“Si potrebbe ben dire che l’informazione sia l’irriducibile nucleo da cui tutto scorre, per cui la questione per cui la natura appare quantizzata è semplicemente una conseguenza del fatto che l’informazione stessa viene quantizzata per necessità”. (p.3) Anton Zeilinger, Why the Quantum? It from Bit? A Participatory Universe? (The Global Spiral, “Metanexus Online”, 25 marzo 2002).

La teoria dell’informazione afferma che esiste un elemento fondamentale, il bit – una variabile binaria – che è la base di tutta la comunicazione. Come risulta, questo bit, un’entità discreta indivisibile, è la componente essenziale sia del codice dei computer che delle particelle quantistiche. Sia la realtà fisica che quella digitale sono composte dagli stessi bit binari quantizzati di informazione. La realtà, a prescindere dal suo contenuto, non è altro che l’informazione che trasmette.

“Storicamente, gran parte della fisica fondamentale si è occupata della scoperta delle particelle fondamentali della natura e delle equazioni che descrivono i loro moti e interazioni. Ora sembra che un diverso programma potrebbe essere altrettanto importante: scoprire i modi con cui la natura consente o previene l’espressione e la manipolazione dell’informazione, piuttosto che il moto delle particelle”. (Steane, AM (1998), Quantum Computing, Reports on Progress in Physics 61, P.119).

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La teoria quantica afferma che l’energia di una forza viene trasmessa in entità discrete indivisibili, chiamati quanti. Questi quanti rappresentano i più piccoli elementi della natura. Il fatto che l’energia possa essere quantizzata in unità di minuscoli quanti equivale a ridurre una immagine a due dimensioni in movimento in piccoli bit di informazioni che compongono una linea di codice computer.

La teoria dell’informazione si è combinata con la nostra comprensione quantistica della materia in modo tale che lo stato di qualsiasi sistema possa essere descritto in base a come esso memorizza questi bit di informazione. Lo stato quantico di un atomo – un qubit – può essere trasferito da un atomo ad un altro. Questa azione, denominata teletrasporto quantistico, provoca la distruzione dell’atomo originale a causa della regola no-cloning. Tuttavia, non vi è una differenza sostanziale tra l’atomo originale e la copia. La meccanica quantistica non distingue un atomo da un altro. L’unica differenza sta nelle informazioni quantistiche che trasportano.

Se si possedesse un dispositivo di teletrasporto, non sarebbero i vostri atomi ad essere teletrasportati e riassemblati, ma piuttosto le informazioni quantistiche responsabili dell’assemblaggio di un gruppo anonimo di atomi dentro di voi. Questo conduce ad una domanda metafisica: vale a dire, la vostra copia sareste davvero voi?

La meccanica quantistica afferma che l’informazione è reale come qualsiasi altra proprietà che diamo agli atomi come il moto rotatorio, la velocità, o la massa. Poiché il bit di informazione viene considerato un vero elemento fisico, l’osservazione, la trasmissione e la ricezione di informazioni, costituiscono un vero scambio fisico. Per vedere qualcosa è necessario far rimbalzare un fotone su di esso. Questo modifica ciò che si sta osservando. Tutto questo rappresenta una radicale rottura con la meccanica classica che considera le osservazioni come eventi cognitivi senza conseguenze fisiche.

Il trasferimento di informazioni durante la misurazione comporta quindi lo scarto di qualcosa: un bit di informazione. Questo bit di informazione penetra nel vostro sistema nervoso e si unisce al flusso infinito di informazioni diretto al cervello. “Noi esseri umani memorizziamo le informazioni nel nostro cervello e nei nostri geni così come i computer memorizzano le informazioni nei loro hard disk” (Charles Seife, P.87). Questo bit quantico, noto come qubit, viene memorizzato nel vostro cervello, in modo tale da avere conseguenze misurabili sulla materia fisica nel vostro cranio.

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Il bit è un elemento binario in grado di esprimere i fondamentali paradossi, l’ambiguità e le indeterminazioni della meccanica quantistica. Piuttosto che solo sì o no, il bit quantico può comportarsi come se le cose fossero sì e no, on e off, particella o onda. Questo stato di sovrapposizione deve essere mantenuto fino a che il bit quantico viene coinvolto in una interazione con qualcosa che va al di là di sè. Dal momento che le interazioni si verificano costantemente nell’universo, sia che provengano da scienziati indagatori o da particelle invisibili, la sovrapposizione è uno stato effimero. E’ qualcosa di analogo alla Potentia di Aristotele di cui abbiamo accennato prima.

“Sembra che l’atto del vivere possa essere visto come l’atto di replicare e preservare le informazioni nonostante i tentativi della Natura di dissiparle e distruggerle. (La teoria dell’informazione sta svelando la risposta alla secolare domanda: Che cosí è la vita? La risposta è abbastanza inquietante)”. (Charles Seife, P.87)

Come un lavoro di Net Art che interagisce continuamente con il Word Wide Web, la Natura (l’Universo) misura tutto costantemente, inondando l’universo di particelle. Queste particelle ti permettono di percepire ciò che ti circonda come se un fotone rimbalzasse contro le cose intorno a noi e nei nostri occhi, dove registriamo gli effetti come immagini. Senza il fotone non vedresti l’albero. Anche quando si chiudono gli occhi, siamo bombardati di informazioni uditive, olfattive e tattili. Ogni folata di vento porta un’infinita serie di informazioni da albero ad albero. Al contrario di Berkley che credeva che gli alberi cadono silenziosamente nel bosco senza orecchi umani che ascoltano, l’informazione, trasportata dall’onda sonora, è distribuita come una proprietà “reale”.

La Teoria dell’Informazione è anche un ponte tra la Relatività e la Meccanica Quantistica. L’informazione è corretta solo dal punto di vista di un dato osservatore. Questo spiega perché gli spettatori, nell’osservare lo stesso avvenimento, possano percepire cose differenti. Un evento accade solo dalla tua prospettiva quando l’informazione derivante da questo avvenimento arriva a te. “Un evento non accade realmente fino a quando l’informazione (che viaggia alla velocità della luce) non ti raggiunge”. (Seife, p.140). La percezione è realtà.

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L’esperienza della Net Art è un evento interattivo esattamente come quello della misurazione, durante il quale viene posta una domanda all’universo che risponde confermando o negando la tua aspettativa, iniettando un bit di informazione nel mondo. Questo bit di informazione diventa una parte reale del mondo in senso pratico, poiché l’informazione che contiene questo bit, una risposta tipo sì o no, provocherà una risposta “reale” in noi. Gli effetti del bit colpiscono il nostro comportamento cosicché la sua realtà non può essere sfidata pragmaticamente.

Questo bit di informazione costituisce ogni bit reale così come il bit del computer che crea una linea di codice software. Questa versione quantica della realtà, composta di informazioni, rispecchia il World Wide Web che non è altro che informazione.

Non stupisce che il cyber space si accolli la qualità di un’altra “realtà” data, fatta dello stesso materiale, ossia di informazione. La differenza tra la realtà fisica e la realtà cyber è nel modo in cui questa informazione viene strutturata e comunicata.

I bit individuali del codice del computer, dal quale emerge il network immateriale distribuito virtualmente del World Wide Web, sono come i quanti individuali dell’energia dai quali emerge il mondo fisico del computer stesso.

Il computer è la porta d’accesso al mondo invisibile del cyber space nello stesso modo in cui il rilevatore di particelle dà accesso al mondo invisibile delle particelle quantiche. In entrambi i casi, è l’informazione comunicata da questi mondi invisibili ad essere importante. É la relazione strutturale tra i bit fondamentali che definiscono entrambe le realtà, piuttosto che qualche qualità intrinseca di questi stessi bit.

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Per spiegarla in un altro modo, se tutto può essere ridotto a bit anonimi, allora dobbiamo accettare la proposizione seguente: la natura delle interazioni è più importante della natura degli interattori. Questo rende la nozione di arte interattiva addirittura più intrigante, poichè riflette qualche profonda realtà sulla natura del nostro mondo.

Non possiamo trovare vita in un singolo atomo, ma quando un sufficiente quantitativo di essi viene ordinato oltre una soglia critica di complessità, la “vita” emerge.

In termini filosofici, non si tratta di “monismo fisico”, ma di “dualismo concettuale”. In termini di meccanica quantistica, la materia è composta da se stessa espressa sotto forma di particelle o onde. Il World Wide Web può essere descritto con lo stesso dualismo concettuale: in riduttivi, atomistici, termini meccanici, che descrivono le stringhe di bit che creano il codice del computer e che, in termini olistici, descrivono l’emergenza dell’estetica digitale interattiva nei lavori di net art. Come la descrizione della vita, o di un’onda quantica, la performance estetica del progetto di net art non può essere ridotta alle sue parti meccaniche. La stringa di bit anonimi di codice si manifesta in modi diversi in funzione delle interazioni del mondo “esterno”.

La curatrice di Nuovi Media, Christiane Paul, osserva che “esiste una relazione peculiare tra il fondo nascosto del codice che costituisce la convergenza del linguaggio e della matematica, e il “display” multi-sensoriale che questo può produrre: un’identità nel senso di uguaglianza di esempi differenti (codice/risultato), ognuno dei quali prende una forma diversa anche se, ad un certo livello, è uno e lo stesso”. (Christiane Paul, Not just Art – From “Media RT to Artware”, Spagnolo, Paul, p.104).

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Il teletrasporto quantico, la trasmissione di informazione, è analogo alla comunicazione elettronica a doppio senso che avviene tra una persona viva seduta al computer e un lavoro di net art. Non è importante che gli atomi nello schermo del tuo computer, viaggino verso qualche server distante attraverso il cavo della fibra ottica lungo l’Atlantico, ma, come nel caso del qubit, è importante che sia l’informazione a viaggiare.

Proprio come la “misurazione della meccanica quantica”, le nostre interazioni con la net art producono nuove informazioni. Ad esempio, un lavoro di net art, può porci una domanda. Questa risulta dall’introduzione di un bit di informazione nel mondo. Questo bit di informazioni diventa una parte “reale” del mondo, poiché l’informazione contenuta in essot, una risposta tipo sì o no, provocherà una risposta “reale” in questo e in altri lavori che potrebbero interagire con lo stesso progetto.

I singoli bit del codice del computer dal quale emerge il network immateriale distribuito virtualmente del World Wide Web, sono come i singoli quanti di energia dal quale emerge il mondo fisico del computer stesso.

This article is a “working draft” for a final essay – all rights reserved to the author

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