Questo articolo offre un’analisi sul modo in cui disegnare gli infra-spazi riveli creativamente un nuovo tipo di geometria digitale, che emerge dai “flussi” algoritmici dei sistemi di visualizzazione digitale, ridefinendo la nostra percezione della scienza, della tecnologia e della visualizzazione. Di seguito la seconda delle due parti di questo saggio.

Geometria e visualizzazione

Sembra esserci una controversia scientifica inevitabilmente “infinita” sulla natura della realtà, poiché sembra che gli scienziati non si focalizzino né sul realismo né sull’ontologia, ma sul predominio del paradigma. È opinione comune che le teorie scientifiche (in particolare quelle riguardanti la fisica quantistica) appaiano incomplete, inesatte e incompatibili le une con le altre, poiché rendono oscura l’effettiva complessità della realtà e, soprattutto, l’interdipendenza tra micro-mondi e macro-mondi. [1]

Fatto certo è che una “successione di paradigmi scientifici” non è per niente chiara e definita. Un’analisi più approfondita di ciò che si intende per “cambio di paradigma” potrebbe rivelare certi interscambi ambigui tra riduzione, astrazione, complessità e complementarietà, in un contesto in cui, inoltre, non è presente un’unica definizione di complessità universalmente accettata. Questa situazione è un chiaro indizio dei limiti e delle lacune che caratterizzano necessariamente il nostro tentativo di studiare e descrivere la realtà.

numero61_Tracing infra-spaces 02

In sostanza, l’obiettivo della geometria è quello di semplificare e ordinare la realtà, per renderne possibile la rappresentazione visiva e lo studio. Tuttavia, la geometria non Euclidea (che ha rivestito un ruolo di grande importanza nella teoria della relatività) non solo tende ad essere molto astratta, poiché non può essere verificata empiricamente, ma è anche visivamente disorganizzata. Come spiega Steven Connor, il concetto Cartesiano di spazio è ormai superato, perché la geometria non Euclidea e la teoria della relatività di Einstein hanno “moltiplicato e relativizzato” lo spazio.

Lo scienziato C. S. Unnikrishnan presenta un’analisi sistematica della geometria non Euclidea. Sostiene che la geometria non Euclidea possa avere più di tre dimensioni “racchiuse in piccolissime dimensioni inosservabili”. [2] Di conseguenza, la loro visualizzazione e il loro studio tendono a essere molto problematici. Come analizzato da diverse discipline, le teorie scientifiche e soprattutto la fisica quantistica si fondano su basi incerte, poiché riguardano “entità inosservabili” quali spazio, tempo, potenziali, campi, onde senza alcun riferimento alla questione.

Infatti, come spiega ancora C. S. Unnikrishnan, “gli stati fisici” sono associati a “vettori astratti in uno spazio matematico astratto” che è statistico e acausale.[3]

La scienza e altre discipline hanno utilizzato la visualizzazione dei dati e la simulazione scientifica per la visualizzazione e la manipolazione delle coordinate invisibili del mondo reale. Secondo la descrizione di Lev Manovich: Le scienze contemporanee pure e applicate, dalla matematica e la fisica alla biologia e la medicina, si basano molto sulla visualizzazione dei dati.[4]

Tuttavia, i limiti di cui si è discusso finora sono ancora evidenti, nonostante la vecchia speranza, come quella di Einstein, che la nuova tecnologia, aprendosi alla visualizzazione digitale, avrebbe eliminato l’indeterminazione.

numero61_Tracing infra-spaces 03

I lavori della realtà virtuale stessa sono ambigui. [5] Sebbene la simulazione possa essere generalmente descritta come un processo di sintesi, essa implica anche processi di analisi. Come descritto nella prima parte di questo saggio, l’infrastruttura algoritmica dei sistemi di visualizzazione digitale è essa stessa caratterizzata dall’incerta interazione tra astrazione e complessità che fa emergere una nuova relazione ambigua tra le parti e il tutto. Inoltre è impossibile raggiungere la “verità assoluta”, a causa della distinzione tra oggetto scientifico e in divenire; tra esattezza e cambiamento.

L”oggetto ”scientifico è in costante mutamento e perciò le leggi naturali devono essere continuamente riviste e ridefinite alla luce di nuove evidenze. Sembra che il mondo sia confuso, disordinato e instabile in quanto visualizzato attraverso il velo algoritmico della geometria digitale che è non solo astratta ma anche incerta e contraddittoria.

Così siamo giunti alla conclusione che invece di cercare di raggiungere l’ irraggiungibile, cioè descrivere la realtà con esattezza e certezza, la sfida più importante sarebbe quella di descrivere i limiti e le incertezze della nostra conoscenza e delle sue applicazioni. I limiti della nostra conoscenza e i mezzi per studiare la realtà sono stati svelati gradualmente, in particolare attraverso lo sviluppo della fisica quantistica. Tuttavia, l’uso della visualizzazione digitale (visualizzazione dei dati, simulazione scientifica ecc.) tende a essere piuttosto un ossimoro. Da una parte, è usata come strumento per analizzare, simulare e prevedere la realtà evocando così il senso di oggettività, certezza e controllo, poiché lo spazio probabilistico della realtà virtuale è “forzato” a sembrare reale; perché la possibilità diventa un tipo di “realtà”.

Dall’altra parte sappiamo che l’emergere di infra-spazi deriva dalla complessità; dall’invisibile e da campi potenziali instabili tra gli stati temporanei di trasformazione e scambio. Di conseguenza, possiamo affermare che il loro emergere non richiede soltanto nuove modalità di presentazione, interazione e estetica per quanto riguarda i limiti, ma anche, la comprensione della realtà in sé. Ciò che viene proposto in questo saggio è che invece di introdurre l’imprevedibilità, la sua esistenza nascosta nei sistemi di visualizzazione digitale può essere rivelata creativamente, per mostrare il relativismo che è nascosto dietro la presunta oggettività e trasparenza della scienza e della tecnologia.

numero61_Tracing infra-spaces 04

“Tracciare” gli infra-spazi

Come abbiamo visto nella prima parte di questo saggio, la visualizzazione digitale può essere contraddittoria e sproporzionata rispetto ai suoi input a causa dei suoi flussi interni. [6] Inevitabilmente, un metodo simile, semplice e coerente, di modellazione digitale produce visualizzazioni e comportamenti geometrici inaspettati. Un solido digitale viene creato attraverso la conversione graduale di cifre binarie in punti geometrici.Tali punti iniziano a formare poligoni con cui si uniscono gerarchicamente creando una simulazione di superfici 3D di volumi solidi all’interno di uno spazio matematico digitale.

Il programma calcola punto per punto le aree in cui i solidi si intersecano, si uniscono e/o si sottraggono. Ovviamente il livello di complessità e imprecisione aumenta passando da un livello computazionale all’altro. Si può, così, cominciare a notare la maggiore complessità delle coordinate, che provoca incongruenze tra causa e effetto. Emergono inizi complicati e finali ellittici, che oscillano tra vari tipi di ordine e disordine.

La “fossilizzazione” dello “spazio” algoritmico della realtà virtuale attraverso la simulazione di solidi validi “robusti” si dimostra irrealizzabile. Dato che le irregolarità innate dei sistemi di modellazione di 3D computerizzati indeboliscono dinamicamente la completezza geometrica dei modelli digitali, i solidi digitali diventano non validi. La visualizzazione della rappresentazione dei limiti del solido digitale diventa paradossale man mano che viene meno la differenza tra volumi vuoti e volumi solidi e tra lati esterni e lati interni del solido digitale. Il caso della modellazione Boolean, basata sul volume, è emblematica di come si verificano tali incongruenze. I solidi non validi sono composti, in quanto i solidi originali intersecati, unificati o sottratti non possono essere integrati completamente per costituire un unico solido.

L’orientamento delle loro superfici diventa molto ambiguo e quindi il programma non riesce a connettere e posizionare in modo appropriato gli elementi geometrici. Si può verificare anche un accumulo eccessivo e non gerarchico di poligoni. Le “tracce” della “storia” di costruzione del solido rimangono invisibili e le superfici mantengono il colore, l’orientamento e la triangolazione dei solidi originali da cui deriva il solido in questione. Le incongruenze dei limiti di un solido non valido comprendono errori e superfici pendenti, infinite, intersecate con se stesse, piegate, sovrapposte, ecc.[7]

Le caratteristiche dei limiti digitali emergenti rivelano casi paradossali di dimensionalità e geometria. Tuttavia, gli stati transitori di trasformazione e scambio non possono essere decifrati considerando solo la rappresentazione dei limiti. Di conseguenza sono necessarie nuove modalità di disegno per permettere di “tracciare” in modo creativo queste caratteristiche mutevoli, in modo da lasciarli “aperti” come campi interattivi destabilizzanti di possibilità e da rivelare la geometria sconosciuta che emerge dalle “profondità” dei “flussi” algoritmici. Nell’ambito delle mie ultime ricerche sul disegno, una serie di diagrammi fatti a mano permettono la visualizzazione degli stadi “nascosti” della generazione dei limiti digitali, durante la quale, nel passaggio da un modello algoritmico all’altro, emergono nuovi tipi di geometrie paradossali.

Questi stadi non sono visibili durante la modellazione dei solidi. Tuttavia, attraverso i disegni è stato possibile intuire la possibile visualizzazione di questi stadi in modo creativo, partendo dal modo in cui opera la struttura del computer. L’emergere di infra-spazi è di particolare interesse. Si verificano in modo inaspettato tra i vari ordini geometrici. I cambiamenti imprevedibili hanno luogo tra forme ideali, realistiche e non valide/virali che hanno aree di superfici fluttuanti o invisibili che generano ombra, accumulazione eccessiva di limiti e/o “nidificazione”, profondità ambigua, tensione di superficie, costellazioni dinamiche non orientate di punti geometrici, geometrie riversate e molti altri tipi di incertezze e paradossi. [8]

numero61_Tracing infra-spaces 05

Gli infra-spazi emergenti non hanno niente a che vedere con peculiarità, serie, sequenze e progressioni, ma riguardano piuttosto gli stadi transitori dinamici e imprevedibili e i loro cambiamenti. Negli infra-spazi vengono coinvolti una creazione destabilizzante multistrato e processi “per tracciare”. Tali processi non aderiscono alle dottrine di formalismo, costruttivismo e i loro contrari. Emergono inizi complicati in quanto non c’è un “epicentro”, mentre i finali ellittici si verificano a causa di una costante asimmetria che fa emergere nuovi campi di possibilità creative.


Note:

[1] – Basato su C. S. Unnikrishnan, “Una realtà complicata: Fisica Quantistica e Natura della Realtà” Rob Harle ,“Editoriale” in YLEM Journal Artists using Science & Technology: The Dichotomy of Reality di Loren Means, Editor; Rob Harle, Guest Editor, Vol. 27, Nos. 10 & 12, September/December 2007, YLEM, San Francisco, USA, 2007, pp.1,4-6. See also my review of this YLEM Journal issue in Leonardo Reviews, Leonardo ISAST/MIT Press (ISSN:1559-0429), http://www.leonardo.info/reviews/aug2008/fratzeskou_ylem.html, 2008.

[2] – C. S. Unnikrishnan, “Una realtà complicata: Fisica Quantistica e Natura della Realtà” in YLEM Journal. Artists Using Science & Technology: The Dichotomy of Reality, by Loren Means, Editor; Rob Harle, Guest Editor, Vol. 27, Nos. 10 & 12, September/December 2007, YLEM, San Francisco, USA, 2007, p.4

[3] – Ibid, p.5

[4] – Manovich, Lev, 2002, Visualizzazione dei dati, nuova astrazione e anti-sublime,http://www.manovich.net/DOCS/data_art_2.doc, accessed: 19/9/2010.

[5] – Fratzeskou, Eugenia, “Tracciare” infra-spazi: Inizi complicati e finali ellittici (Parte 1) in Digimag Issue 60 ,Dec 2010 – Jan 2011, http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=1942.

[6] – Ibid

[7] Fratzeskou, Eugenia, “Unfolding Space” in ISEA 2010 RUHR: Conference Proceedings, in Funke, J., S. Riekeles, A. Broeckmann & HMKV eds. Revolver Verlag, Berlino, 2010, pp.491-3. Fratzeskou, Eugenia, Visualising Boolean Set Operations: Real & Virtual Boundaries in Contemporary Site-Specific Art, LAP – Lambert Academic Publishing, 2009. Fratzeskou, Eugenia, “Inventing New Modes of Digital Visualisation in Contemporary Art” nell’edizione speciale “Transactions,” Leonardo 41, No. 4 (2008), p. 422. Fratzeskou, Eugenia, “Art & Architecture: Investigation at the Boundaries of Space”, Digimag argomento 52, marzo 2010, (http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=1730). Fratzeskou, Eugenia, “Chora Platonica and digital matrix”, Digimag argomento 55, giugno 2010, (http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=1823). Fratzeskou, Eugenia, “ISEA 2010 RUHR: Unfolding Space”, Digimag argomento 57, settembre 2010, (http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=1875).

[8] Parte delle serie di disegni Algorithmic Infra-Spaces (matita e penna su carta, 2008-in corso) che era stata precedentemente esposta presso la mostra di Dr Eugenia Fratzeskou, Interspatiality & Dystopia, parte del Un-built: international architecture research programme, School of ARCHitecture for All & The Athens Byzantine & Christian Museum, Atene, Novembre, 2008. Questo lavoro è stata un’importante fonte dei miei successivi disegni di architettura di spazi urbani, tra cui la serie “Drawing the Unplanned City” che si concentra sulla città di Atene. Sono stati esposti nell’ambito della Urban Transcripts 2010, kollektiva.net & Booze Cooperativa, Atene, dicembre 2010, http://www.urbantranscripts.org/, http://news.urbantranscripts.org/#home e http://www.boozecooperativa.com/?lang=gr&l=3. Si possono trovare qui di seguito recenti esperimenti sui processi di disegno digitale: Fratzeskou, Eugenia, 2002, “Primary Solids” in TRACEY – Journal for drawing and visualisation research, Loughborough University (ISSN 1742-3570), http://lboro.ac.uk/departments/ac/tracey/dat/fratzeskou.html. Visita il sito http://www.sarcha.gr/ViewAssociateDocuments.aspx?associateID=134 per avere informazioni sul mio lavoro, passato e futuro.

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn