L’idea che sostenere l’arte e la cultura sia tra gli interessi statali viene negata; in effetti, viene ignorata del tutto la nozione di interesse statale. Il diritto ad esistere delle opere è riservato solo a quelle opere che ‘il mercato’ – qualunque esso sia – o i ricchi mecenati sosterranno. La lettera di Zijlstra non è nulla più di una sentenza dittatoriale. Le politiche neo-liberali e populiste ci esortano a crollare.

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Non esistono affatto motivi politici per un taglio pari a 200 milioni di euro. Questa cifra è stata decisa in accordo con il PVV, in cambio del suo sostegno in Parlamento al gabinetto di minoranza. L’intenzione è quella di infliggere un danno irreparabile a un’intera professione. Zijlstra aspira a decimare ed eliminare il potenziale critico, innovativo e creativo di questo gruppo di professionisti. Nessun membro del suo partito (VVD), come nessun membro del partito di coalizione, il CDA (Partito Democratico Cristiano) si è opposto. Per quanto li riguarda, l’arte tradizionale è solamente un ornamento superfluo della società. L’arte contemporanea è etichettata come alienante e addirittura, nonostante nessuno in realtà lo dica ad alta voce, come ‘arte degenerata’.

Dare la priorità al talento di livello internazionale implica che il segretario di stato faccia una distinzione tra “l’ arte che ha già sperimentato se stessa” e tutta l’altra arte. Questa distinzione è illogica e priva di senso. L’arte è in uno stato di continua evoluzione, si riflette sulla società e l’epoca in cui viviamo, è costantemente in lotta con norme e valori convenzionali, e rivela nuove ed inattese prospettive. L’opinione di Zijlstra è che ci sia spazio solo per l’arte di un passato remoto, per l’eredità culturale come il secolare balletto, l’opera, la musica classica e le arti visive. Ma l’arte classica ha senso solo nel contesto dell’arte moderna, si valorizzano l’una con l’altra e si convalidano reciprocamente.

Questo significa che dal 1 Gennaio 2013 non saranno disponibili fondi e di conseguenza tempo per la creazione di opere d’arte uniche o ambiziose, per ricerche fondamentali, per lo sviluppo di opere tecnologicamente complesse, per l’arte che esamina criticamente il nostro complicato mondo, per le opere d’arte che arricchiscono, talvolta in modo ineguagliabile, la società e le persone. Ciò che rimane è “musica per le masse”; tutto il resto sarà arte amatoriale. Gli artisti che sono guidati dalla loro abilità dovranno creare arte nel loro tempo libero. La vitalità culturale sparirà, così come la vitalità economica guidata dall’arte. Possiamo scordarci completamente l’innovazione e l’allure internazionale.

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Di certo, la situazione attuale può e deve essere criticata. Per lungo tempo molti degli “addetti ai lavori” non sono stati soddisfatti dal modo in cui i fondi sono stati stanziati. Ma il piano di Zijlstra ha messo bruscamente fine non solo a questa discussione, ma pure a quella inerente il miglior utilizzo del fondi per stimolare la cultura. Ha optato per la soluzione più semplice: sbarazzarsene del tutto.

Le reazioni alle proposte sono state molteplici e ovviamente hanno provocato una ribellione degli artisti e dei dipendenti delle istituzioni coinvolte. È infuriata inoltre una reazione violenta da parte delle organizzazioni di finanziamento privato, dai ricchi aficionados di cultura e mecenati di destra – dopo tutto, Zijlstra vuole che questi finanzino il settore artistico. Durante le udienze parlamentari, hanno più volte ricordato a Zijlstra che l’Olanda è un paese in cui il patrocinio privato delle arti è sempre stato insufficiente e che ci sono pochissimi incentivi finanziari per i mecenati. Hanno dichiarato fermamente di sentirsi traditi, caricati dell’impossibile compito di salvare le arti e hanno dichiarato senza mezzi termini che il governo si è rivelato un partner inaffidabile. Secondo loro, la politica proposta è aggressiva, avventata e controproducente.

Rick van der Ploeg, un importante economista, ex ministro della cultura e sostenitore della professionalizzazione degli aspetti economici dell’arte, ha affermato sul NRC (quotidiano nazionale) che è “una misura della loro brutalità sfacciata il fatto che questo gabinetto voglia essere ricordato per il massacro irrevocabile di una rete fitta, di alta qualità e multisfaccettata di opportunità culturali nel nostro paese,” e ha continuato, “La politica che sta per essere proposta manca degli standard di qualità necessari in una società democratica e costituzionale.” Vale la pena leggere questa frase due volte.

Dovrebbe essere causa di preoccupazione per ognuno il fatto che un gabinetto di minoranza con un debole consenso da parte di una maggioranza parlamentare di solo un posto prenda misure così draconiane ed estreme senza dare retta all’altra metà, che ha solamente un posto in meno rispetto alla coalizione al potere. Zijlstra ha sfacciatamente ammesso che in effetti le proposte non hanno fondamento e ha manifestato una totale mancanza di approvazione per lo schieramento. Questo atteggiamento antidemocratico aumenta solo i sospetti sulle proposte di governo ancora più drastiche che riguardano i tagli in ambito sanitario, educativo e sulle pensioni e sottolinea inoltre i passi che (non) stanno facendo per disciplinare il settore finanziario.

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Nonostante tutti i falsi argomenti del governo, nessuno in realtà ha spiegato perché in questi tagli alla cultura siano necessari. Tutti coloro che sono stati invitati a formulare raccomandazioni sul piano l’hanno sconsigliato nei termini più forti possibili, e anche tutti i consigli non sollecitati sono stati negativi. Vi è accordo unanime sul fatto che i piani avranno conseguenze disastrose. Un numero impressionante di istituti dovranno essere chiusi e ci saranno pochissimi finanziamenti per gli artisti. Ci sarà una distruzione in larga scala del capitale, i costi non saranno compensati dai profitti e i Paesi Bassi verranno declassati ad un ristagno culturale.

E’ chiaro quali saranno le implicazioni di tutto ciò per il clima degli affarri culturali ed economici: le società internazionali o i professionisti che operano nel settore della conoscenza non prenderanno più in considerazione di installarsi nell’area desolata che i Paesi Bassidiventeranno.

Il governo ha sdegnosamente messo da parte tutti i consigli e sta procedendo come un bulldozer con i suoi piani. L’unica conclusione possibile che si può trarre è che sono determinati a eradicare su larga scala l’arte e la cultura nei Paesi Bassi. Dimezzare le sovvenzioni ai progetti – in un budget che per l’arte era uno fra i più bassi in Europa, prima ancora che i tagli – significa che l’arte nei Paesi Bassi cesserà di esistere nella sua forma e diversità attuale. Dopo 600 anni di crescita e di progresso iniziati nel Rinascimento, i Paesi Bassi si ritroveranno ancora una volta in un periodo buio.

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