Una delle esperienze piu’ interessanti del Sonar Festival, la cui edizione 2010 è in programma a Barcellona il prossimo 17-19 Giugno, in particolare per noi che arriviamo dal paese della TV tendenzialmente generalista, qualunquista e volgare, e’ la possibilita’ che la rassegna offre di scoprire video e documentari musicali.

Nessuna pretesa di esaustivita’ rispetto all’esistente, ovviamente, ma una selezione attenta. Troppi anni e troppe edizioni sono passate ora per ricordare nomi e titoli, ma e’ limpido il ricordo del tempo passato nel cinema del CCCB/MACBA tra un live e un dj set. E se per caso qualcuno si domanda perche’ chiudersi in un cinema durante un festival… Be’ la musica e’ varie cose, tra cui anche una forma di comunicazione che insegna a leggere l’esistente sociale e politico di ieri e di oggi attraverso la propria storia e attualita’.

Percio’ scoprire chi c’e dietro ai suoni e ai ritmi e’ sempre stato il perfetto coronamento della passione per quello che si ascolta e balla, il cerchio che si chiude. Per fortuna ormai c’e la rete, e volendo approvigionarsi le fonti non mancano. Ma c’e la cultura per farlo? Siamo consapevoli di quanto sia importante, interessante e divertente mettere la musica in contesto? Si sa: mentre la stampa e la radio musicale Italiana, almeno occasionalmente, dimostrano di poter svolgere al meglio la loro funzione di informazione, non lo stesso si puo’ dire della TV: in confronto agli altri paesi civili, da noi la storia e l’attualita’ (come momento di approfondimento) della musica sono praticamente assenti dal piccolo schermo, TV musicali incluse.

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Quindi, visto che siamo tutti 50% nature and 50% nurture, di esperienza di certo non ne abbiamo molta, e spesso di curiosita’ ancora meno… Dunque? Dunque quest’anno al Sonar chiudiamoci anche al cinema, perche’ l’occasione e’ da non perdere: non so se altro verra’ aggiunto al programma, ma se anche rimangono solo I titoli gia’ annunciati c’e comunque da stare allegri. E, a proposito, due dei film sono idee e realizzazioni di giovani registi italiani, e questo ci rende particolarmente coinvolti.

SonarCinema Barcelona (n.d.r. quest’anno il festival raddoppia con una edizione speciale che avviene in contemporanea in 2 citta’, ma qui facciamo riferimento a Barcellona) proiettera’ 5 film:

Amplified gesture, prodotto da David Sylvian ; Synth Britannia, prodotto dalla BBC per raccontare la storia del Synth Pop inglese ; Warp 20 (New York) – NYC, Prodotto da Warp Films ; Warp 20 – And thee Echo, Prodotto da Warp Films ; We call it Skwee, prodotto da da Genome Inc. in cooperazione con ATMO Stockholm, Flogsta Danshall e Harmonia records.

Il primo, Amplified gesture, diretto da Phil Hopkins, e’ stato ideato come complemento visivo dell’ultimo album di Sylvian, Manafon, ma ha ovviamente valore anche come opera in se, come una ricerca sulla difficile arte dell’improvvisazione. Il lavoro include interviste ad alcuni dei piu’ importanti musicisti dediti al genere (e’ un genere poi? o una tecnica? anche di questo si parla nel film…) tra cui Evan Parker, Keith Rowe, Christian Fennesz y Otomo Yoshihide, che con Sylvian hanno collaborato anche all’album. E poi appaiono Toshimaru Nakamura, Eddie Prévost, Sachiko M., John Tilbury, Werner Dafeldecker, Michael Moser and John Butcher. Una rara occasione per sentire le voci di questi geniali quanto schivi compositori e strumentisti.



http://www.manafon.com/amplified_gesture/

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Synth Britannia, diretto da Ben Whalley, e’ forse il documentario piu’ amato negli ultimi anni dagli appassionati di elettronica e sicuramente il piu’ chiaccherato (la BBC ha giustamente notato come la rete e i social media, per la prima volta, hanno permesso anche a chi non l’ha potuto vedere di ricevere stimoli ed esprimere opinioni… ed e’ vero! Su twitter e facebook se ne e’ parlato per settimane e ancora se ne parla, condividendo frasi ed estratti ormai celebri, e playlist).

E’ una storia della difficile ma anche strabiliante conquista del mondo del Synth Pop britannico scritta attraverso immagini di archivio e interviste originali ai protagonisti del post-punk ispirato ai Kraftwerk (e in parte a JG Ballard): Throbbling Gristle, Cabaret Voltaire, Ultravox, Soft Cell, OMD, Depeche Mode, Vince Clarke, Yazoo, The Human League, e Gary Numan (il primo a raggiungere Top of the Pops nel 1979). ‘Abbiamo sempre agito d’istinto, ma oggi credo che il segreto del successo fosse nel fatto che eravamo 5 minuti avanti al resto… ma solo 5 minuti’, dice per esempio Daniel Miller, ex The Normal e fondatore della Mute, facendo scattare la lacrima di commozione per l’umilta’ e la lucidita’ con cui si racconta. Letteralmente, da non perdere.

http://www.bbc.co.uk/programmes/b00n93c4

Warp 20 (New York) – NYC e Warp 20 – And thee Echo sono entrambi film celebrazione dei 20 anni della Warp che includono ampi estratti di live, ma non solo. Il primo, filmato a New York dall’italiano Lorenzo Fonda (autore tra l’altro di Megunica, il film creato con Blu in America centrale e Meridionale), riprende momenti live di Jamie Lidell, Born Ruffians, !!!, Hudson Mohawke, Pivot, Clark, The Hundred In The Hands, Flying Lotus e Battles, montati con interviste e animazioni. Il secondo, girato qualche mese dopo a Londra da Vincent Moon, ritrae sul palco e dietro artisti come Mira Calix, Broadcast e i Battles. Sapete gia’ tutto, la Warp e’ in pieno Rinascimento, e questi film ne sono una conferma.



http://warp.net/films

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We call it Skweee porta l’attenzione sul Nord Europa e in particolare sulla Svezia, che negli ultimi anni oltre a stupire per creativita’ e innovazione nell’imprenditorialita’ musicale (Spotify anyone?), stupisce anche musicalmente. Con un nuovo genere musicale che unisce il funk, l’electro e il dubstep, ma suona nuovo… Il che in questo periodo di eclettismo (per non dire di rielaborazioni non sempre originali) colpisce non poco. Skweee e’ l’ onomatopeico nome che e’ stato dato al genere, e pare derivi dall’uso di sintetizzatori vintage da cui far uscire (to squeeze out in inglese) i suoni piu’ interessanti.

E Iacopo Patierno e’ l’appassionato regista che, entrato in contatto con questa scena durante un periodo di lavoro in Svezia, appunto, ha poi deciso di seguirne le vicende per oltre un anno per tirarne fuori una sorta di road movie musicale. Partendo dal freddo Nord della Scandinavia, infatti, si arriva al caldo Sud della Catalogna (e del Sonar), dove nel 2008 allo Skweee e’ stato dedicato un inaspettato show case.


http://en.wikipedia.org/wiki/Skweee

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