Santasangre (Maria Carmela Milano, Luca Brinchi, Dario Salvagnini, Roberta Zanardo, Diana Arbib), ovvero la miglior compagnia teatrale di ricerca che fa uso di nuove tecnologie per immagini e suoni, nascono a Roma nel 2001 e si muovono sin dall’inizio sul confine tra body art, linguaggio video e installazioni meccaniche e sonore.

Il loro ultimo lavoro, “SEIGRADI , concerto per voce e musiche sintetiche”, dopo alcuni studi preliminari, ha portato in scena nella versione finale inaugurata al festival RomaEuropa, la bellezza della tecnologia, la sua potenzialità espressiva estesa ed esaltata al massimo livello, con una perfezione persino imbarazzante. Una macchina di stile. Una tecnologie di idee, una sistema grondante metafore esistenziali. Lo spettacolo di una sconvolgente bellezza e intensità e di uno straordinario impatto percettivo, non ha una vera trama nel senso tradizionale del termine. Il concept è una visione apocalittica del mondo: che succederebbe della vita e della terra una volta che si aumentasse di sei gradi la temperatura? Un monito, un avviso all’umanità che brucia e consuma senza sosta al di là e oltre ogni ragionevole principio di precauzione, un preallarme di disastro, una previsione di desertificazione.

Tutto però trascorre dalle sensazioni e dalle suggestioni trasmesse e veicolate da una mediazione tecnologica (il video gestito live, le immagini in grafica 3D, le proiezioni con effetto olografico) e da un corpo pulsante luce, assorbito negli elementi naturali come in Videodrome di Cronemberg. Bolle d’aria che contengono immagini, che si saldano insieme all’umano a dare vita a forme all’apparenza concre, tridimensionali, ma la cui consistenza è invece impalpabile e astratta. Siamo nell’universo di un possibile futuro dove a causa della elevata temperatura terrestre il prodotto della vista diventa sempre più un’ illusione ottica, miraggio, morgana. Il brillante studio sulla luce permette ai Santasangre di smaterializzare in scena il corpo della danzatrice come fosse letteralmente inghiottito dalla terra per poi farla riapparire come frutto di un sogno.

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La forma teatrale è quella un’apparizione evanescente, fantasmatica, inquietante e terrifica di un corpo, tra luci e oggetti in trasformazione che hanno la consistenza dell’aria grazie alle proiezioni di riflesso. Evoluzione materica, evoluzione cromatica a cui corrisponde una terza evoluzione, quella sonora attraverso i quattro stadi di aria-acqua-fuoco e terra con i relativi colori di corrispondence che vanno dal bianco e nero al blu, al bianco al rosso (che corrisponde alla terra).

In questo equilibrio, la tecnologia è diventata nuova carne, grondante materia biologica, sanguigna: intrecciata in una trama di luce svobodiana, l’attrice Roberta Zanardo, che compie movimenti corporei ispirati al butoh, diventa ella stessa emanazione luminosa. Nell’evolversi generale, un crescendo sincopato di disfacimenti e nascite, di scoperte (la voce, il canto), ecco che la forma tecnologica teatrale prende a prestito il principio ottico-fisico del miraggio. Quando i raggi di luce a causa della differenza di temperatura e densità dell’aria, subiscono una riflessione totale, è possibile vedere le immagini come se fossero veramente riflesse al suolo. Tecnicamente sono state usate delle gabbie di vetro a vista dove far riflettere la luce del video e farla apparire in scena come appunto un miraggio olografico, con una capacità di incrostarsi con il corpo e scambiarsi il proprio “codice genetico”.

La partitura musicale divisa in quattro parti (quattro movimenti propri della sinfonia operistica che corrispondono alle 4 fasi del divenire) detta il ritmo alla narrazione e alla coreografia dell’unica donna vista di spalle, un essere camaleontico che si adatta a un ambiente mutante, quasi immobile al centro, fermo in una tensione muscolare che dà anche la temperatura emotiva adeguata.

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Abbiamo avuto modo di intervistare i Santasangre, e chiediamo loro motivazioni, risultati e processi creativi:

Annamaria Monteverdi: Qual è il punto di partenza di “SEIGRADI, concerto per voce e musiche sintetiche”?

Santasangre: La tematica legata alla questione ambientale. Che succederebbe a questo paesaggio terrestre aumentando di sei gradi la temperatura? Quale sarebbero i cambiamenti? Poi ci siamo imbattuti in alcuni testi chiave, Aristotele, il primo libro della fisica, dunque la trasformazione della materia, il valore degli elementi, aria, acqua, terra e fuoco poi Huxley, Il mondo nuovo. La linea drammaturgica è legata ai quattro movimenti musicali creati da Dario Salvagnini come una sinfonia. Strutturalmente si divide in una prima parte che corrisponde alla formazione della materia, all’Aria, dunque non c’è ancora la voce e non c’è il corpo. Nei movimenti successivi compare l’acqua e da lì fuoriesce il corpo dentro una sfera impalpabile. C’è un’assenza di voce, poi un fonema, prima della parola, poi la parola, la voce e il canto. E infine la terra e la distruzione con il fuoco e ancora la ricomposizione: il ciclo.

Annamaria Monteverdi: Come lo definireste?

Santasangre: Uno spettacolo emotivo, non sensazionalistico però. Volevamo osservare la materia come al microscopio, andare a prendere le particelle infinitesimali portandole alla luce, allo sguardo e alla percezione del pubblico. L’effetto voluto era quello di una sorta di rarefazione generale, che contenesse corpo e immagine video insieme. E’ una specie di esperimento coreo-sonoro in cui le fonti luminose, immagini olografiche, suoni campionati in scena ed elementi naturali rendono il luogo di una “lanterna magica” di grandi proporzioni.

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Annamaria Monteverdi: Il dispositivo è forse l’aspetto più spettacolare di “SEIGRADI, concerto per voce e musiche sintetiche”, che permette di far interagire un’immagine video con il corpo. Un trucco che viene da lontano, dal pepper’s ghost, dove gli attori in carne e ossa, nascosti, venivano proiettati con giochi di specchi sul palco. Come si è sviluppato il video e l’idea del dispositivo?

Santasangre: Nel corso degli anni il video è sempre stato presente come linguaggio nei nostri studi, ma volevamo trovare il sistema per andare oltre la pura idea scenografica, la forma scenografica, verso, casomai una forma drammaturgica. Il sistema è semplice: la proiezione di riflesso, con l’inclinazione dei vetri, fa da specchio. Ci sono 4 videoproiettori sul palco che poi sono anche l’unica fonte di luce dello spettacolo. E’ un manufatto artigianale, tra corpo/luce/vetro. Il video in animazione 3D è quello che riguarda l’acqua. Le coreografie sono state create a partire da queste immagini concepite collettivamente. Ci sono due ruoli distinti del video in scena: Il primo è quello di ambientazione video proiettata come fondale; il secondo è legato al corpo olografico che rappresenta il corpo simbiotico. Il gioco nel corpo olografico è che la materia è di natura biologica, ma è riprodotta attraverso formule matematiche.

Annamaria Monteverdi: Quale è la soglia critica?

Santasangre: L’effetto finale deve essere la perfetta riuscita dell’amalgama tra corpo e video, quindi sono punti sensibili la luce, la distanza e il posizionamento di pubblico e attrice.

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Annamaria Monteverdi: Riguardo alla parte musicale?

Santasangre: Si amplia qua la struttura classica della sinfonia attraverso cui creiamo i movimenti e i tempi dello spettacolo. La musica stessa è un ciclo drammaturgico, detta la drammaturgia, il tempo della performer. Ha 4 movimenti: un’ouverture, un’intro, uno svolgimento e un finale. La sinfonia rappresenta il ciclo della vita e contiene sostanziali cambiamenti da movimento a movimento: è una vera partitura. Nella prima parte, quando la vita non esiste ancora, la voce è evidentemente assente, c’è una sorta di Big Bang: nel secondo movimento ci sono solo rumori, singulti, poi l’essere prende vita, e usa la parola e il canto. E’ una musica scritta e fissata al computer, ma non abbiamo usato solo suoni di sintesi, ma anche vari strumenti classici come il violoncello e violino, fiati e soprattutto materiale sonoro naturale registrato e rielaborato. Il canto, quando la voce arriva, si è ispirata a canti liturgici del 1200 rielaborati. 


www.santasangre.net/

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