Città formicolante, città piena di sogni! Anche in pieno giorno lo spettro adesca i passanti. I misteri scorrono dovunque come linfe nei canali stretti del potente colosso ” – C. Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867)

Infoscape

Lo scenario descritto da quell’intramontabile flaneur che è stato Baudelaire nel corso di questo secolo e mezzo si è notevolmente modificato, ma l’immagine di quei “misteri che scorrono come linfe nel potente colosso” ci appartene. Uno strato di informazione, multilivello, distribuita su spazi, oggetti, persone e architetture determina la possibilità di trasformare il mondo in una realtà ibrida generata da una molteplicità di punti di vista, voci, forme, gesti e suoni.

SPIMEs (1), location based media, augmented realities, interazione distribuita, sensori che captano variazioni e li distribuiscono, design emozionale e dell’esperienza: sono questi i principali strumenti che abilitano il passaggio contribuendo al processo di trasformazione.

Enormi le implicazioni, a livello antropologico, filosofico, politico, economico e relazionale: riconsiderare il modo in cui comunichiamo, scambiamo, condividiamo, distribuiamo e disseminiamo conoscenza all’interno e attraverso l’infoscape (2), dove interagire con gli abitanti/elementi (fisici e immateriali) del nuovo paesaggio si rivela un desiderio/bisogno che influenza profondamente l’immaginario collettivo.

Una nuova concezione di casa editrice

Come cambia il ruolo della casa editrice in questo scenario? Come la letteratura, la saggistica e l’esperienza della lettura? Quali e quanti sono i media coinvolti? E infine, quali sono i volti e le voci di queste storie e dove vengono raccontate?

La risposta di Salvatore Iaconesi (3) e Luca Simeone (4), a cui si aggiunge quasi subito Federico Ruberti entusiasmato dal progetto, si chiama FakePress (5). Un nuovo modello di casa editrice, basata sulla creazione di narrative aperte, cross-mediali, multi-autore, capace di utilizzare tecnologie location based, realtà aumentata, SPIME e interfacce gesturali/naturali per costruire strati interpretativi di realtà attraverso processi reticolari, non-deterministici e intrinsecamente pluralisti perché emergenti.

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La casa editrice non perde i suoi requisiti fondamentali – selezionare, confezionare, distribuire informazioni. Ma si estende. Interstizi, display distribuiti e proiezioni diventano i palcoscenici per rappresentare le informazioni e le storie di spimes e città senzienti (6): everyware. La forma-libro si dissolve, disarticolata e riarticolata in brani mediali realizzati da una pluralità di soggetti diversi: wide-tagging, contenuti geolocalizzati liberamente scaricabili, open-endeed stories.

In sintesi: ubiquitous publishing e storytellig distribuito. Un processo in cui design, modalità di apprendimento, educazione e forme narrative si ibridano e tendono ad adottare naturalmente strategie p2p, trasformando teorici, specialisti e “addetti” ai lavori in nuove tipologie di autori/editori/comunicatori.

Come funziona

Una pubblicazione FakePress viene composta secondo precise metodologie. Il tema – selezionato attraverso progetti, autori, social networks e territori – viene descritto attraverso vari media che, a seconda dei casi, possono esprimere distribuzione geografica e temporale dei contenuti, possibilità e forme di interazione, creazione di relazioni sociali, ‘interazione di corpi, emozioni, concetti e saperi. Questo passo viene eseguito attraverso il contributo di gruppi ibridi con competenze, a seconda dei casi, tecnologiche, editoriali, architettoniche, antropologiche…

I contenuti così descritti vengono assemblati usando una serie di piattaforme esistenti (e composte tramite opere di mashup) o appositamente predisposte. Nel caso delle prime pubblicazioni, ad esempio, sono stati creati tre canali di comunicazione, dedicati al web, alla consultazione sul territorio e alla consultazione di una pubblicazione di formato classico cartaceo, ma capace di integrarsi con le altre modalità.

“I contenuti – come ci spiega Salvatore Iaconesi – sono stati assemblati grazie ad una versione della piattaforma WordPress modificata per creare un processo fluido in cui il gruppo di editori/autori potessero preparare i contenuti per tutti i canali. Da un lato gli elementi della pubblicazione vengono composti in maniera visuale e georeferenziati grazie a coordinate ottenute dai GPS e dalle funzioni offerte da piattaforme come Google Maps e Google Earth. Dall’altro lato gli stessi contenuti vengono organizzati per essere consultabili sia dall’interfaccia web, sia attraverso i dispositivi mobili (per adesso iPhone, Android e alcune piattaforme Symbian con sufficienti caratteristiche tecniche) percorrendo il territorio. E in forma cartacea, per quello che diventa un libro che, in una forma “cristallizzata” di ipertesto, consente di navigare luoghi, tempi e punti di vista “.

Riassumendo: una applicazione web; una piattaforma mobile per consultare la pubblicazione sotto forma di contenuti location-based e di realtà aumentata; una pubblicazione cartacea dalle sembianze di un ibrido tra una strana giuda turistica e un ipertesto cristallizzato, prodotta in self-publishing e print-on-demand, e distribuita in maniera globale online. I tre livelli non sono in competizione, ma corrispondono ad esigenze di fruizione diverse e sono oggetti/prodotti diversi, mentre altre pubblicazioni avranno altri canali di comunicazione, e prevederanno anche forme di interazione e dispositivi tecnologici differenti.

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Leggere, quindi, diventa una attività complessa, composta da lettura classica, da percorsi geografici e architettonici – in cui si può avere esperienza dei contenuti attraversando i luoghi in cui/per cui sono stati concepiti- e dalla possibilità di effettuare continui cambi di prospettiva, tra autori, temi, tempi e spazi.

Per farsi un’idea più concreta dell’esperienza di navigazione, della visualizzazione e del tipo di piattaforme utilizzate è infine possibile consultare il sito del NeoRealismoVituale-NeRVi (7), una pubblicazione di FakePress ancora in itinere, ma che serve perfettamente allo scopo.

On going project

La neonata FakePress ha già avuto il suo battesimo ufficiale a Roma a Frontiers Interaction V (8), un ambiente che le appartiene profondamente e che ha dimostrato interesse a raccogliere i suoi stimoli.

Un progetto che la vedrà impegnata nel prossimo futuro è invece Ubiquitous Antropology. La ricerca antropologica di Massimo Canevacci sui Bororo, popolazione del Mato Grosso che il professore studia da circa 20 anni, si trasforma in una pubblicazione cross mediale e location based, dove un’applicazione web wireless è il presupposto per la creazione di una “guida turistica” etnografica evoluta e di un modo nuovo di concepire il lavoro di ricerca/pubblicazione accademica.

Di Ubiquitous Antropology parleremo in un prossimo articolo. Lasciandoci con una precisazione: nome a parte, FakePress è una casa editrice tutta reale aperta a collaborare con artisti, ricercatori, istituzioni, imprenditori interessati a sperimentare congiuntamente questa visione e i temi che ne hanno ispirato la creazione.

  

1. Dumbing Down Smart Objects di Bruce Sterling (“Wired” ottobre 2004): http://www.wired.com/wired/archive/12.10/view.html?pg=4

2. O datascape: paesaggio di dati/informazioni.

3. http://www.artisopensource.ne/t

4. http://luca.simeone.name/

5. http://www.fakepress.net/

6. v. SENSEable City lab : http://senseable.mit.edu/

7. http://www.neorealismovirtu ale.com/

8. http://frontiers.idearium.org/2009/program/ 

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