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Lotte Senza Confini. L’electronic Disturbance Theatre 2.0

Noi siamo gli Electronic Disturbance Theater 2.0 – EDT2.0 (http://www.thing.net/~rdom/ecd/EDTECD.html). Come collettivo, siamo già in tanti. Come molteplicità, i nostri obbiettivi, le nostre speranze e intenzioni sono multipli. I nostri interessi condivisi includono azioni di disturbo contro ogni tipo di confine: nazionale, di genere, disciplinare, di finzione, attraverso lo sfruttamento e la ri-messa in scena delle tecnologie, della poesia e dell’immaginazione di ciascuno di noi.

L’Electronic Disturbance Theater (EDT) è un piccolo gruppo di cyber attivisti e artisti coinvolto nello sviluppo della teoria e della pratica dell’Electronic Civil Disobedience (ECD). Sino ad oggi il gruppo ha focalizzato le sue azioni elettroniche contro i governi degli Stati Uniti e del Messico per attirare l’attenzione sulle guerre condotte contro gli Zapatisti e altri movimenti in Messico, anche se le sue tattiche hanno avuto una reale applicazione da parte di un ampio spettro di movimenti politici e artistici.

Noi oggi creiamo media virus, tecnologie dislocative di disturbo e azioni di Disobbedienza Civile Elettronica, allo scopo di immaginare e combattere per un futuro fatto secondo i nostri desideri. Abusiamo delle tecnologie mediali esistenti, allo scopo di congiungere gli spiriti delle tecnologie Maya con quelle Queer. Le nostre trasmissioni allucinatorie intervengono nella sottile frazione temporale che coincide con il refresh dei sogni…

Collochiamo le nostre indagini più recenti nel contesto della lotta globale per l’educazione, che ha acquisito così tanta forza negli ultimi anni. Una delle domande principali che ci poniamo è: per che cosa verrà utilizzata l’Università in futuro? Sarà un luogo dove sviluppare tecnologie a favore delle corporation, dell’esercito e della giustizia, o sarà magari un luogo per lo sviluppo di nuove forme di resistenza e di sforzi umanitari? Sarà in sostanza l’ultimo passo verso la completa fioritura del neoliberismo e della privatizzazione o sarà un posto per la contestazione e il rifiuto di queste forme neoliberali?

Ciò di cui abbiamo fatto esperienza è il potere enorme della burocrazia. Nel corso delle proteste Universitarie lungo tutta la California degli ultimi mesi, più di 500 persone sono state arrestate (tra studenti, membri di facoltà e dello staff universitario) per aver partecipato a scioperi, occupazioni e proteste. Queste azioni miravano a fermare la proposta di tagli dei salari, a protestare contro i licenziamenti e le tasse aumentate fino al 44%.

Le nostre azioni si sono collocate in un piano strategico molto più ampio in cui gli amministratori delle varie Università hanno attivato indagini (tramite forze di polizia private) e processi con lo scopo di succhiare le energie al movimento, facendolo così distrarre dal suo obbiettivo principale. Tramite l’occupazione di palazzi, di autostrade, bilbioteche e uffici amministrativi lungo tutto lo stato della California (inclusa una breve occupazione alla UCSD che è stata soppressa da un gruppo di cosiddetti “organizzatori”), le amministrazioni hanno dovuto impiegare tutte le loro risorse per fermare questo movimento.

Ciò che abbiamo compreso è ciò che di buono è in grado di fare l’arte performativa: di rivelare cioè le dimensioni nascoste del potere.

La vicenza di Ricardo Dominguez, è emblematica in questo senso. Docente di ruolo di arti visive e dello sviluppo della pratica della Disobbedienza Civile Elettronica, è stato soggetto d’indagine, nel tentativo di togliergli la cattedra universitaria, a causa di un sit-in virtuale contro l’Ufficio del Presidente della University of California, Mark Yudof, aggravata da una seconda azione (sulla quale è stata avviata una seconda indagine) da parte di un membro aggiunto di facoltà presso la UC Riverside, Ken Ehrlich, nell’ambito della creazione di un sito in cui si simulava la rassegnazione delle dimissioni da parte dello stesso Mark Yudof.

L’attenzione verso Dominguez è stata, a mio avviso, motivata da un fattore principale: è stato individuato, a torto, come la testa che doveva essere tagliata e secondo, la perdita di un professore di ruolo di arti visive sarebbe stata devastaun prezzo, è come se non avessimo mai agito . Il prezzo sulle nostre vite e sul nostro lavoro è stato altissimo, per alcuni più di altri. Ma non abbiamo mai smesso di supportarci come un vero collettivo.

Ora quindi siamo rinati, come Electronic Disturbance Theater 2.0 – EDT 2.0. Abbiamo ripreso anche il nostro lavoro sul Transborder Immigrant Tool (potete vedere alcuni video qui: http://vimeo.com/6109723), per contrastare la morte di tutti coloro che muoiono per tutte le lotte per una nuova vita che scorra attaverso i confini nazionali e di genere. Il Transborder Immigrant Tool è stato sotto l’occhio di tutti i media internazionali nel 2010, per le numerose indagini a cui sono stati sottoposti tutti gli artisti coinvolti.

Il Transborder Immigrant Tool, che utilizza dei cellulari Motorala per installare al loro interno un software (scritto da noi), consente all’utente di avere accesso a un segnale GPS senza il servizio a pagamento necessario normalmente per averlo. Abbiamo poi mappato una serie di siti sicuri lungo la Border Regione tra Usa e Messico, incluse le scorte di acqua lasciate da gruppi umanitari, le autostrade e le stazioni di polizia. Il cellulare è quindi in grado di guidare l’utente verso il punto di sicurezza più vicino, in caso di necessità. Navigando inoltre il sito, l’utente avrà la possibilità di sentire delle frasi di benvenuto e ospitalità una volta passato il confine, così come poesie che illustrano una serie di informazioni vitali per la sopravvivenza nel deserto.

Anche relativamente Transborder Immigrant Tool, le indagine compiute contro di noi sono state di vario tipo: una, ad esempio, è stata effettuata sui fondi da noi ottenuti per il progetto cui hanno partecipato tutti i membri del cosiddetto b.a.n.g lab.: io stesso (facoltà di arte visive), Elle Mehrmand (MFA candidate), Brett Stalbaum (anch’egli della facoltà di arti visive) e Amy Sara Carroll (professore presso la University of Michigan).

Le indagini proseguono ancora oggi. Personalmente, ho avuto l’onore di denunciare la situazione e presentare il progetto Transborder Immigrant Tool all’ultima HOPE (Hackers On Planet Earth) conference (storico raduno hacker che dal 1994 è sponsorizzato dal magazine 2600: The Hacker Quarterly, che si è tenuta lo scorso 16-18 Luglio 2010 a New York.


http://www.thing.net/~rdom/ecd/EDTECD.html

http://bang.calit2.net/xborderblog/

http://thenexthope.org/

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