Originario di Osaka, Aoki Takamasa é un artista che attualmente vive a Berlino. Musicista elettronico, i suoi lavori e le sue composizioni si snodano attraverso un amalgama molto ricco e stratificato di suoni e ritmiche glitch, tradotti in quel genere di ricerca musicale conosicuto da oltre un decennio come IDM, con opportuni rimandi alla techno e all’electro.

Si é a lungo parlato negli ultimi anni della cosiddetta “laptop music”, di questo modo di creare musica e performarla su un palco, che da un primo periodo di grande produttività e innovazione (con le derive più nobili nell’ambito della ricerca acustica) si trova oggi in un momento di pesante stanchezza sia nella produzione internazionale che nei gusti del pubblico. Takamasa, a differenza di altri praticanti del genere, riesce però a fornire in ogni sua produzione la necessaria freschezza e fantasia, andando quasi oltre i limiti imposti dal computer, senza quindi fermarsi alla convenienza funzionale di questo mezzo, imprimendo una creatività e una forza espressiva che vanno al di là dei semplici confini di genere e tecnica. E questo grazie soprattutto alla musicalità e al mood particolari che la ritmica, innovativa ma pur sempre accattivante elemento centrale del suo lavoro, riesce a dare ai vari brani.

Takamasa, sin dagli inizi della sua produzione, nell’ultimo decennio, si è specializzato nella manipolazione di software e altri elementi elettronici. Partendo da un forte interesse per la sperimentazione e per i limiti dell’espressione musicale, il suo lavoro si è poi aperto ad ogni tipo di avventura artistica. Famosa è stata la sua collaborazione con Tujiko Noriko della Fat Cat Records, con cui ha realizzato un disco, 28, che lo ha portato alla ribalta della scena della musica elettronica giapponese. Ma Takamasa è appunto un musicista eclettico, che spesso ha lavorato con altri artisti di fama internazionale non solo nel campo della musica ma anche delle arti visive.

Ultimamente, come in occasione del suo ultimo live set presentato al Brussels Electronic Music Festival (3 giorni di showcase dal 20 al 23 Marzo presso il BOZAR Centre for Fine Arts di Brussels, uno degli appuntamenti più interessanti e completi a livello Europeo per gli amanti della musica elettronica e del clubbing, condito della presenza di oltre 30 tra musicisti, dj e vj), Takamasa affianca alla musica anche il medium visivo, nello specifico bellissime fotografie e slideshows di ambienti urbani e architettonici, scattate dallo stesso artista e visibili presso il suo blog. Lo abbiamo incontrato e intervistato proprio in occasione del festival nella capitale Belga: un’intervista per conoscere meglio uno dei musicisti elettronici più interessanti e raffinati in circolazione.

Silvia Bertolotti: Qual’è il set elettronico con il quale di solito performi dal vivo? E qual’é in particolare la strumentazione che hai usato per la tua performance al Brussels Electronic Music Festival?

Aoki Takamasa: Normalmente per i miei set dal vivo uso due laptops, qualche modulo hardware per effetti e un Audio Mixer. Per quest’occasione al Festival di Brussels, ho usato anche per la prima volta il mio slide show per fotografie, quindi in questo caso ho usato un computer in più.

Silvia Bertolotti: Sei un artista Giapponese che ora vive in Germania. Cosa ne pensi della scena musicale elettronica Europea in confronto appunto a quella del tuo paese d’origine?

Aoki Takamasa: Mi sento in qualche modo di affermare che le origini della musica elettronica sono Europee, perché questo tipo di cultura è nata lì. Inoltre credo che sia di fatto prodotta e diffusa in ogni paese europeo. Tuttavia sento che lo stesso tipo di energia sia presente al giorno d’oggi sia in Giappone che in Europa.

Silvia Bertolotti: Come vedi il futuro della “laptop music”?

Aoki Takamasa: Credo che il laptop sia solo uno fra i tanti strumenti. E’ solamente un computer portatile. I computer hanno rappresentato una grande opportunità per quelli come me che non hanno alcuna conoscenza musicale. Non credo che farei musica se il computer non esistesse. Ci saranno sempre più persone che inizieranno a fare musica senza aver nessun tipo di formazione musicale e potranno condividere e comunicare in ogni parte del mondo, senza aver bisogno di troppi tipi di linguaggio.

Silvia Bertolotti: Abbiamo assistito negli ultimi anni all’emergere di software basati su ambienti di studio virtuali e tali strumenti offrono valide alternative, a costi ridotti rispetto ai tipici studi di produzione basati su hardware, in maniera tale da rendere ora possibile la creazione di musica di alta qualità con poco più di un singolo computer portatile. Tutto ciò in qualche modo ha democratizzato la creazione di musica, tanto che ora molta musica elettronica prodotta “in casa” è diventata accessibile ad un vasto pubblico. Qual è la tua opinione a riguardo?

Aoki Takamasa: Questo fenomeno ha sicuramente aiutato tantissime persone, in termini di diffusione musicale in tutto il pianeta, al punto che abbiamo oggi un’enorme varietà di suoni. Penso tutto ciò sia meraviglioso. Fare musica, del resto, è parte della natura umana.

Silvia Bertolotti: Hai collaborato con artisti Giapponesi molto conosciuti, come Ryochi Kurokawa, Ryiuchi Sakamoto e Tujiko Noriko e ti sei confrontato con i loro diversi mezzi espressivi. Quel’è per te l’interazione più interessante e stimolante in termini di espressione artistica?

Aoki Takamasa: Al momento sono soprattutto il Ritmo e la Fotografia ad adattarsi meglio alla mia modalità espressiva.

Silvia Bertolotti: Come crei le tue musiche? Mi spiego meglio, la prima fonte di ispirazione è il tipo di software o strumentazione tecnica, l’esperienza del ritmo o semplicemente un’idea musicale?

Aoki Takamasa: La mia prima idea appare sempre in maniera improvvisa e sotto forma di Ritmo. In seguito cerco di focalizzarmi sul creare suoni che riflettano la stessa struttura che ho in mente, in maniera che si dispongano in una ritmica e una linea melodica tale da creare un buon groove. Quello che voglio è ottenere la giusta atmosfera utilizzando due speakers che vibrano nell’aria e che portino le persone a ballare. Attualmente, questa credo sia la fonte primaria di ispirazione per me.

Silvia Bertolotti: Nella computer music o “laptop music” si hanno infinite possibilità in termini di suono. Come selezioni i tuoi suoni all’interno di questa vasta gamma?

Aoki Takamasa: Cerco semplicemente di creare suoni che mi facciano sentire a mio agio, rilassato e ispirato.

Silvia Bertolotti: Quali sono i tuoi piani per il futuro? Stai lavorando a qualcosa di particolare al momento?

Aoki Takamasa: In questo periodo sto effettivamente lavorando ad un nuovo progetto. Qualcosa di molto più semplice di quanto abbia fatto fin ora. Ma non voglio anticipare troppo.


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