Siamo all’inizio di una nuova stagione di serate di musica, nei club. Il che significa che èappena finita quella delle giornate di musica, ai festival. Pace, ovviamente. Il minimo che possiamo fare èaccettare i cicli della vita, il massimo è imparare perfino a goderne. Però, non possiamo comunque dimenticare che, se i tempi dilatati dei club permettono l’approfondimento e l’analisi dell’esperienza, quelli intensi dei festival ne rappresentano l’esplosione e la sintesi…

E in questo senso, nessun festival in Europa (o nel mondo?) è importante per la musica elettronica come il Sonar di Barcellona: 16 anni di continua ricerca, caratterizzati dalla rara capacità di fare continui passi avanti (anche se, inevitabilmente, lungo la via può capitare di farne alcuni falsi). E questa edizione 2009 ne è stata l’ennesima dimostrazione. Soprattutto durante il giorno (ma, sapendo scegliere e lasciarsi andare, anche durante la notte), la line up ha tanto celebrato i veri classici quanto si e’ aperta alle vere novita’, includendo artisti diversi, significativi e originali. Non a caso, non sono mancati momenti di esaltazione collettiva. Certo, non abbiamo sentito o ballato niente di “veramente nuovo”…

Ma siamo nell’era della post modernità e del remix culturale, è un errore aspettarsi delle rivoluzioni radicali. Quelle arriveranno forse tra qualche anno ancora (sempre a proposito di cicli…). Nel frattempo, si puo’ gioire per il molto di “nuovo ora” che c’e in circolazione, per l’insieme imprevedibile e potente di suoni, strumenti, attitudini, estetiche, generazioni che caratterizza questo istante. E che ha caratterizzato questo Sonar. L’importante, come sempre, è imparare a distinguere i segnali dai rumori di fondo. Soprattutto in tempi di eccesso di informazione. E in questo senso niente è più utile di un festival ben pensato, un evento che, evidentemente, tiene a mente il pubblico piuttosto che tutto il resto… Un festival che, cosi’, riesce a coinvolgere gli sponsor e i partner giusti, creando sinergie a volte impreviste e sempre creative, come quella con la Red Bull Music Academy. E che, infatti, si sperimenta efficacemente nella comunicazione orizzontale, quella del web e dei social media, oltre che in quella verticale, dei media tradizionali….

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Per capire meglio le scelte presenti e future, abbiamo incontrato Georgia Taglietti, responsabile della comunicazione internazionale del festival.

Giulia Baldi: Il Sonar e’ un festival in continua evoluzione, quali sono state le novita’ di quest’anno?

Georgia Taglietti: Le novità sono state tante. Tra le piu’ interessanti direi la presenza di artisti affermati provenienti dai paesi piu’ diversi, come Siria, Congo, Etiopia, con Omar Souleyman , Konono n1 e Mulatu Astatké and The Heliocentrics. Poi, per quest’anno c’e stata una pausa con il Sonar Cinema ma abbiamo creato il Sonar Kids, il festival dedicato agli under 14 che si e’ svolto la domenica durante il giorno, e che si e’ concluso con un dj set di 3 ore di Laurent Garnier preceduto da performances di artisti spagnoli come La Mala Rodriguez e internazionali come AGF e Carsten Nicolai, per introdurre i bambini alla musica elettronica. Ma che ha visto l’area trasformarsi anche con altri laboratori creativi per i piu’ piccoli, per esempio con l’illustratore Jordi Labanda, e con le attivita’ preferite dai bambini un po’ piu’ grandi, come lo skating con le rampe…

Giulia Baldi: E che risposta avete avuto?

Georgia Taglietti: La risposta per questo SonarKids é stata meravigliosa ed entusiasmante. Si é subito creata una connessione importantissima fra le generazioni: i bambini si divertono, i genitori si rilassano e tutti imparano qualcosa di nuovo! Io direi anche che i bambini si sono anche rilassati e i genitori sicuramente divertiti! Il set di Garnier ha raggiunto apici di gioia che non si vedevano dalle sue albe sul mare alla fine degli anni ’90! Probabilmente molti di quei genitori erano lì 10 anni fa…

Giulia Baldi: A proposito di pubblico, Il Sonar e’ un festival che rappresenta a dir poco l’Europa ma in realtà tutto il mondo anche per il tipo di pubblico che riesce ad attrarre. Come si e’ trasformato negli anni?

Georgia Taglietti: La mia impressione e’ che sia un pubblico che ormai conosce il Sonar, o perché c’e’ gia’ stato o perché ne ha sentito parlare, per cui si muove tra i palchi e interagisce con la città in modo molto naturale. E questo permette che l’atmosfera nei giorni del festival sia sempre più rilassata. E poi, c’e’ sempre grande attenzione nei confronti delle proposte musicali.

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Giulia Baldi: A proposito della line up, invece. Il Sonar ha sempre dedicato grande attenzione ai classici come alle novità, ha rappresentato passato, presente e futuro della musica elettronica e d’avanguardia. Il primo giorno di questa edizione, per esempio, abbiamo visto sullo stesso palco prima l’esibizione di Jon Hopkins e Tim Exile con gli strumenti robotici di Roland Olbeter, quindi un anticipo di futuro e tecnologia, e poi i Konono n®1 con la loro musica africana, quindi un passato che ritorna, perché di fatto si ballava agli stessi ritmi con cui si balla Jeff Mills. I media come reagiscono a queste commistioni? Le reazioni sono cambiate negli anni?

Georgia Taglietti: Si sono evolute, nel senso che sono passate dalla posizione dei primi anni di scoperta e stupore o addirittura rigetto nei confronti del festival come evento, a quella piu’ recente di esperienza di approfondimento delle singole proposte e grande successo delle proposte meno commerciali o almeno meno evidenti. E poi sono sempre più interessati a capire come il festival e’ organizzato e come interagisce con la città, il pubblico, e gli stessi media.

Giulia Baldi: Dal punto di vista della collaborazione e del supporto che avete sempre avuto da parte delle istituzioni e degli sponsor, come sono cambiate le cose?

Georgia Taglietti: Le istituzioni e gli sponsor sono sempre attenti e partecipi, ma inevitabilmente, per via della situazione di incertezza economica complessiva, quest’anno i contributi sono diminuiti. La crisi economica, però, non deve essere necessariamente vissuta come una crisi creativa e culturale, poiché e’ evidente che così non e’… Si può imparare ad offrire il meglio nei limiti di quello che la situazione permette di fare, e questo vale in generale, non solo rispetto ad un festival. Un momento difficile come la crisi può certo contaminare le idee creative, ma forse le può perfino aiutare a trovare delle nuove vie, altrettanto interessanti se non di più Io credo che il restyling, il ridimensionamento di questo Sonar (c’era una sala in meno, per esempio, al Sonar by Night) sia in realtà stato accettato e perfino apprezzato (il Sonar by Day e’ in realtà stato il più transitato di tutta la storia del festival)

Giulia Baldi: La collaborazione con la RedBull , per esempio, e’ stata anche piu’ intensa che negli anni scorsi, e il Dome, il palco che ospitava le proposte della RedBull Music Academy, ha sicuramente rappresentato uno dei successi del Sonar by Day, con live e dj set di artisti emergenti di diverse nazionalità come Cecile (Italia), Debruit (Francia), Taras 3000 (Russia), Dorian Concept (Austria), Cardopusher (Venezuela), Culoe de Song (Sudafrica). Una svolta intelligente, interessante, divertente, e probabilmente slegata dalle dinamiche più tradizionali del settore. Cosa possiamo aspettarci nel futuro dall’interazione tra queste due realtà ‘illuminate’?

Georgia Taglietti: Io credo che ci sia una coesione naturale fra il Sónar e la realtà de la RBMA. Questa volontà di ricerca di nuovi talenti across the world é quello che forse più ci unisce. Speriamo di poter collaborare allo stesso livello il prossimo anno.

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Giulia Baldi: Di giorno, al Village, con il set del wizard Mills, lo showcases di Ghostly International, le proposte di Huw Stephens della BBC e l’EdBanger Gazpashow(!), e’ stata una festa continua. Nella Hall, tra le sperimentazioni di Hopkins/Exile, il funk futuristico di Ebony Bones e la trance antica/moderna di Konono n1, le astrazioni digitali degli artisti della Raster Noton, si sono accumulate varieta’ ed energie per le prossime 10 edizioni. Di notte e’ stato tutto un po’ piu’ diluito, ma i grandi show di Grace Jones e degli Orbital, i live di Animal Collective , dei Fever Ray, dei Moderat, i set dance di James Murphy & Pat Mahoney e il mash up di bassi di Rustie, quelli electro e techno di SebastiAn, Deadmau5 e Agoria, quello non potevano che intrattenere in felicità i migliaia di presenti…Insomma, per noi del pubblico e’ stata una edizione da ricordare. Ora pero’ non potete che rilanciare! Quali le tue conclusioni, quindi, e quali le anticipazioni per la prossima edizione?

Georgia Taglietti: La prossima edizione? Non ne ho idea. Sempre in avanti comunque e sempre alla ricerca. Le conclusioni sono varie: approfondire il viaggio a nuove frontiere, dato il successo strepitoso di Omar Souleyman per esempio, e continuare a spinger più avanti le collaborazioni con artisti visionari prossimi al festival come Olbeter. Il futuro si può già intravedere.


http://2009.sonar.es/es/

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