Mary Anne Hobbs è la regina indisussa di BBC Radio 1. Nel suo “Experiemental Shows” ogni martedì notte dalle 2.00 alle 4.00 del mattino, Mary Anne propone una selezione delle migliori novità discografiche spaziando dal dubstep al grime, dalla drum&bass all’hip-hop, fino ad arrivare alla techno e al dark dancefloor.

In questi anni il suo show ha ospitato artisti come Flying Lotus, The Beastie Boys, Kode 9 & The Spaceape, Bjork, Burial, Matt Groening, Squarepusher, Skream, The Mighty Boosh, Richie Hawtin, Digital Mystikz, Ricardo Villalobos, Oris Jay, Amon Tobin, Shackleton, Skepta, Jeff Mills, Benga, LFO, Breakage, Ryuichi Sakamoto, Trentmoller, Vex’d, The Bug & Warrior Queen, Klute, Remarc, Rustie, Rhythm& Sound e ridisegnato i confini dell’elettronica mondiale da ascolto e da ballo. Nel Gennaio 2006 con Il suo show “Dustep Warz”, Mary Anne portò alla luce il fenomeno della Dubstep a livello globale, dando visibilità per la prima volta ad artisti come Skream, Benga e Mala.

Nel 2008 “Generation Bass” fu un ulteriore passo avanti in questa direzione: la conduttrice, ormai riconosciuta come madrina della dubstep, inivitò i Dubstep Wars dj a curare una sua trasmissione offrendo un ulteriore trampolino di lancio agli artisti di questo genere e dando ulteriore risonanza a questo fenomeno dopo che, nel 2007 aveva per la prima volta traghettato questo genere dai piccoli umindi club di Londra a un palco internazionale come quello del Sonar.

Il suo ruolo non è solo quello di conduttrice radiofonica, ma proprio quello di vera e proprio guru del genere, in grado di utilizzare le sue qualità di donna per farsi ambasciatrice di questa scena underground costruendo attorno alla sua figura una vera e propria family di artisti che convergono nel Sonar sullo stesso palco per il terzo anno consecutivo. Il suo showcase è stato ospitato dal Sonar Pub, nel venerdi del Sonar de noche: dopo di lei si sono alternati sul palco l’eclettico Joker, il californiano Gaslamp Killer e Martyn. L’abbiamo intervistata il giorno dopo quest’incredibile show e ci siamo fatti raccontare come nasce la sua collaborazione con il Sonar.

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Silvia Bianchi: Questa è la terza volta che presenti il tuo showcase al Sonar. Come credi che si sia evoluto in questi anni e come pensi che la scena sia cambiata?

Mary Anne Hobbs: Venire al Sonar per me è sempre un grandissimo piacere ed è come tornare a casa, questo è il terzo anno che sono qui e lo vedo sempre come un grande privilegio poter suonare su questo palco. La prima volta fui invitata a suonare nel 2007 e fui invitata a portare qui una rappresentanza del dubstep inglese: eravamo io, Oris Jay, Kode 9 & The Spaceape e Skream. Quando stavamo per salire sul palco pensavamo tutti: “vediamo quanta gente riusciamo a portare, sarebbe grande se ce facessimo a radunare 1000 persone”. E’ storicamente documentato che quella notte fu un evento biblico, fu davvero un successo perchè riuscimmo a portare 8000 persone davanti al nostro palco. Andò davvero bene, superando le aspettative di tutti noi.

Sono tornata l’anno scorso e ho cercato di portare il suono un pò avanti, muovendomi verso i confini della dusbstep ed esplorando altre contaminazioni: sono venuta con Shackleton, che vive a Berlino e il cui suono ha un sapore più vicino alla mininal techno, Flying Lotus da Los Angeles che era davvero il punto di riferimento per il suono West Coast nel 2008 e ovviamente avevamo l’icona del dubstep inglese Mala come headliner della serata.

Nel 2009 ci siamo spinti oltre ancora di più e non ti posso descrivere quanto sia stato incredibile stare su quel palco la scrosa notte: ho portato il diciannovenne Joker da Bristol, probabilmente il miglior producer del Regno Unito al momento, The Gaslamp Killer che è venuto con me da Los Angeles, l’uomo più pazzo ed eclettico della scena dubstep mondiale. Questo ragazzo sa fare di tutto, dal beat hip hop old school al rock n roll e dubstep, non so come possa combinare tutto così bene, ma il risultato è incredibile. E poi avevo Martyn che per me era il vero protagonista della serata. Quest’uomo è davvero incredibile e ha chiuso lo showcase in modo davvero perfetto ieri notte, con una cascata di suono che scivolava via morbida…

Senza dubbio il Sonar per noi è un’occasione unica per trovarci davanti a un pubblico cosi particolare, caldo e attento come quello che si raduna ogni anno qui a Barcellona, con cui abbiamo una relazione davvero particolare: puoi suonare davanti a queste persone qualsiasi cosa e loro ti seguiranno. Per noi è davvero un privilegio essere qui e speriamo davvero di poter tornare nel 2010.

Silvia Bianchi: Come lavori con il Sonar alla scelta degli artisti?

Mary Anne Hobbs: E un processo eccitante, lungo 9 mesi, che ci vede lavorare insieme: si parte da una masso gigante e informe per arrivare a ottenere una splendida scultura. Si inizia da una lista di circa 50 artisti e si scelgono una serie di temi per poi procedere a una scrematura che porterà alla selezione di 3 artisti che verranno sul palco con me. Il processo di costruzione della programmazione del festival è enorme: per me uno dei momenti più eccitanti del festival è proprio quando porto la lista iniziale, perchè magari ci sono un sacco di artisti poco conosciuti e tocca a me presentarli e cercare di portarli avanti nella selezione. Il Sonar è davvero eccellente nel bilanciare nella sua programmazione nomi di incredibile portata come Jeff Mills, Grace Jones, Moderat, etc… con un sacco di artisti invece molto sperimentali, nonchè di scommettere sulle persone; sono riuscita a far invitare dal Sonar un musicista come Joker, prima ancora che uscisse il suo primo disco. Ha 19 anni ed era davvero una scommesa metterlo davanti a 8000 persone, ma il Sonar mi ha appoggiato. Il festival sa rischiare, nel programma diurno puoi trovare davvero cose incredibili da ascoltare.

Img: courtesy Mary Anne Hobbs

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Silvia Bianchi: Dal 2006 anno in cui presentasti lo show “Dubstep War” a ora sono sicuramente successe molte cose nella scena dubstep, e sempre piu stili musicali convergono oggi in questo genere che si è un trasformato in un contenitore e in un ponte tra California e Inghilterra, non credi?

Mary Anne Hobbs: Certo, al momento c’è una relazione simbiotica incredibile tra il dubstep del Regno Unito e tutto quello che sta accadendo sulla costa ovest Americana: anche gli artisti scozzesi, pensa a Rustie, Lucky Mi Crew, li trovi spesso insieme a ragazzi come Flying Lotus, con la crew di BrainFeeder e con la Low Thoery a Los Angeles, e con gente come Code9 e Mala di Digital Mysticz

Tutti si riuniscono spesso ultimamente e una delle cose piu belle che sta succedendo nel post dubstep e nel post hip hop è che non ci sono frontiere che bloccano il suono nelle sue possibili evoluzioni: la gente considera qualsiasi cosa come possibile influenza e questa è una cosa davvero davvero salutare che aiuta la dubstep a crescere giorno per giorno senza che magari si sappia nemmeno ancora dare un nome a quel nuovo sottogenere che si sta producendo, ma lavorando semplicemente sui suoni e avanzando passo passo come fosse un gioco. Credo davvero che sia un ottimo momento per la scena elettronica perchè c’e`davvero molto amore, comunione e comunicazione tra i vari generi ed è davvero bello vedere come stia crescendo questa grande famiglia globale.

Il Sonar è un occasione per questi artisti di ritrovarsi, dentro e fuori il festival: un artista come Flying Lotus è venuto per esempio con tutta la crew di BrainFeeder per suonare alla loro festa il giovedi notte al Mondo della Barceloneta e il venerdi ha portato tutti i ragazzi della crew a vedere quello che succedeva dentro il Sonar Mi piace davvero molto questo senso della famiglia globale che si muove insieme, è stato incredibile averli tutti qui. Penso che in un momento come questo in cui viviamo in una realtá davvero virtuale stando attaccati al computer la maggior parte della nostra giornata, e in cui un sacco di artisti fanno musica con il computer utilizzando software virtuali, è importante ricordare che allo stesso tempo restiamo comuni esseri umani ogni giorno piu isolati nel modo in cui ci muoviamo.

Penso che ci sia davvero una forte voglia di collettivitá e condivisone che si sviluppa in questo senso, in cui la musica è il punto di unione. Situazioni come il Sonar danno modo di scambiare le energie, le esperienze e la musica che ognuno di noi ha creato nel suo antro isolato e di condivire le stesse emozioni sullo stesso palco.

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Silvia Bianchi: Mi immagino che negli ultimi anni l’avvento di Internet sia andato a modificare anche quello che è la tua professione di conduttrice radiofonica. Ho visto che la tua pagina sul sito di BBC1 contiene molti video, un link al tuo canale su You Tube e vari strumenti per comunicare con il tuoi ascoltatori…

Mary Anne Hobbs: Certo. Penso che oggi tutto sia guidato dal video, dato che devi cercare di coinvolgere sempre il tuo spettatore. Se vedi quanto è vasto You Tube e lo compari a qualsiasi televisione, ti rendi conto di come sia importante e gigante il network e allo stesso tempo quanto sia facile farne parte. Puoi aprirti un canale su You Tube e puoi farlo in mezz’ora: mi puoi trovare su youtube.com/maryannehobbstv ma mi puoi anche trovare su bbc channel. Credo che la gente sia ogni giorno piu interesata ai canali di Internet ma allo stesso tempo credo che voglia avere sempre più informazioni su chi sei, come sei fatto: mi ricordo che fino a due anni fa potevo essere semplicemente una voce, non importava come fossi, ma ora con questa esplosione di internet, in particolare quella dei social network degli ultimi due anni, la gente vuole sapere come sei, come vai vestito, vogliono vedere e consumare di piu su di te, la richiesta è ogni giorno maggiore. Mi sono resa conto che Internet è veramente uno strumento incredibile, che rappresenta un mezzo di promozione per gli artisti che rappresento. Non ci si può opporre alla tecnologia, bisogna stare al tempo e rispondere alle esigenze del pubblico e per questo è necessario sapersi riinventare. 


http://www.bbc.co.uk/radio1/maryannehobbs/

http://www.youtube.com/user/maryannehobbstv

http://www.bbc.co.uk/radio1/maryannehobbs/maryannetv.shtml

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