Con lo slogan “immaginare – creare – innovare” il 2009 è stato eletto dalla Commissione Europea come l’anno della creatività e dell’innovazione (European Year of Innovation and Creativity – EYCI). L’iniziativa si propone di incentivare pratiche creative e innovative in diversi settori della vita sociale per favorire, attraverso nuove competenze, lo sviluppo personale, occupazionale e sociale e consentire all’UE di rispondere alle sfide culturali, ambientali e, ammettiamolo, soprattutto economiche (non solo istruzione e cultura, ma anche politiche d’impresa) in scenari di concorrenza planetaria.

Molte iniziative hanno prevedibilmente intrapreso la strada della comunicazione digitale, in particolar modo dell’educazione all’utilizzo dei media per l’espressione individuale. Alcune iniziative sembrano andare in questa direzione, ma ad un esame più approfondito, esse rivelano altri potenziali, diversi da quelli della tradizionale media education.

La più conosciuta tra di esse è forse il Medea Awards, che ha preso il via già a partire dall’anno scorso. Si tratta di un premio a cadenza annuale che ha come obiettivo la promozione dei media nell’educazione. L’iniziativa quest’anno si è sdoppiata in due premi: il primo intitolato The MEDEA Award for Creativity and Innovation che coincide con l’anno europeo per la creatività e l’innovazione, il secondo, l’ European Collaboration Award nel solco di una tradizione a favore della collaborazione internazionale che ha sempre contraddistinto le politiche collaborative della Comunità Europea.

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Un’altra iniziativa europea, forse meno conosciuta ma che rientra pienamente nella cornice dell’anno della creatività è la piattaforma EuroCreator. Si tratta di un portale che si propone di raccogliere e offrire la condivisione di contenuti multimediali creati in classi scolastiche. Euro Creator è stato presentato il 12 marzo a Dublino davanti a una platea allargata di educatori di alto profilo da tutta Europa e studenti provenienti da diversi stati.

La filosofia di partecipazione alla piattaforma non segue i canoni di apertura del web, ma piuttosto quelli istituzionali, perché la possibilità di pubblicazione di un video si realizza dopo un invito ufficiale a seguito della autocandidatura della classe. E’ questo un sistema piuttosto antiquato di convalida che è stato giustificato con la possibilità di offrire contenuti sicuri.

Tuttavia Eurocreator e soprattutto il Medea Award, evidenziano una volontà di educazione “attraverso i media” che si distingue dalla mera “educazione ai media” (Media Education): una via che è ancora tutta da percorrere, soprattutto con le possibilità riservate all’interattività dei video, vale a dire a tutte quelle tecniche di videografica che intervengono nella fase di creazione con modalità di partecipazione collettiva. Così come hanno sottolineato Sanders, Dedeoglu, Charbonnet (e altri) nello studio “Approaches to Interactive Video Anchors in Problem-Based Science Learning” sul The Journal of Science Education and Technology (03/09), esistono strumenti come gli Anchors (una sorta di tag per montaggio video) che attraverso lo sviluppo personalizzato della sceneggiatura e la simulazione virtuale possono allargare la sfera esperienziale dei discenti e stimolare un apprendimento multisensoriale.

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Nell’approccio che gli autori hanno impostato, le potenzialità dei video clip quali la visualità, la dinamicità, la spazialità e la verosimiglianza delle rappresentazioni, si uniscono a un setting innovativo dove gli studenti-produttori lavorano in micro-gruppi coordinati da un insegnante che è più un facilitatore di collaborazione e di espressione che non un trasmettitore di conoscenze.

Lo studio si rivela particolarmente interessante perché ha analizzato i risultati di “ancoraggi” a video che avevano contenuti a sfondo scientifico, quali, ad esempio, “Alla ricerca dell’Arca Perduta” (per il tema della densità specifica della materia durante la scena sostituzione dell’idolo dal piedistallo con un sacco di sabbia dello stesso peso) o l’autoproduzione di “Border Blues” (http://profile.educ.indiana.edu/Default.aspx?tabid=5547) che ha come tema l’equilibrio ecosistemico che viene minacciato dall’introduzione di nuovi elementi ad opera di incaute azioni umane.

L’educazione attraverso i media sembra quindi rivelare potenzialità notevoli anche per l’apprendimento dei temi scientifici: le possibilità di intervento tecnico sui video costituiscono un arricchimento del contesto di apprendimento perché stimolano conoscenze solitamente inerti nei processi tradizionali di memorizzazione, facendo leva sulla memoria semantica degli individui, che risiedono principalmente nella riattivazione dei processi di indagine autobiografica del vissuto o delle ricombinazione degli schemi mentali che contraddistinguono le attività di creazione attraverso tecniche ad alta manipolabilità di contenuti come sono quelle digitali.  


http://www.create2009.europa.eu

http://www.eurocreator.com/

http://www.medea-awards.com/

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