Nello spazio di una settimana, il fermento di mobilitazione sul clima in vista della conferenza COP15 di Copenhagen che da un anno agita l’Europa, ha contagiato Milano e Torino, e presto anche Bologna e Roma. E’ stato coniato anche un neologismo per la lingua di Dante e Mike Bongiorno: climattivista!

Le prime mobilitazioni si sono avute il 24 ottobre, giornata di azione climatica mondiale proclamata da www.350.org, che ha visto un’edizione speciale di Critical Mass a Milano e la presentazione della campagna Climate Justice Action (CJA, www.climate-justice-action.org) presso la Scighera, il circolo libertario situato nel quartiere ex operaio della Bovisa a Milano.

Quindi la campagna di informazione e mobilitazione per il summit sul clima di Copenhagen (11-16 dicembre, le giornate di azione dei movimenti) è entrata nel vivo nel weekend di Halloween, con una tre giorni milano-torinese (versuscop15.noblogs.org) che presto raggiungerà anche i romano-bolognesi. L’occasione è stata l’arrivo in
Italia di David Rønbach, attivista di Copenhagen del collettivo KlimaX e membro dell’assemblea CJA che da un anno, con pazienza certosina, costruisce politicamente, mediaticamente e logisticamente le grandi azioni di massa del 13 dicembre (blocco del porto di Copenhagen) e del 16 dicembre (assedio del COP15 con assemblea di giustizia climatica dei popoli insieme a Climate Justice Now!). CJA è una federazione di movimenti ecologisti di tutta la Terra: ci sono gli anarcoautonomi Nord Europei così come via campesina e friends of the earth, passando per il movimento dei climate camp britannici e per tante reti rurali e urbane di giustizia ambientale del Sud del mondo, come quella dei popoli indigeni a difesa delle proprie risorse naturali.

Il 29 ottobre al Centro Sociale Cantiere sempre a Milano, c’è stata la prima presentazione del calendario di protesta dall’11 al 16 dicembre (http://www.climate-justice-action.org/mobilization/action-calendar). Quindi il giorno successivo il Torchiera ha ospitato una serata climattivista d’intrattenimento davvero geniale con ecoquiz (difficili, ma il pubblico si è dimostrato preparato) e Greenwashing Awards (l’oscar di movimento all’azienda che in Italia più ha la faccia come il culo sulla questione ecologica, http://versuscop15.noblogs.org/static/gwa).

L’apice è stato raggiunto al centro sociale Gabrio di Torino, con l’organizzazione del Climate Horror Halloween Party (http://nomorecop.noblogs.org). Dove le mobilitazioni di Copenhagen sono state discusse negli aspetti politici, tattici e strategici da una platea attentissima insieme a David e un docente del Politecnico di Torino e di Critical Mass. Il tutto prima di saziarsi di minestrone vegano con seitan e di scatenarsi a ballare come zombies assetati di sangue capitalista nel centro sociale più meticcio del Piemonte.

Passando a cose assai meno divertenti, sia il Gabrio sia Torchiera sono in questo momento presi di mira da sindaci e vicesindaci sceriffi, leghisti e fascisti assortiti. Torchiera è stato messo all’asta dal vicesindaco di Milan, Riccardo Decorato, insieme a Conchetta e Ghisolfa per “compensare i mancati dividendi dell’azienda A2A”, mentre il Gabrio e la Casa Bianca, occupata da un collettivo di migranti etiopi, sono seriamente minacciati dal sindaco di Torino Giuseppe Chiamparino e dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Il movimento noglobal ha passato il testimone al movimento di giustizia climatica. Come il suo antecedente di dieci anni fa, è destinato a sconvolgere il mondo. Difendiamo gli spazi che in Italia hanno reso possibili entrambi.

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